Una grande scommessa per investire sul futuro

img_0172Sono ben 1.800 gli studenti che frequentano al maggio del 2016 l’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci, che ha sede nel vivace quartiere popolare di Rifredi a Firenze. Ma è persino difficile immaginare quanti ne siano passati per le sue aule nel corso dei 116 anni di una storia iniziata addirittura nel 1900, quando è nato come scuola comunale, e rimasto così sino al 2007. Fra le specializzazioni che il Da Vinci propone ci sono chimica e materiali e costruzioni, ambiente e territorio, informatica ed elettronica, affiancate dall’automazione – nuova e più realistica denominazione del percorso di elettrotecnica – e dalla meccanica. Ciascun indirizzo professionale, inclusi quelli dedicati a carrozzieri e autoriparatori, idraulici e odontotecnici può disporre di laboratori attrezzati oppure di officine esterne in grado di offrire ai giovani l’immancabile percorso di pratica sul campo. Conta 50 nomi fra i quali quelli di alcune multinazionali di assoluto spicco il raggruppamento dei partner industriali della scuola nel solo ambito della meccanica, e ognuno di essi è oggi impegnato a garantire agli iscritti il compimento del percorso di alternanza col lavoro previsto dalle normative. Della squadra fa parte anche il distributore fiorentino di applicazioni di progettazione Syscam, storico dealer e integratore dei sistemi realizzati e commercializzati da Vero Solutions con un occhio di riguardo proprio per il settore degli stampi. «Si tratta per noi di un alleato d’avanguardia», ha detto a Stampi il docente del laboratorio di meccanica, macchine utensili e Cad/Cam Marco Bellesi, «che ha permesso alle nostre sezioni di meccanica di crescere in contemporanea con gli sviluppi progressivi della piattaforma Visi. Quel che più conta è però che abbiamo visioni comuni sulla necessità di preparare i giovani all’assunzione presso le grandi e piccole aziende della manifattura. La continuità del lavoro è una condizione imprescindibile per un polo didattico come il Da Vinci e Syscam, da noi selezionata come fornitore di servizi, ha mantenuto ogni sua promessa».

TRIS D'ASSI. Da sinistra l’amministratore di Syscam, distributore dei prodotti Visi di Vero Solutions, Paolo Collini; e i docenti del laboratorio di meccanica, macchine utensili e Cad/Cam del Leonardo Da Vinci Fulvio Grazzini e Marco Bellesi.
TRIS D’ASSI. Da sinistra l’amministratore di Syscam, distributore dei prodotti Visi
di Vero Solutions, Paolo Collini; e i docenti del laboratorio di meccanica, macchine utensili
e Cad/Cam del Leonardo Da Vinci Fulvio Grazzini e Marco Bellesi.

Occupati al 100%. E oltre
L’ultrasecolare istituto gigliato è anche certificato come agenzia formativa ed è fra i soci fondatori dell’Istituto Tecnico Superiore PRIME che organizza corsi di istruzione superiore per il settore meccanico con la partecipazione attiva di aziende quali Finmeccanica, Ansaldo Breda, GE Gas & Oli Nuovo Pignone «L’iniziativa», ha detto la vicepreside del Leonardo Da Vinci Rossella Grassi, «è importante per la collaborazione fra scuole, aziende, enti locali, università e agenzie formative che ne costituisce la base. E perché sono le aziende stesse a contribuire alla definizione dei percorsi didattici specifici». Sono articolati in 2.000 ore complessive delle quali 800 sono riservate agli stage presso l’industria e le restanti 1.200 hanno luogo in aule-laboratorio, molte dello stesso Istituto di Firenze Rifredi. Al di là di questo tuttavia l’elevato livello di preparazione che il Da Vinci assicura e le ottime relazioni tessute con il comparto manifatturiero fanno sì che una volta ottenuto il diploma nessuno degli studenti resti senza lavoro. «Nella meccanica», ha precisato Fulvio Grazzini, insegnante a sua volta in forze ai laboratori di meccanica, macchine utensili e progettazione, «la percentuale degli assunti potrebbe dirsi addirittura superiore al 100% perché le richieste delle aziende superano la nostra offerta e questa è la prova che il nostro percorso è fruttuoso benché, per molti versi da potenziare». L’idea è una corretta interpretazione dell’alternanza scuola-lavoro rispetto alle direttive vigenti. «Pensiamo», hanno osservato Grazzini, Bellesi e Grassi, «a un dialogo ancora più stretto con interlocutori come Syscam e non solo. L’ipotesi è di dare vita a una prima fase in cui siano gli stessi produttori a individuare per i nostri studenti le competenze più utili, per procedere all’alternanza propriamente detta in un secondo momento. Questo consentirebbe una migliore valutazione delle capacità pratico-teoriche conseguite dagli alunni perché divengano oggetto di giudizio scolastico».

I VERTICI DEL DA VINCI Rossella Grassi, vicepreside dell'Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci, e il preside Marco Paterni.
I VERTICI DEL DA VINCI: Rossella Grassi, vicepreside dell’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci, e il preside Marco Paterni.

