Una rivista di taglia robusta

Giuseppe Nardella
Giuseppe Nardella

Taglia robusta ispira pensieri dietologici, ma nel caso di STAMPI identifica la perfetta forma di una rivista che compie venticinque anni di attività editoriale nel comparto specifico dello stampaggio della lamiera, della plastica e dintorni. Dunque, una taglia robusta, ma non per questo sono necessarie diete particolari.

Abbiamo incontrato l’editore Giuseppe Nardella che ci ha raccontato tappe e peculiarità dell’evoluzione della rivista.

Tutte le volte che uno percorre a ritroso un periodo della propria vita, gli viene il dubbio di aver dimenticato qualche tappa. Forse qualcuna si è dimenticata, pazienza! Ma quelle importanti saltano fuori, una ad una. Sull’onda dell’entusiasmo, il gruppo Tecniche Nuove festeggia con questo numero il 25° compleanno di STAMPI, ricordando che le sue origini vantano risorse editoriali e impegni che hanno segnato le tappe principali dell’industria stampistica italiana. Festeggiare in modo costruttivo 25 anni di attività è certamente un evento prezioso, che è anche un elogio alla storia della deformazione plastica. Insomma, anche STAMPI rientra nell’elenco dei successi di Tecniche Nuove.

Un quarto di secolo di storia è davvero oggetto di analisi tecnologica, con valori diversi, secondo le varie tappe. Questa tappa costituisce un momento costruttivo e autocritico, nel quale viene spontaneo “catturare” le dichiarazioni dell’editore Giuseppe Nardella, il quale fa della comunicazione la sua missione. A lui, dunque, abbiamo rivolto alcune domande.

Copertina del primo numero di STAMPI.
Copertina del primo numero di STAMPI.

Signor Nardella, perché nel 1991 nacque l’idea di STAMPI, una rivista dedicata a un settore così specifico e così poco conosciuto?
Tecniche Nuove, grazie alle riviste consorelle LAMIERA e PLASTIX (allora INTERPLASTICS, ndr) vanta una reale comprensione dei problemi e delle necessità dei trasformatori nell’area delle aziende che fanno stampi. Già l’argomento “stampi“ era trattato in apposite rubriche delle suddette riviste, dedicate allo stampaggio delle materie plastiche, alla tranciatura, all’imbutitura della lamiera e quant’altro, ma il “mestiere” di stampista – in quanto particolarissimo e abbastanza complicato da simboleggiare croci e delizie degli stessi stampisti e dintorni – richiedeva un trattamento particolare; le aziende italiane che si identificavano come stampisti, non ritenevano LAMIERA e INTERPLASTIC i mezzi più adatti per esprimere i loro pensieri sia attraverso gli articoli e sia anche come comunicazione pubblicitaria. Da qui l’idea di dedicare a loro STAMPI-PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE, una scelta insolita, ma preziosa, che ha ricevuto nel corso degli anni un’investitura atta ad evocare un mondo affascinante e provocante come quello della progettazione e lavorazione degli stampi. L’officina che produce stampi è un laboratorio di meccanica, dove gli stampi stessi sono oggetti tutt’altro che banali, che nascondono problemi tecnologici non indifferenti e che comportano investimenti diversi, i quali dipendono dalle esigenze e dalla competenza degli stampisti. E allora, benvenuta STAMPI nel lontano 1991, per informare e aggiornare gli addetti ai lavori.

Come avvenne l’aggancio con UCISAP, l’Unione Costruttori Italiani Stampi & Attrezzature di Precisione?
Ero al corrente dell’attività associativa di UCISAP e della sua preziosa azione nel comparto stampistico italiano quindi, insieme all’allora direttore editoriale Enzo Guaglione, ci recammo a Brissago-Valtravaglia in provincia di Varese, per incontrare il presidente della stessa UCISAP Ing. Giovanni Berutti. Con lui stipulai il contratto per concedere al nascente nuovo strumento editoriale STAMPI il patrocinio dell’associazione. Il Consiglio Direttivo di UCISAP entrò a far parte del comitato di redazione, apportando alla rivista un supporto redazionale davvero pregiato, tant’è che già dai primi numeri la rivista si rivelò un successo. Infatti, tutti i grandi stampisti italiani aderirono con articoli, interviste, servizi redazionali e quant’altro. Iniziò così la grande distribuzione di STAMPI su tutto il territorio nazionale.

“L’attrezzeria è un laboratorio di meccanica, che produce oggetti tutt’altro che banali”.
“L’attrezzeria è un laboratorio di meccanica, che
produce oggetti tutt’altro che banali”.

Rivista STAMPI vuol dire informazione e aggiornamento, ma il comparto specifico aveva bisogno anche di formazione, perché a proposito di progettazione e costruzione stampi la scuola italiana lascia alquanto a desiderare. Ha pensato a questa lacuna?
Ovviamente sì, perché non c’erano strumenti formativi per gli stampisti. TECNICHE NUOVE si è sempre contraddistinta non solo nel fare pubblicazioni per informare, ma anche nella produzione di libri per la formazione delle persone soprattutto dei giovani. Così, poco dopo la nascita di STAMPI, vide la luce IL MANUALE DELLO STAMPISTA, che ancora oggi, dopo diverse edizioni rinnovate, è la bibbia dello stampaggio.

