Stampisti, automatizzare conviene!

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Isola robotizzata di GF Machining Solutions con centro di lavoro HSM 400U LP, elettroerosione a tuffo FORM 200, elettroerosione a filo CUT 200 Sp e robot Transformer.

In tempo di crisi o, come l’attuale, di parziale ripresa del mercato, molte imprese meccaniche e in particolare quelle attive nella produzione di stampi si trovano davanti a scelte difficili: risparmiare aspettando tempi migliori, oppure investire per crescere in competitività, col rischio tuttavia di esporsi dal punto di vista finanziario? La risposta esatta, ovviamente, non esiste, in quanto ogni caso fa storia a sé. Tuttavia molte aziende hanno preso coscienza del fatto che oggi chi non si aggiorna dal punto di vista tecnologico rimane indietro, non è più competitivo e lentamente “esce” dal mercato. Da questo punto di vista, una delle principali forme di investimento riguarda il ricorso all’automazione ormai anche nel settore degli stampi. Il fenomeno può apparire “strano” in quanto gli stampisti sono storicamente “ostili” o per lo meno diffidenti rispetto a questo modo di produrre. Com’è possibile – si chiedono da sempre – automatizzare la produzione di stampi che tendenzialmente sono pezzi unici, in genere molto diversi l’uno dall’altro? La risposta è nella nuove proposte che le imprese fornitrici di macchine e sistemi di produzione offrono sul mercato. Tali sistemi, in genere, permettono la movimentazione dei pallet anziché dei pezzi, superando così l’ostacolo della “diversità”. Non solo: le macchine utensili di ultima generazione sono tendenzialmente già predisposte a essere inserite in linee automatizzate, isole robotizzate, ecc., e quindi il loro inserimento in contesti automatici è più facile e agevole. Certo, molti stampisti restano ancora diffidenti: automatizzare resta per molti più un rischio che una possibilità. Eppure qualcosa si muove: le richieste di sistemi automatizzati sono sempre più frequenti e sono aumentate esponenzialmente negli ultimi anni. Le soluzioni, poi, vengono messe in atto su più livelli: le imprese partono in genere da automazioni semplici, magari da un cambio pallet, per poi evolvere verso isole robotizzate complesse a più macchine. Chi riesce a fare questo “salto tecnologico” può beneficiare di diversi vantaggi: l’automazione infatti permette l’aumento della produttività, il miglioramento della precisione, la minimizzazione degli errori dovuti a interventi umani, l’ottimizzazione delle risorse tecnologiche, l’eliminazione dei tempi morti  e la riduzione quindi dei costi di produzione. Non solo; l’automazione “dispensa” la manodopera da operazioni poco specialistiche e ripetitive (carico e scarico, attrezzaggio macchina, trasporto dei pezzi, ecc.) e permette al personale di eseguire mansioni più specializzate: la programmazione di robot e di software evoluti, la pianificazione delle attività d’officina, ecc. Diamo conto, nel seguito, di alcune testimonianze e autorevoli pareri sull’argomento.

Soluzione necessaria per ridurre i costi

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Clemente Fontana, contitolare e direttore tecnico della Fomar Stamp s.n.c. (Mesenzana, VA).
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Cambio pallet automatico su fresatrice (cortesia Fomar Stamp).

La Fomar Stamp s.n.c. (Mesenzana, VA) è azienda con oltre quarant’anni di esperienza specializzata nella progettazione e costruzione di stampi tradizionali, bicomponente e tricomponente, per stampaggio materie plastiche, gomma, bachelite e leghe leggere. Clemente Fontana, contitolare e direttore tecnico dell’impresa, racconta la propria esperienza: «Noi abbiamo una produzione molto varia e differente. Ogni stampo è molto diverso l’uno dall’altro, per cui sarebbe impensabile predisporre un’automazione nella maniera classica». Dunque, in che modo siete intervenuti? «L’obiettivo principale era quello di abbreviare i tempi morti, i quali costituiscono una voce di costo rilevante per la nostra realtà, proprio perché realizziamo pezzi unici che necessitano più e continui piazzamenti e diversi attrezzaggi e setup delle macchine. Per far questo, abbiamo deciso di investire in un sistema di pallettizzazione. Per le macchine meno aggiornate abbiamo introdotto in officina dodici “palette” su cui montiamo i pezzi. Tali palette vengono movimentate manualmente e “alloggiate” da una macchina all’altra per le operazioni di fresatura, elettroerosione o per la semplice misurazione. La soluzione ci permette di evitare continui ripiazzamenti del pezzo, il quale resta allocato sulla paletta fino al termine del ciclo di lavoro». Quale potrebbe essere il passo successivo? «Potremmo dotare le palette di microchip affinché la macchina le riconosca in automatico, ma è una soluzione che valuteremo in futuro». Il sistema delle palette è stato introdotto dalla Fomar Stamp ormai da un quinquennio, «e i benefici sono evidenti. Certo, è difficile individuare con esattezza la percentuale di risparmio, tuttavia è innegabile che i tempi di attrezzaggio macchina si siano ridotti notevolmente». Ma non è tutto: alcune delle macchine più moderne dell’impresa, in particolare un’elettroerosione a tuffo e una fresatrice ad alta velocità, sono dotate di cambio pallet automatico, il che consente di effettuare alcune produzioni di notte o nei giorni festivi, senza presidio umano. Fontana precisa: «Grazie a un robot che carica e scarica pallet in maniera continuativa e al presetting effettuato in maniera preventiva, avviamo le produzioni senza dover piazzare e ri-piazzare i pezzi, senza allineamento, senza verifica delle coordinate, ecc., cioè senza intervento umano. Il tempo risparmiato è tantissimo e il vantaggio competitivo è enorme. Insomma, automatizzare dove possibile è l’unica soluzione realmente valida per abbattere il costo delle lavorazioni e aumentare i margini di guadagno», precisa Fontana.

