Spingere la ripresa con le reti d’impresa

liensParlare di reti d’impresa (oggi) non è più certo una novità. Il perseguimento di obiettivi comuni, la ricerca di maggiore competitività e l’incremento delle opportunità risuonano ormai come elementi di riferimento verso i quali tendere nel caso si scelga questo tipo di processo di aggregazione. Ovvero un modello di business che risulta alternativo a quello più individuale e frammentato più tipico del tessuto imprenditoriale italiano; un modello a cui riferirsi regolato da accordi basati su un contratto, definito appunto contratto di rete.

Quale il suo significato? Chi lo può sottoscrivere? Come è possibile organizzare la collaborazione nel contratto di rete? In uno dei convegni svolti durante la recente edizione di MECSPE, AssoretiPmi e Comet hanno fatto chiarezza su queste tematiche, presentando anche alcuni interessanti casi di successo nel settore della subfornitura meccanica. A sovraintendere e a moderare gli interventi Eugenio Ferrari, Presidente di AssoretiPmi.

Investire in progetti di aggregazione, utilizzando lo strumento del “contratto di rete”, permette dunque alle aziende di avviare una strategia il cui fine è quello di permettere a più realtà di presentarsi al mercato come un unico interlocutore capace di garantire un’offerta, al tempo stesso, più completa e innovativa. Ciò, attraverso l’efficace combinazione del know-how specifico delle singole realtà oltre a un eventuale trasversale trasferimento tecnologico con possibilità di accrescimento reciproco delle varie competenze.

Che cos’è un contratto di rete?
La collaborazione in reti d’impresa deve essere regolata da un contratto di rete, ovvero uno strumento giuridico di aggregazione agile e flessibile che consenta la realizzazione di un’idea imprenditoriale comune alle imprese coinvolte, senza vincoli di distretto o comunque geografici. Al tempo stesso il contratto permette di mantenere individualità, autonomia giuridica e aziendale in quanto si tratta di un’aggregazione che non costituisce una nuova società né un consorzio.

Quali i contenuti principali del contratto di rete?
Nel contratto di rete devono essere obbligatoriamente presenti non solo le imprese partecipanti (e tutti i loro riferimenti), ma anche: l’indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti e le modalità concordate con gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi; la definizione di un programma di rete in cui siano espressi i diritti e i doveri dei partecipanti, oltre alle modalità di realizzazione degli scopi comuni; la durata del contratto; le modalità di adesione di altri imprenditori; le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune (che non rientri nei poteri dell’organo comune ove istituito).

Risulta invece facoltativo l’inserimento di altri elementi, tra cui: l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, del quale deve essere indicata “la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi nonché le regole di gestione del fondo medesimo”; la creazione di un organo comune, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune, nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto; le eventuali clausole facoltative di recesso anticipato dalla rete.

Al 1° marzo 2015 InfoCamere ha registrato 2.012 contratti di rete, presenti in tutte le regioni di Italia, che coinvolgono 10.099 imprese.
Al 1° marzo 2015 InfoCamere ha registrato 2.012 contratti di rete, presenti in tutte le regioni di Italia, che coinvolgono 10.099 imprese.

Chi può sottoscrivere un contratto di rete?
Il contratto è rivolto a qualunque imprese iscritta nel relativo registro. Possono dunque fare parte di una rete ditte individuali, società di persone e di capitali, consorzi con attività esterna e società consortili, società cooperative. Sono invece esclusi dalla facoltà realtà come i liberi professionisti, le associazioni di categoria o gli istituti finanziari, le associazioni, le fondazioni, le pubbliche amministrazioni per le attività svolte direttamente nell’esercizio delle loro funzioni.

Perché sottoscrivere un contratto di rete?
Scopo principale, come già sottolineato, verte sulla crescita della capacità innovativa e della competitività delle imprese partecipanti. In questo contesto le modalità della collaborazione tra le aziende sono decise dagli imprenditori nel programma comune di rete. Le singole imprese in rete conservano comunque la loro autonomia giuridica e aziendale.

Può aggiungersi una nuova azienda a una rete già costituita?
L’ingresso di una nuova impresa nella rete è permesso e comporta una modifica al contratto da eseguirsi nelle forme prescritte dalla legge. Si formerà pertanto un atto con il quale, a fronte dell’assenso delle imprese già coinvolte (a seconda del regolamento che il contratto preveda per l’evenienza, potrebbe infatti, essere prevista la mera partecipazione all’atto dell’organo comune o di tutti i retisti) si registra l’ingresso della nuova impresa. La modifica deve poi essere comunicata al Registro delle Imprese dell’Impresa di Riferimento e poi, ex officio, il Registro Imprese provvederà a trasmettere tale modifica ai Registri delle Imprese dove sono iscritte tutte le altre imprese.

Caso tutt’altro che raro quello riportato nell’ultimo punto, come anche confermato dai casi di aggregazione di successo resi possibile grazie al supporto congiunto di AssoretiPmi e di Comet il distretto di Pordenone che raggruppa circa 2.000 imprese operanti nel comparto della meccanica. Una testimonianza che conferma come, facendo leva sull’eccellenza locale, la piccola e media impresa riesca facendo rete a raggiungere servire ed emergere con propria competitività in mercati globali, divenendo al tempo stesso motore di crescita. In particolare sono state Mech-Italy, Seed Group e Surface Finishing le tre reti (24 aziende friulane totali coinvolte, di cui 19 pordenonesi), che hanno presentato la loro esperienza di aggregazione, grazie alla quale sono riuscite ad avviare una nuova strategia di crescita.

Chi è AssoretiPmi
AssoretiPmi è l’associazione nazionale indipendente nata dal social network LinkedIn all’interno del Gruppo Reti di Imprese Pmi, la maggiore community italiana sul tema dell’aggregazione con oltre 25.000 membri. In continua espansione, AssoretiPmi conta oggi 56 delegazioni territoriali, 150 eventi all’attivo, 260 manager di Rete qualificati dai propri corsi, e mette a disposizione strumenti esclusivi per i propri associati quali: la Mappa delle Reti d’Impresa, applicazione unica in Italia di georeferenziazione delle imprese in rete; piazze virtuali; inediti Instant Book. E, soprattutto, il patrimonio unico di esperienze, competenze e cultura di rete condivisa del grande capitale umano che la compone. È in sintesi composta da imprese, professionisti, manager, reti d’impresa e da tutti coloro che vogliono avvicinarsi al tema e inserirsi con gradualità in un settore che offre enormi opportunità di crescita imprenditoriale, professionale, economica e sociale.

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