La collaborazione che si è sviluppata con UCISAP oramai da 25 anni, continua attraverso tutti i presidenti che si sono succeduti di anno in anno, ai quali abbiamo dedicato l’articolo “Non c’è più il futuro di una volta” che potete leggere più avanti in questa stessa rivista; tali presidenti, insieme ai vari consigli direttivi, hanno stimolato la casa editrice a mettere in atto azioni per sviluppare il mondo degli stampi nel nostro Paese. Tant’è che nel giugno del 1996 nacque l’idea di organizzare una manifestazione congressuale/espositiva, che chiamammo “STAMPI & Co, I COSTRUTTORI DI STAMPI, I LORO FORNITORI, I LORO CLIENTI A CONGRESSO”, nell’area espositiva del Centro Congressi Milanofiori ad ASSAGO alle porte di Milano, poi diventato EUROSTAMPI, che ancora oggi si sviluppa nell’ambito della manifestazione MECSPE di Parma.

Siamo nell’era della digitalizzazione e anche le riviste subiscono questa trasformazione. STAMPI e tutte le altre riviste di Tecniche Nuove sono pubblicate sia in forma cartacea sia in forma digitale. Come editore, ha qualche riscontro sulle preferenze dei lettori nei riguardi della carta o della forma digitale?
La tendenza della lettura verso il digitale è salita velocemente, ma oggi sappiamo che in America questa forma di lettura sta rallentando, sia per le riviste sia per i libri. Per quanto mi riguarda, sono convinto che le riviste tecnico/scientifiche abbisognino ancora della carta, anche se i giovani, evidentemente, prediligono il digitale. Ma ho notato che pure molti giovani ritornano alla carta, perché la lettura di un articolo tecnico in forma digitale è faticosa per la vista e per il ricordo mnemonico di quanto si legge.

Ultima domanda-Stiamo vivendo, a quanto pare, una ripresa alquanto incerta, però si parla di ripresa. Lei come editore e imprenditore ha un suggerimento, una ricetta per renderla meno incerta?
Non solo nel mondo degli stampi, ma anche in quello di tutta la meccanica ci sono due velocità: una rappresenta le aziende che continuano a fare lo stesso lavoro e che quindi crescono poco, l’altra invece – una sorta di punta dell’iceberg – rappresenta le aziende che fanno innovazione e gli stampisti appartengono a questa categoria.

Alla fiera Mecspe di Parma un’area è dedicata a Eurostampi, arricchita da un nuovo modo di vedere il mondo degli stampi, grazie all’iniziativa “Dal progetto all’oggetto”.
Alla fiera Mecspe di Parma un’area è dedicata a Eurostampi, arricchita da un nuovo modo di vedere il mondo degli stampi, grazie all’iniziativa “Dal progetto all’oggetto”.

La parola innovazione è sulla bocca di tutti, tutti ne parlano, ognuno la fa sua, ma cosa intende Lei per innovazione?
Già dodici anni fa a Parma, durante la fiera Mecspe nell’area dedicata a Eurostampi, presentammo un nuovo modo di vedere il mondo degli stampi grazie all’iniziativa “Dal progetto all’oggetto”, ovvero l’esibizione della filiera di produzione di un oggetto, dalla sua progettazione fino alla fabbricazione e alla vendita dello stesso. Non era lo stampista il punto di riferimento, ma la catena di produzione, dove l’innovazione era, ed è tuttora, protagonista; lì lo stampista può verificare eventuali accorgimenti migliorativi del progetto e della lavorazione dello stampo.

Quindi non più solo il concetto di realizzare stampi, bensì collaborazione dalla progettazione per arrivare al prodotto finito; un vero e proprio lavoro di equipe. Un’innovazione di questo stile applicata anche in altri comparti della meccanica potrebbe rendere meno incerta la ripresa. Ma innovazione vuol dire anche stampa 3D, naturale evoluzione della prototipazione rapida, trattata in Mecspe già da una decina d’anni. Nell’edizione 2016 di Mecspe abbiamo presentato in un’area specifica una serie di macchine per la stampa 3D. La manifestazione Technology Hub, che si terrà a giugno alla fiera di Milano e che racchiude 3DPrint, Additive Manufacturing, Droni, Elettronica, Material, Robot, rileverà le sorprendenti potenzialità legate all’innovazione e svilupperà nuove modalità di business. 25 anni fa abbiamo anche iniziato a produrre corsi di aggiornamento professionale; ci auguriamo che la collaborazione di STAMPI con l’associazione UCISAP, le università di Ingegneria Meccanica, Elettrica ed Elettronica possa sostenere una ripresa meno incerta.

Conclusione
La condivisione delle tecnologie e il trasferimento tecnologico tra diversi ambiti applicativi, creano l’opportunità per la contaminazione e l’innovazione del processo produttivo aziendale. Case hystories tematiche, spunti applicativi e aree dinamiche, creano un percorso culturale necessario all’introduzione delle innovazioni. Ebbene, venticinque anni la nascita di STAMPI ha rappresentato davvero un evento progettato per essere un vero e proprio Hub Tecnologico.

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