Più fitto il dialogo, migliori i risultati
Le strategie attraverso le quali il rapporto con l’industria può essere ulteriormente consolidato sono già state tracciate. «A partire dal prossimo anno», ha detto Bellesi, «contiamo di realizzare una serie di incontri con le imprese per definire opportunità e obiettivi dei percorsi di formazione, che vanno calati nella realtà della scuola da un lato e della produzione dall’altro, in modo da aumentare gli standard qualitativi e soddisfare in maniera ancora più puntuale le esigenze del manifatturiero». Primo passo di questo cammino di sviluppo è la formazione dei formatori – «perché le aziende devono trasmettere agli insegnanti in primis un’idea precisa di quel che il mondo del lavoro richiede ai ragazzi», hanno detto gli intervistati – alla luce delle continue evoluzioni tecnologiche attuali. «L’auspicio», ha però puntualizzato Rossella Grassi, «è che le istituzioni assegnino alla formazione professionale pratica un monte-ore più ricco, anche per consolidare il rapporto col panorama imprenditoriale. Perché non è realistico pensare che l’impresa possa farsi carico anche di finalità e mansioni puramente educative. La scuola deve fornire giovani già con una preparazione di base sotto l’aspetto pratico».

Chiosa necessaria a questa osservazione è però che «non sono molti gli istituti professionali in grado di presentare in laboratorio una dotazione tecnica paragonabile a quella del Leonardo Da Vinci», come ha notato Fulvio Grazzini. Perché grazie a un finanziamento della locale Camera di Commercio che la dirigenza scolastica ha saputo sfruttare nel migliore dei modi la scuola fiorentina può contare ora, nella definizione di Bellesi, su «una perfetta riproduzione della fabbrica digitale». Del tutto rinnovato è il parco delle macchine utensili, cui si sommano modellatori tridimensionali e una stampante 3D; centri di lavoro a 3-5 assi, due fresatrici, un tornio e un sistema di taglio laser.

UN LABORATORIO ATTREZZATO. L’aula-laboratorio attrezzata dell’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci a Firenze Rifredi.
UN LABORATORIO ATTREZZATO. L’aula-laboratorio attrezzata dell’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci a Firenze Rifredi.

Promesse mantenute
È anche in virtù di questa sapiente politica di finanziamento e investimento che il personale del Leonardo Da Vinci può affermare, senza timore d’esser smentito, che «le promesse di impiego fatte agli iscritti sono sempre state mantenute, a dispetto dell’ovvia rarefazione delle imprese meccaniche sul territorio». E calcolare che, a ulteriore dimostrazione della bontà del percorso intrapreso, le iscrizioni alle sezioni di meccanica non hanno subito nel corso degli anni alcuna flessione di rilievo. «È anche alla luce di questi risultati», ha detto Rossella Grassi, «che ci sentiamo di chiedere ai decisori una diversa e più razionale distribuzione del monte-ore dedicato alla formazione pratica, rimasto intatto nonostante l’introduzione di progetti come quello della Buona scuola. Proseguire il cammino di collaborazione con l’imprenditoria significa non fermarsi alla pura alternanza ma curare lo sviluppo armonico delle conoscenze dei giovani col giusto equilibrio fra teoria e pratica». Possedere spazi e tempi adeguati per «insegnare lavoro», nell’espressione di Marco Bellesi, significa anche curare con intensità ed efficacia ancora maggiori la comunicazione con i ragazzi di età prossima all’iscrizione e le loro famiglie, come accade negli Open Day ricordati da Grazzini, spiegando che un percorso scolastico di indirizzo specificamente professionale può essere una conquista e il perfezionamento di una vocazione, nonché che le officine non sono più quelle «brutte, sporche e cattive di un tempo» e che «la tuta blu», ha concluso Bellesi, «è un vero valore».

PRONTI PER LA PROGETTAZIONE Una delle aule di informatica del Da Vinci, dedicata all’apprendimento dei sistemi Cad/Cam Visi.
PRONTI PER LA PROGETTAZIONE
Una delle aule di informatica del Da Vinci, dedicata all’apprendimento dei sistemi Cad/Cam Visi.

Il perfetto testimonial
L’attimo fuggente del 22enne Andrea Renai, oggi in forze al distributore Syscam e quindi specializzato anche nell’uso delle piattaforme di Vero Solutions, si è concretizzato al momento del passaggio dal biennio al triennio del liceo scientifico. «I miei voti erano tutti decisamente buoni e il mio percorso verso la maturità avrebbe potuto continuare», ha detto Andrea Renai a Stampi, «ma quel che volevo era una preparazione professionale pratica che mi aiutasse a entrare nel mondo del lavoro per conquistare l’indipendenza che volevo. Il Da Vinci è stata la mia seconda possibilità». Sfruttata appieno, peraltro. «L’impressione era che una volta entrato allo scientifico», ha detto Renai, «l’unico sbocco possibile fosse proprio l’iscrizione a una facoltà universitaria. L’istituto tecnico invece non si limita a offrire l’accesso alle aziende e un’assunzione in pianta stabile, ma consente comunque di tenere sempre aperta la porta verso una possibile futura laurea, magari in ingegneria». Oggi impegnato presso Syscam, sul mercato da circa un quarto di secolo e amministrata da Paolo Collini, Andrea Renai ha comunque avuto, dopo il conseguimento del diploma, solo l’imbarazzo della scelta. «Nei mesi successivi», ha concluso il giovane tecnico, «le offerte di impiego sono arrivate numerose: ho avuto la fortuna di poter dire sì a quella che rispondeva alle mie aspirazioni». Dal canto suo, Collini ha argomentato che «il gran numero di richieste in arrivo dal mercato e l’interesse delle scuole spingono al potenziamento delle relazioni fra la didattica e il business. Syscam fa la sua parte reclutando, con soddisfazione i giovani, e offrendo training ai formatori».

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