RETI DI IMPRESA: dalla tradizione all’innovazione

Quello delle aggregazioni è un tema ricorrente nei dibattiti sul futuro delle aziende degli ultimi anni.  La rivista Stampi ha chiesto a Ezio Nicola, che della tematica si occupa in qualità di consulente per l’avviamento ed è esperto fra gli altri di equity e direzione d’impresa, quale è la migliore delle reti possibili.

Secondo Nicola è quella che lascia ai suoi componenti una forte autonomia nell’attività imprenditoriale, ma che si appoggia sullo scambio dinamico di identificate competenze di valore strategico in equilibrio tra loro. Per avere successo tuttavia una aggregazione deve rispettare varie condizioni sia oggettive che soggettive, queste ultime caratterizzandosi come le più delicate. Tra le prime Nicola sottolinea quelle di natura economica e finanziaria «perché la rete non è un salva vita per quelli che sono in difficoltà», ha precisato Ezio Nicola – ma anche di natura strategica e organizzativa: «La qualità delle competenze certe condivise, non da ultimo anche il tempo necessario da dedicare alla rete». Serve poi una «leadership riconosciuta e qualcuno che si faccia carico di esercitarla con costanza. Tra le condizioni soggettive e altrettanto decisive Nicola pone l’accento sul «genuino entusiasmo nel fare insieme.  La rete non è uno strumento per approfittare della competenze degli altri a solo proprio esclusivo vantaggio», ha detto Nicola, «quindi non può prescindere dalla propensione alla fiducia nel prossimo. Bisogna che gli aderenti siano ottimisti quanto al rapporto con le persone e credano nella collaborazione. La fiducia reciproca fra partner va poi di continuo alimentata e per questo servono capacità raffinate di gestione del cambiamento oltre a una inesausta creatività», ha argomentato nuovamente il consulente di rete. Ed è d’altra parte così che si concretizza l’autentico fine di un network aggregativo di aziende: «Mentre si stanno facendo delle cose note si scopre cammino facendo che si possono generare anche iniziative ignote. Solo però a patto che quelle conosciute siano compiute nel modo corretto».

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