Uno spettacolo di successo pronto a replicare

foto A DSC_3451Nel quadro di un Mecspe 2016 che rispetto all’edizione precedente ha visto il numero dei visitatori crescere del 17% e quello degli espositori di 24 punti, si è tenuta la cerimonia conclusiva di quel Progetto Stampi il cui completo svolgimento è durato oltre due anni a partire dall’estate del 2013. Cuore dell’iniziativa sono le sedi del Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale (Cnos-Fap) che nel biennio hanno provveduto a preparare un gruppo di venti docenti all’insegnamento delle tecnologie di progettazione e costruzione degli stampi. Ma attorno a loro si è mossa una squadra di partner pronti a mettere a disposizione risorse e strumenti hardware e software al fine di garantire la buona riuscita di un piano ambizioso di cui l’industria beneficerà. Si tratta del produttore austriaco di normalizzati e porta-stampi Meusburger, della software house Vero Solutions col suo catalogo di applicativi dedicati al settore e della sigla italiana di categoria Ucisap. Perché è proprio alla salute futura del comparto degli stampisti, spesso alle prese con la difficoltà di reperire giovane manodopera tecnica dalle basi solide, che Progetto Stampi ha voluto rivolgersi sin da subito. E che sia stato un successo lo ha dimostrato la forte affluenza di pubblico registrata allo stand fieristico dei Cnos-Fap dove gli studenti hanno dato forma concreta alle competenze acquisite e loro ritrasmesse dagli insegnanti. Grazie all’esemplificazione di un intero processo di ideazione e realizzazione di uno stampo, e poi del relativo stampaggio di un gadget, in tutte le sue varie fasi. «La partecipazione alla fiera della meccanica e della subfornitura di Parma è stata un successo enorme» ha detto a Stampi il segretario nazionale del settore meccanico della federazione Cnos-Fap Maurizio Todeschini «quantificabile con la grande affluenza di pubblico ottenuta. I visitatori sono stati incuriositi dalle attività compiute dai nostri studenti, per la parte CAD/CNC, a bordo macchina, durante il processo di smontaggio e rimontaggio degli stampi e in fase di stampaggio alla pressa. Fra quanti sono arrivati per caso e quanti grazie al passaparola, siamo stati letteralmente invasi; il processo di progettazione, costruzione, assemblaggio e stampaggio ha generato molta attenzione. Il bilancio non può quindi che essere positivo: oltre alla presenza degli studenti presso l’unità dimostrativa, ulteriori dieci ragazzi delle scuole salesiane sono stati incaricati di fare da guida ad altre scuole, dell’ordine e non, all’interno del polo fieristico. Ancora non ho avuto modo di ricevere dei feedback post-evento dall’organizzazione ma le prime impressioni sulla replica di uno dei nostri laboratori didattici all’interno dei padiglioni espositivi, con i ragazzi all’opera così come accade nei nostri istituti, sono state ottime. Siamo riusciti a dare l’immagine di un modello scolastico che guarda all’incremento delle competenze e all’inserimento nel mondo del lavoro in modo fattivo».

apertura DSC_3327Un modello per la didattica italiana
L’appuntamento in Emilia è stata anche l’occasione per stringere relazioni con altri poli didattici di tutto il Paese, interessati a calare il paradigma salesiano all’interno delle loro realtà, che hanno trovato una sponda attenta nella compagine di Progetto Stampi. «La cerimonia di consegna degli attestati agli insegnanti segna in realtà un nuovo punto di partenza», ha proseguito Todeschini, «perché nella persona del presidente Lino Pastore – Ucisap – ha rilanciato il suo interesse per una versione 2.0 del progetto, dedicata alla lamiera. Per il momento però preferiamo pensare a come consolidare e potenziare quanto è stato fatto finora passando alla formazione diretta dei giovani del III e IV anno della formazione professionale». Nel corso del galà finale i nove centri salesiani protagonisti di Progetto Stampi hanno descritto le linee guida lungo le quali mirano a dare continuità al programma mentre le sedi venete e lombarde già si preparano a lanciare corsi di training di formazione continua ed aggiornamento per adulti. In Veneto le lezioni dovrebbero già partire a settembre mentre nell’hinterland milanese si attende l’approvazione di un bando regionale per 80 ore di corsi sulle nozioni di base degli stampi plastica, fra montaggio, smontaggio e le tecnologie d’area, da ripetersi poi per un periodo di almeno tre anni. A dar l’idea della portata del cammino compiuto da zero è però soprattutto l’interesse delle imprese: «Abbiamo ricevuto numerose richieste di contatto da parte di industrie dai settori più svariati che cercano stagisti o giovani professionisti e che vogliono collaborare al progetto in varie forme, a dimostrazione del fatto che il modello può essere vincente. Abbiamo dirottato i contatti alle varie sedi locali salesiane, in linea con gli auspici espressi dall’ex presidente dei Cnos-Fap don Mario Tonini. Questi ha infatti raccomandato di tenere l’asticella alta e alimentare iniziative di questo tenore anche attraverso giornate tematiche, in attesa del possibile concretizzarsi del Progetto Stampi 2.0, o con seminari specifici, in modo da mantener vivo il gruppo di lavoro, sempre a beneficio dei ragazzi. Sono loro il nostro vero obiettivo, dato il bisogno di giovani che l’industria manifesta. Il portamonete-gadget stampato in fiera è stato il loro capolavoro finale».

meusburger Mecspe 2016 326Non solo Mecspe: tutti gli uomini dei salesiani
Al laboratorio che le scuole professionali dell’ordine fondato da San Giovanni Bosco hanno allestito nei saloni della fiera di Parma ha dato un contributo forte Meusburger, specialista austriaca dei normalizzati con sede a Wolfurt, al crocevia fra Austria, Germania e Confederazione Elvetica. In forma del tutto gratuita la società ha infatti messo a disposizione prodotti che essa produce direttamente e commercializza a livello internazionale. In particolare, il fornitore ha portato in Emilia un esemplare dell’innovativo tavolo di assemblaggio H4062, la cui struttura agevola le operazioni di montaggio e smontaggio riducendo tempi e costi di lavorazione. Meusburger ha poi firmato il sistema di staffaggio H1000, con tolleranze da pochi millesimi, due porta-stampi completi di normalizzati e accessori e una gamma di utensili da taglio. Fra questi, frese toriche e sferiche in metallo duro integrale della serie Wzf; e una linea di punte. Vero Solutions ha offerto le funzionalità delle sue piattaforme Visi, ma rilevante è stata anche la collaborazione di marchi non direttamente coinvolti in Progetto Stampi. Heidenhain e Siemens hanno fornito stazioni di programmazione a controllo numerico; e DMG-MORI, già alleata dei Cnos-Fap, tre macchine, fondamentali per produrre una esatta replica di un laboratorio salesiano. Su una di esse veniva effettuata la lavorazione il tassello-figura dello stampo del gadget portamonete, fresato in diretta. Tra i partner dell’area, citato per ultimo ma non meno importante, anche l’azienda State Technologies che ha fornito una pressa BOY per la fase di stampaggio. «Uno degli aspetti del progetto che più mi sta a cuore sottolineare», ha detto a Stampi il segretario nazionale del settore meccanico della federazione Cnos-Fap Maurizio Todeschini, «è il clima di assoluta armonia e sintonia creatosi fra gli esponenti delle varie realtà che vi si sono dedicate. Ho avuto modo di incontrare in questi quasi tre anni persone straordinarie per qualità umane e professionali, con le quali si è stabilito, oltre ad un proficuo rapporto di collaborazione, anche un legame di amicizia».

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