Stampare in 3D il grafene allo stato puro è possibile?

foto F grapheneAncora una volta il grafene conquista la scena e si conferma come uno dei materiali più promettenti anche per la stampa 3D. A testimonianza di ciò, gli innumerevoli sforzi compiuti dalla ricerca a favore dello sviluppo di molteplici processi e applicazioni innovativi che ne potrebbero scaturire.

L’interesse dimostrato nei confronti del grafene e della sua applicabilità alla stampa 3D fa quindi ben sperare che lo stampaggio commerciale del grafene possa essere ormai prossimo, dando origine a un fenomeno che sovvertirà molti settori tra cui quello dell’energia solare, aerospaziale e dell’elettronica. Nonostante i progressi compiuti, le sfide sono ancora molte e la strada per stampare in 3D materiai complessi, garantendone l’integrità delle caratteristiche, è ancora lunga.

Già in passato, l’azienda Graphene 3D Lab aveva prodotto dei filamenti nanocompositi di grafene specifici per le stampanti 3D FDM/FFF che miscelati con materiali termoplastici però perdevano le allettanti caratteristiche del grafene, resistenza e peso, lasciando come unica proprietà la conduttività. Un’altra ricerca realizzata dal Korea Electrotechnology Research Institute’s Nano Hybrid Technology Research Center (KERI) si era concentrata sull’utilizzo di una formula di ossido di grafene per stampare in grafene puro.

Ed è proprio in quest’ambito che il Centre for Advanced Structural Ceramics presso l’Imperial College London (ICL) concepisce un altro metodo all’approccio di KERI, utilizzando una pasta di ossido di grafene, costituita da ossido di grafene e un polimero reattivo, in grado di modificare il proprio comportamento e struttura, attraverso un interruttore chimico. Tale composto possiede il flusso e le proprietà fisiche essenziali al processo di deposizione del filamento necessario per la stampa 3D. L’obiettivo: stampare strutture di grafene puro.

Questo attraverso l’estrusione dell’ossido di grafene in forma di pasta per creare un oggetto che una volta stampato viene trattato termicamente per recuperare la sua forma di grafene puro. Il futuro? Riuscire a ridimensionare questo processo e creare nuove formule per ampliare le possibili applicazioni di utilizzo.

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