Stampi cinesi: previsti costi in aumento

apertura IMG_4064Ormai da tempo Pechino si trova a fronteggiare da un lato una crescita del Prodotto interno lordo non più prorompente come in passato e anzi stabilizzatasi con il suo +7,4% del quarto trimestre 2014 ai livelli più bassi dal 1990 a oggi; dall’altro con l’aumento dei costi di lavoro e produzione. Non pare azzardato supporre che queste difficoltà possano contribuire a tracciare un ritratto ben diverso del locale business degli stampi nelle future relazioni di Istma World, l’associazione mondiale degli stampisti, poiché il report relativo allo scorso anno mostra ancora indicatori in crescita a due o addirittura a tre cifre. Questo vale per la produzione di tecnologie di formatura, foratura, stampaggio e pressatura che hanno visto il loro business aumentare del 102,5% per quel che riguarda l’export e del 23,6% nelle importazioni. Costante, dal 2010 al 2012, il progresso dell’iniezione plastica – a inizio decennio generava esportazioni per 1,143 miliardi di euro; due anni fa superava i due miliardi – e delle soluzioni per il metallo. Dopo che le loro vendite all’estero erano salite del 5% fra 2009 e 2010 e del 9,8 nel biennio seguente, esse hanno totalizzato un +73,8% a fine 2012, quando per converso diminuivano le importazioni, in flessione per 14 punti percentuali. Nel complesso, la produzione di stampi e relative tecnologie è progredita nel Paese del 14,54% ogni anno a tassi monetari costanti, dal 2009.

 

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