Quaranta miliardi finanziati con titoli di Stato

Questa una delle misure contenute nella bozza del decreto legge sui rimborsi dei debiti della Pa che domani sarà varato dal Consiglio dei Ministri. Saltano i vincoli per gli enti locali su spese e investimenti nei prossimi tre anni.

Secondo l’ultima “bozza” del decreto legge di 12 articoli sui Debiti della Pa, domani all’esame del Consiglio dei ministri, saltano i vincoli per gli enti locali su spese e investimenti nei prossimi tre anni. Definita anche la copertura finanziaria del decreto: in tutto 40 miliardi in due anni (20 nel 2013 e 20 nel 2014) reperiti mediante l’emissioni di titoli di Stato. Il governo è ancora al lavoro sul provvedimento, ma i comuni che richiedono una liquidità superiore a quanto effettivamente necessario per il saldo dei debiti arretrati possono incorrere in sanzioni ex post. E non più in paletti ex ante come era stato stabilito inizialmente. “Qualora le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti accertino che gli enti locali non abbiano richiesto gli spazi finanziari nei termini e secondo le modalità” dovute, si legge nella bozza, “le stesse irrogano una sanzione pecuniaria pari a due mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e previdenziali, per i responsabili dei servizi interessati”. 
Nella stessa bozza non ci sarebbe più l’addizionale regionale Irpef, ma le regioni dovranno “meritare” l’anticipazione da parte dello Stato delle somme da restituire alle imprese. All’articolo 2 della bozza di decreto legge si prevede che le regioni interessate, per ottenere l’anticipo, presentino un piano di copertura del rimborso e dei relativi interessi, ma anche – se fossero inadempienti – le modalità direcupero e gli interessi di mora. “All’erogazione delle somme – si legge nella bozza – si provvede a seguito: a) della predisposizione, da parte regionale, di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità, maggiorata degli interessi; b) della presentazione di un piano di pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili, ivi inclusi i pagamenti in favore degli enti locali, cumulati alla data del 31 dicembre 2012 e comprensivi di interessi; c) della sottoscrizione di apposito contratto tra il ministero dell’economia e la regione nel quale sono definite le modalità di erogazione e di restituzione delle somme, comprensive di interessi e in un periodo non superiore a 30 anni, prevedendo, qualora la regione non adempia al versamento delle rate di ammortamento dovute, sia le modalità di recupero sia l’applicazione di interessi moratori”. A vigilare sull’andamento dell’indebitamento della Pa sarà poi il Tesoro e “qualora emerga il rischio di mancato raggiungimento dell’obiettivo programmatico” rimodulerà le spese autorizzate oppure adotterà “provvedimenti correttivi urgenti”. Il monitoraggio sarà effettuato dal ministero dell’Economia proprio per scongiurare che il deficit vada oltre quel 2,9% del Pil previsto per il 2013 e se ci sarà evidenza di scostamenti, “previa apposita relazione da inviare al parlamento o da allegare alla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza” disporrà “con proprio decreto la rimodulazione per gli anni 2013 e 2014 delle spese autorizzate dal presente provvedimento o l’adozione di provvedimenti correttivi urgenti”.

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