Tebis Italia: un software da pole position

Per permettere agli utenti e potenziali tali di toccare con mano le capacità del pacchetto Cad/Cam V4.0 R3 il fornitore tedesco di soluzioni di processo per la costruzione di stampi, modelli e componenti meccanici Tebis ha ideato uno speciale concorso a premi in occasione dell’ultima edizione della BiMu. Alla fiera Biennale delle macchine utensili di Milano l’azienda ha cioè chiesto ai visitatori di rispondere ad alcune domande riguardanti la lavorazione di uno stampo su una fresatrice Hsc Röders RXP 500 a tre assi e dall’elevato livello prestazionale. Uno di questi quiz riguardava la durata del ciclo completo di fresatura e la risposta esatta – che a evento ormai concluso si può tranquillamente svelare – era di quattro ore, ma non è soltanto questo particolare a stare a cuore ai responsabili del marchio tedesco. «Abbiamo voluto mostrare», ha detto a Stampi il responsabile dell’ufficio tecnico Marco Piccoli, «le caratteristiche di calcolo del Cam su una macchina ad alta velocità e dimostrare come un ottimale calcolo dei percorsi sia anche la garanzia di un migliore funzionamento della macchina stessa. Merito del software è fornire al controllo numerico una distribuzione punti ottimizzata, incrementando così le performance dell’intero processo produttivo». L’idea di fondo è che un applicativo più avanzato possa contribuire a un più efficiente utilizzo dei macchinari anche se la potenza complessivamente espressa da questi ultimi è un dettaglio di non trascurabile entità. In fiera la lavorazione completa è stata effettuata su materiali tipici della costruzione di stampi come l’acciao X37CrMoV5-1 HRC48. E d’altra parte proprio la costruzione di stampi è, come ha notato Piccoli, «una delle aree di maggiore interesse per Tebis». La quale, in questo settore, intercetta e indirizza le esigenze di mondi come quelli «della meccanica di alta precisione, del motor sport e della Formula Uno, dell’avionica, che impongono delle prestazioni eccellenti e una grande qualità delle finiture».

Marco Piccoli, responsabile dell’ufficio tecnico di Tebis Italia.

Alleanze strategiche
Nel dare vita alla V4.0 R3 Tebis ha puntato sulla semplificazione e sull’ottimizzazione dei comandi con l’obiettivo di «permettere ai clienti di sfruttare al meglio il tempo a loro diposizione», come Piccoli ha sottolineato. Secondo il responsabile tecnico «le novità introdotte sono tutte molto importanti a cominciare dall’interfaccia grafica più informativa, per proseguire poi con un maggiore sviluppo delle funzioni di automazione CNC e con l’implementazione del modulo di taglio laser, oggi pienamente integrato nel simulatore cinematico. Tutto questo ha lo scopo», ha ricordato ancora Marco Piccoli, «di assicurare una migliore gestione del percorso-utensile».

Una parte dello sviluppo in ambito laser è stata condotta a quattro mani con uno dei principali costruttori di macchine di taglio laser 3D. «I controlli di estrazione robotica», ha detto a questo punto l’amministratore delegato di Tebis Italia Mario Pittatore, «sono sensibili al numero dei punti che possono influenzare la velocità di esecuzione. Abbiamo quindi ottimizzato gli algoritmi di elaborazione punti per agevolare il compito di tali controlli. In termini pratici si è riscontrata una riduzione di circa il 30% sia del numero di punti che dei tempi di esecuzione in macchina».

Si è inoltre ampliato il numero di macro-istruzioni del controllo numerico e si è attivato un maggior utilizzo del sensore laser che ha anch’esso influenzato la riduzione dei punti. Al di là però delle alleanze tecnologiche, la casa bavarese ha valorizzato la semplicità d’uso del suo prodotto, «da sempre apprezzata dagli operatori», e ha proseguito dal punto di vista delle strategie su un percorso avviato nel 2015. Quando, allora fra gli stand di Emo, il lancio della nuova versione 4.0 aveva tracciato una nuova roadmap orientata alle Pmi.

Mario Pittatore, amministratore delegato di Tebis Italia.

