Stampisti a stelle e strisce: la ripresa prende slancio

64082Riprendendo le considerazioni di organismi di primaria importanza come il Fondo monetario internazionale o l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) Istma World, l’associazione mondiale degli stampisti, ha previsto nel suo Yearbook un 2014 e un 2015 di crescita per l’industria e per l’economia statunitensi. Tuttavia al momento in cui l’annuario veniva chiuso il settore degli stampi si manteneva su valori simili a quelli del 2008, distante dalle soglie del 2006, con importazioni (+57,5%) di gran lunga superiori alle esportazioni (10,6%), pari al 10,9% della produzione complessiva registrata nel 2011. Sarà interessante allora vedere al più presto quanto la ripresa dell’industria automobilistica e della manifattura in genere, le politiche energetiche e le agevolazioni agli investimenti, gli stimoli della Obamanomics abbiano potuto influire positivamente sul comparto. Dopo una crescita da oltre 20 punti nel 2010 la produzione di stampi industriali è scesa lievemente a un anno di distanza (-1,7%) attestandosi su livelli di fatturato vicini ai 3,5 miliardi, espressi in valuta europea. Quel che è certo è che nel 2012 le esportazioni hanno compiuto un importante passo in avanti (+20,7%) a poco meno di 750 milioni di euro; mentre del 35% circa sono salite le importazioni. È aumentato poi del 4% l’export di stampi speciali, i cui valori di output risultavano nel 2011 incrementati di ben 18 punti. Tecnologie e attrezzature hanno accolto un +14,9% di vendite all’estero, per 418 milioni di euro; mentre è stato del 29,4% il plusvalore realizzato, sempre al di fuori dei confini di casa, dagli stampi plastica (572 milioni di euro), controbilanciato da importazioni in ascesa del 40,5% (a 1,1 miliardi).

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