Una barriera corallina in 3D per salvare l’ecosistema marino?

foto-A-barriera-corallina-1-1920x1080Lo sbiancamento è una delle maggiori problematiche e cause del degrado delle barriere coralline causato dalle elevate temperature dell’acqua. A detta degli esperti, quello attuale è il più lungo fenomeno di sbiancamento mai osservato prima ed è destinato a continuare, con delle ripercussioni irreversibili sia sui coralli sia sulla fauna marina.

E per quanto non sia pensabile controllare gli eventi naturali è però possibile operare a supporto per indirizzarli. Ed è proprio in questo caso che la tecnologia arriva in aiuto come le barriere stampate in 3D introdotte ed esaminate al fine di testarne la reale efficacia. A oggi, l’unica barriera in 3D è stata impiantata nel Golfo Persico, sprofondata nel 2012. Realizzata con pietra arenaria e progettata per essere il più realistica possibile è stata collocata nell’area costiera del Bahrain come un unico pezzo di corallo tra gli altri 2.620 realizzati in cemento. Lo scopo del progetto è attrarre e ripopolare nuovamente la fauna marina nelle zone di sfruttamento intensivo e inquinate. Anche se la reale questione da parte di scienziati e professionisti è quella della effettiva validità di questo metodo sul lungo termine.

Oggetto di considerazione da parte di molti scienziati marini, anche il team del Reef Design Labs ha apportato il suo contributo a favore di un nuovo prodotto. Il loro corallo in 3D, infatti, è fatto con un rivestimento di porcellana dentellato e con una chimica sintetica molto più simile al corallo naturale che si spera possa attirare davvero i piccoli di polipi corallini necessari alla ricostruzione naturale delle barriere.

Si spera quindi che le barriere 3D possano rappresentare un efficace strumento per modificare la situazione attuale favorendo la ricrescita naturale delle barriere a opera delle specie marine che ripopoleranno queste zone e che potranno trovare rifugio in queste barriere artificiali, fornendo così anche un aiuto concreto ai problemi legati alla produzione mondiale di carbonio.

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