Stf srl: “Un software affidabile è il carburante della competitività”

Francesco Peschechera_STFOKAbbiamo rivolto alcune domande a Francesco Peschechera, contitolare (con Renato Tagni) di Stf Srl, attiva sulle costruzioni meccaniche e gli stampi per materie plastiche, lamiera e pressofusione in alluminio e zama. 

Vorrebbe innanzitutto ripercorrere le tappe salienti nella storia recente della Sua azienda?
Tagni e io l’abbiamo rilevata nel 2007 dopo esserne stati dipendenti e da allora il business è cambiato molto. Tuttora il 70% del fatturato viene dal settore degli elettrodomestici (Stf ha sede a Ternate in provincia di Varese dove l’indotto del bianco è storicamente forte, ndr) ma la diversificazione è stata marcata. Oggi approcciamo anche auto e componenti, casalinghi e cosmetica. Con 17 addetti riusciamo anche a dialogare come fornitori diretti con una varietà di clienti e in più ci siamo affacciati all’estero: in Polonia, in Slovacchia, Sudafrica, e Germania.

Che parte ha avuto la scelta dei software di progettazione e simulazione in tutto questo?
Insieme a quello delle macchine utensili il rinnovamento degli applicativi è stato fra i primi passi della nostra gestione. Non siamo legati a un solo fornitore anche perché dobbiamo sovrintendere a lavorazioni di tipo differente, da tre a cinque assi per esempio. Compiamo anche analisi di flusso e di deformazione; oppure per il riempimento e le giunzioni o la saldatura sui difetti estetici e con noi collaborano anche consulenti dedicati allo studio delle soluzioni It. A esse sinora abbiamo dedicato circa il 5% del volume d’affari ma l’intenzione è di incrementare questa quota anche in virtù dell’introduzione di tecnologie come quelle di heat & cool su un più ampio range di materiali. Si tratta di un investimento altamente strategico soprattutto per le fasi preliminari di stesura e presentazione dei progetti. In tempi di crisi e di aumentata concorrenza è un fattore competitivo. Senz’altro vorremmo estenderne la portata nella ricerca e sviluppo e successivamente sulla gestione del ciclo di vita dei prodotti sui processi e sulla qualità.

Quanto è importante la compatibilità con programmi e dispositivi eterogenei?
La buona lettura dei file indipendentemente dalle fonti che li originano è decisiva e lo è anche il ricorso a convertitori validi, laddove la validità non coincide sempre con la loro popolarità sul mercato. La compatibilità totale semplifica poi le fasi di pre-assemblaggio e la condivisione dei dati con i clienti. Un elemento di importanza primaria per chi lavori con l’estero condividendo pressoché ogni dettaglio e riuscendo così a ridurre i possibili errori in corso d’opera.

A seconda delle fasi del processo produttivo quali operazioni demandate al parco-software?
Dalla presa in visione dei componenti si passa all’analisi delle difficoltà e dello stampaggio e alla presentazione delle criticità al cliente che può così valutare per tempo ogni problematica eventuale. Anche i sistemi di preventivazione si interfacciano con quelli di progettazione e per migliorarne il dialogo stiamo sviluppando un prodotto dedicato. Possiamo ottenere stime teoriche delle difficoltà e calcolare le ore effettive di lavoro per centro di costo e centri operativi, senza contare la programmazione del lavoro delle macchine su periodi di tre giorni.

Avete calcolato anche i risparmi generati da un più massiccio ricorso all’informatica?
Credo possano attestarsi attorno al 10% su costi e tempi di ciclo con picchi del 20%. Questo ci rende concorrenziali sia in Italia sia all’estero: le voci di costo pesano molto sul settore e il software aiuta a contenerle. Importante è anche la conservazione di uno storico delle lavorazioni con i parametri di stampaggio, per poter creare agevolmente serie di stampi identici nel corso del tempo. Anche per questo prevediamo che il budget dedicato all’innovazione, software compresi, sia destinato a crescere.

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