Siderweb: “Bilanci d’Acciaio”, dall’analisi dei numeri, lo stato di salute della filiera

foto_2Occasione per valutare la situazione complessiva della filiera dell’acciaio e confronto tra i leader del settore. Questo è stata la presentazione dello studio «Bilanci d’Acciaio», trasferita per la prima volta a Milano dopo sette edizioni a Brescia.

La ricerca, curata dall’Ufficio studi di Siderweb e arricchita dal commento dell’Università degli Studi di Brescia, contiene l’analisi economico-finanziaria dei risultati di bilancio 2015 di 3400 imprese italiane dell’acciaio. Aziende che sono ripartite in 32 cluster e secondo 5 macro-categorie: produzione di acciaio (semiprodotti, acciai al carbonio e legati, acciai inossidabili, laminazione di prodotti piani e lunghi, produzione di tubi, forgiatura e fucinatura, stampaggio a caldo dell’acciaio, trafilatura, fusione di acciaio e ghisa); centri servizio (inox, piani, tondo, travi e laminati); distribuzione dal pronto (inox, piani, lunghi, tubi, generalisti, agenti e rappresentanti di case estere); commercio di rottame e ferroleghe e utilizzatori (viterie e bullonerie, mollifici, carpenterie, prodotti in metallo, elettrodomestici, macchine agricole e movimento terra, macchine e apparecchi meccanici, automotive, altri mezzi di trasporto, costruzioni, oil & gas).

«”Bilanci d’Acciaio”, giunto ormai alla ottava edizione, è la sintesi di un’analisi in chiave strategica condotta in profondità su tutta la filiera dell’acciaio in Italia – ha affermato il presidente di Siderweb, Emanuele Morandi -. I numeri che emergono ci raccontano di una realtà “sfilacciata”, dove il divario tra le imprese più competitive e quelle meno performanti si sta ulteriormente ampliando».

E a confermarlo, gli interventi di presentazione dei risultati condotti da Gianfranco Tosini, membro dell’Ufficio studi di Siderweb, e Claudio Teodori, professore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia.

Fatturato e utile in calo
Le imprese della filiera dell’acciaio (raccolte nelle prime quattro delle cinque macro-categorie sopra descritte) analizzate nell’ambito della ricerca hanno totalizzato nel 2015 un giro d’affari di 36,6 miliardi di euro, in calo del 10,1% rispetto ai numeri del 2014 (40,7 miliardi di euro). Ma a fronte di un Ebitda stabile nel confronto annuo, attestatosi a 2,5 miliardi di euro, è il risultato netto ad evidenziare un profondo peggioramento. Con un utile nell’esercizio 2015 di 7,002 milioni di euro, il peggioramento rispetto ai 149,6 milioni di euro del 2014 è pari al -95%.

Lo scenario
La produzione di acciaio è diminuita nel 2015: di quasi il 3% nel mondo, del 7% in Italia (per i piani, si pensi al ridimensionamento dell’ILVA; per i lunghi alla stagnazione della domanda interna). Uno scenario peggiore rispetto alle attese, caratterizzato da una decelerazione della domanda di acciaio. Tutto ciò non poteva che avere conseguenze sullo stato reddituale e finanziario delle imprese siderurgiche.

La situazione più preoccupante si riscontra nei centri servizio, che «in tutte le dimensioni, soprattutto quelle finanziarie, appare carente» ha affermato il professor Teodori. Ha peggiorato la propria posizione relativa la produzione, che pure ha un’adeguata solidità, «soprattutto per alcuni valori non caratteristici, indicatori di processi di ridefinizione del comparto». È il commercio di rottame che, nel triennio, ha fatto registrare la posizione relativa migliore, anche se con «una non soddisfacente solidità». Il commercio di acciaio, di contro, «migliora il suo posizionamento, soprattutto per merito della redditività» ha commentato Teodori. L’80% del valore aggiunto complessivo della filiera è ottenuto dalla produzione, il 7% dal commercio di acciaio, l’8% dai centri servizio e il 5% dal commercio di rottame e ferroleghe.

«L’incidenza complessiva del valore aggiunto caratteristico sul fatturato nel triennio 2013-2015 cresce progressivamente seppur in misura limitata, – ha aggiunto Teodori – passando dal 13,8% al 15,5%. La produzione genera il maggiore valore aggiunto per unità di fatturato (19,3%), seguono il commercio di acciaio e i centri servizio, con valori simili intorno al 10%; infine, il commercio di rottame e ferroleghe con un valore prossimo al 6%».

Prodotti piani
I laminati piani hanno beneficiato, nel 2015, della forte ripresa del settore della fabbricazione di autoveicoli (+27%). In calo, invece, i flussi commerciali verso l’estero.

Prodotti lunghi

Nei flussi commerciali con l’estero, i laminati lunghi «sono stati ancora penalizzati dalla stagnazione del settore delle costruzioni» ha sintetizzato nel proprio intervento Gianfranco Tosini. A incidere in modo negativo lo scorso anno anche il calo delle vendite nei due principali mercati di sbocco, rappresentati da Germania e Algeria. «Dal punto di vista sia produttivo che economico-reddituale, sul diverso andamento di questi due comparti siderurgici (prodotti piani e lunghi ndr) – ha spiegato Tosini – hanno influito il livello di attività dei settori utilizzatori di acciaio, la dinamica dei flussi commerciali con l’estero, l’evoluzione dei prezzi delle materie prime».

Import export
È stata aggressiva la concorrenza soprattutto dei produttori cinesi nel campo dei flussi commerciali con l’estero. Ciò ha provocato un aumento delle importazioni (+20%) e un calo delle esportazioni (-5%).

Materie prime
Nel 2015 è proseguita la caduta dei prezzi delle materie prime impiegate nell’industria siderurgica. È diminuito del 43% il prezzo del minerale di ferro. «Considerato che i prezzi dei laminati piani ottenuti con questa materia prima si sono ridotti dell’11%, ne consegue che le imprese di questo comparto hanno beneficiato di un miglioramento dei margini» ha sottolineato Tosini nel proprio intervento. Il prezzo del rottame è calato del 19%, del 10% quello dei laminati lunghi ottenuti con questa materia prima. Per questo, ha fatto notare Tosini, «il miglioramento dei margini delle imprese di questo comparto è stato molto più contenuto rispetto a quello delle imprese del comparto dei piani».

Il premio “Bilancio d’Acciaio”
Per il terzo anno, al termine del pomeriggio di lavori, è stato consegnato il premio «Bilancio d’Acciaio». Ideato da Siderweb – la community dell’ACCIAIO, il riconoscimento intende rimarcare i risultati delle aziende che hanno fatto registrare i tassi di crescita e di redditività più alti nel rispettivo comparto, considerate le scelte di finanziamento attuate.

Questi i requisiti per la partecipazione: essere inclusi nello studio Bilanci d’Acciaio e avere un valore della produzione annuo per l’esercizio 2015 (ultimo anno del triennio esaminato) superiore ai 2 milioni di euro.

Di seguito i premiati:
Commercio di rottame e ferroleghe – Ecolfer Srl
Centri servizio – Tomatis Lamiere Srl
Trafilerie e lavorazioni da filo – Metallurgica Alta Brianza SpA
Forge e stampaggio a caldo – Forgiature Vitali Srl
Prima trasformazione – Zincofer Srl
Produzione – Acciaierie Venete SpA
Commercio di acciaio e distribuzione – Olivini Giuseppe SpA
Fonderie – Fonderia Augusta Srl

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