Obiettivo piccola e media impresa
«Le linee guida dell’attenzione alle piccole-medie aziende», ha argomentato Pittatore, «sono quelle che più stanno caratterizzando la nostra evoluzione. Sono basate fra gli altri su una semplificazione ulteriore degli approcci alla generazione dei percorsi-utensile sugli stampi, certamente, ma pure su altre lavorazioni di natura complessa». Semplificazione sembra essere la parola-chiave dell’intero cammino di sviluppo del brand, che allo scopo di agevolare il lavoro delle attrezzerie e delle società di più ridotta stazza mira a una serie di traguardi identificati con precisione. «Vogliamo una maggiore automazione delle funzionalità», ha osservato Pittatore, «e a questa aggiungiamo una minore necessità di preparazione da parte degli utenti. Allo stesso tempo intendiamo garantire una aumentata raffinatezza delle finiture, con una accurata gestione delle passate utensile. Tutto questo, in precedenza, avrebbe richiesto una metodologia di analisi più complessa. Al contrario, adesso scommettiamo sul connubio fra la qualità e la semplicità». Oltre a ciò, Mario Pittatore si è soffermato sul ruolo centrale dei processi e delle soluzioni di processo nel contesto dell’offerta di Tebis. In quest’ambito il punto di partenza sono state le soluzioni di programmazione per i torni, le frese e le macchine multifunzione, con lo sguardo puntato su una «gestione dei processi del manifatturiero a 360 gradi».

Per quanto concerne la pianificazione e il controllo della produzione, Tebis ha sviluppato una partnership con l’azienda tedesca ID GmbH, fornitore di un’ampia gamma di prodotti client/server Proleis che rendono possibile il collegamento con sistemi ERP esterni.

È così possibile organizzare i processi industriali, sfruttare al meglio le risorse, elaborare strategie per le criticità applicabili in funzione delle esigenze. L’elenco delle commesse e i programmi di occupazione delle macchine sono integrati nell’interfaccia utente del software Tebis che offre così la possibilità di supportare l’intero ciclo della logistica, gestire i magazzini utensili, creare commesse di assemblaggio per la stazione di settaggio e garantire il corretto approvvigionamento degli utensili alle macchine.

Noi siamo autarchici
Archiviate le fasi più critiche per l’economia globale nella sua interezza e non soltanto per le industrie-clienti di Tebis, il produttore è andato sempre in crescendo sul panorama italiano. «Dal 2012», ha calcolato Pittatore, «il mercato del nostro Paese è andato costantemente espandendosi e per la fine del 2016 prevediamo di superare i 4 milioni di fatturato, mentre a livello di gruppo ci attestiamo intorno a 45 milioni di euro». Motivo di orgoglio per l’amministratore delegato è il fatto che in tempi di grandi operazioni di fusione e acquisizione che hanno toccato anche il fronte degli applicativi per l’industria, Tebis sia restata indipendente e autarchica sullo sviluppo come sulle operazioni commerciali. «Sono convinto che il mercato riconosca la nostra autonomia e la nostra trasparenza», ha detto Pittatore, «e possa apprezzare i cambiamenti che stiamo apportando al nostro modello di organizzazione. Per quanto riguarda l’Italia, la nostra struttura è stata in passato concentrata nell’area torinese, mentre per il futuro è nostra intenzione avvicinarci maggiormente ai clienti creando una rete capillare di sedi dislocate sul territorio». Si tratta di una testimonianza aggiuntiva della vitalità che, a dispetto delle criticità passate e presenti, il segmento nostrano degli stampi ha saputo conservare. «Gli stampisti italiani si stanno comportando molto bene», ha dichiarato in conclusione Pittatore, «e sebbene il mercato e il numero complessivo dei player si siano ristretti, la selezione naturale ha avuto l’effetto positivo di lasciare in attività le aziende di maggior spicco. Anche per i fornitori come noi le perdite, in termini di clienti, sono state pesanti, ma sono state poi riassorbite». Tuttavia non solamente l’Italia ma l’intera Europa sono alle prese coi problemi di uno sviluppo troppo lento ed è facile immaginare che i fulcri centrali della crescita globale saranno Cina e Stati Uniti, dove non a caso la produzione di auto è in fase di ascesa. Per la Penisola, importanti saranno anche gli incentivi governativi all’acquisto di tecnologie e all’innovazione in genere, che stando agli ultimi rumour dovrebbero toccare anche i software.

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