Parola al fornitore di macchine e impianti

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Mauro Merchiori, Head of System 3R.

Il gruppo Georg Fischer, la cui sede centrale è in Svizzera, è una multinazionale presente in 32 Paesi e conta circa 14.000 dipendenti nel mondo, distribuiti in tre divisioni: GF Piping Systems, GF Automotive e GF Machining Solutions. Quest’ultima è impresa di riferimento nella fornitura di impianti, soluzioni di automazione e servizi per i produttori di utensili, stampi e componenti di precisione. La gamma di prodotti comprende impianti ad elettroerosione a filo e a tuffo, centri di lavoro ad alta velocità e ad elevate prestazioni, impianti di texturizzazione laser, servizi Customer Services, ricambi, materiali di consumo e soluzioni di automazione System 3R. Il responsabile automazione per l’Italia, Mauro Merchiori, spiega: «Una volta noi produttori eravamo costretti, per così dire, a “spingere” per promuovere i nostri di sistemi per l’automazione. Oggi, invece, sono i clienti stessi a chiederli o a informarsi su come rendere più automatiche le proprie produzioni. Insomma, per gli stampisti, oggi, automatizzare non è più una questione accessoria. Non è un caso che negli ultimi tre anni le richieste in tal senso sono aumentate del 50%». Quali sono i motivi? «La questione è principalmente economica. Le imprese sanno che per sopravvivere devono ridurre i costi e aumentare la produttività. Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso sistemi automatizzati; del resto, le macchine utensili più avanzate così come le macchine per elettroerosione nascono già con la predisposizione per essere inserite all’interno di contesti automatizzati. Basti pensare alle fresatrici ad alte velocità e alle elettroerosioni a filo con carico e scarico automatico». La classica obiezione dello stampista è che le produzioni non di serie non possano essere automatizzate: «È proprio questo il punto. Le moderne celle o linee permettono la produzione in automatico di pezzi tutti diversi tra loro, quali gli stampi. Il principio è molto semplice: l’automazione riguarda i pallet su cui i pezzi sono posizionati e non i pezzi stessi; in tal modo vengono movimentati elementi sempre uguali, i pallet appunto, mentre la macchina utensile o la macchina di misura, si limita a rilevare la posizione del pezzo sulla tavola e ad avviare le lavorazioni programmate senza problemi. Ovviamente, occorrono sistemi che garantiscano riferimenti precisi e ripetibili nonché adeguati software gestionali e CAM di programmazione della lavorazioni». Dunque, automatizzare può essere conveniente anche per uno stampista? «Assolutamente sì. Anzi, noi riteniamo che il ritorno dell’investimento possa essere decisamente più rapido per uno stampista rispetto a chi produce pezzi in serie».  Merchiori affronta poi un altro tema, quello della manodopera: «Sino ad alcuni anni fa il ruolo dell’operatore era molto più “centrale”. Le macchine utensili esigevano operatori esperti e competenti. Oggi, essendo tali figure sempre meno reperibili sul mercato, una soluzione può essere rappresentata proprio dall’automazione e riteniamo che questo possa essere un ulteriore elemento d’incoraggiamento in tal senso». Mauro Merchiori conclude con uno sguardo rivolto al futuro: «Io credo che lo stampista italiano, nonostante abbia mantenuto inalterato le competenze, si sia indebolito dal punto di vista della competitività in questi anni di dura crisi. Una maggiore spinta verso l’automazione potrebbe permettere di ritrovare slancio in termini di produttività e redditività».

 

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