Punto di vista: piccolo è nuovo

Cattura
Matteo Strano

Recentemente sono stati pubblicati dei dati che riassumono l’andamento del biennio 2014-2015 dello SME Instrument, un potente, flessibile e veloce strumento di finanziamento delle piccole e medie aziende europee. I risultati sono molto positivi e incoraggianti per l’Italia e le nostre PMI. Se concentriamo l’analisi sui due “topic” più vicini ai temi del manifatturiero (sinteticamente indicati con i nomi “nanotech” e “raw materials”) e ci limitiamo ai progetti di pieno successo, cioè quelli che sono arrivati alla Fase 2, c’è di che essere soddisfatti. Su 67 progetti arrivati alla fine del percorso, cioè che hanno avviato il vero e proprio sviluppo, ben 15 sono italiani. La Spagna si piazza al secondo posto di questa ristretta classifica, con 12 progetti. Regno Unito e Germania hanno entrambi “solo” 4 progetti in Fase due. Il commento che sorge più spontaneamente è che le nostre piccole e medie aziende manifatturiere sono più innovative e intraprendenti di quelle tedesche, inglesi, francesi, svedesi e anche di quelle spagnole. Un’elaborazione più matura, però, di questa notizia dovrebbe farci ammettere che mentre il tessuto produttivo italiano e del sud Europa in genere è costellato proprio da piccole e medie aziende, non altrettanto si può dire dei paesi centro e nordeuropei. La dinamicità e flessibilità è da sempre considerata la delizia della nostra economia, che però deve anche portare la croce di una capacità d’investimento privato in R&D molto limitata. Ecco che questo SME Instrument comunitario, che Iddio ce lo conservi a lungo, si presenta come la perfetta opportunità per colmare questa lacuna, per facilitare l’immissione in azienda non solo di lubrificante finanziario, ma anche di nuove idee, nuovi cervelli, nuove collaborazioni con le università. Almeno 6 tra le 15 proposte italiane di successo meritano menzione, perché particolarmente pertinenti e rilevanti rispetto al manifatturiero meccanico.

Partiamo dal laser: il progetto TWIMP (proposto da un’azienda piemontese con meno di 50 dipendenti) ha come obiettivo la produzione di un sistema compatto e robotizzato per il taglio e la saldatura laser di componenti tubolari in acciaio TWIP, una lega alto-resistenziale, innovativa ma già apprezzata nel settore automobilistico. Un altro progetto vincente laser è INFINITE (proposto da un’azienda lombarda con meno di 20 dipendenti), rivolto allo sviluppo di una macchina laser per incisione ad alta definizione e realizzazione di texture superficiali in 3D.

Il progetto REFEREE (da azienda emiliana con meno di 50 dipendenti) si propone di sviluppare una tecnologia per costruire una nuova linea per il dosaggio di fluidi lubrificanti, conforme alla Direttiva Europea 2014/32/UE, relativa agli strumenti di misura, che includerà un sottosistema proprietario di separazione dell’aria. Anche per questo progetto, il target primario è il settore automotive. Restando nell’ambito della gestione dei fluidi, il progetto SMARTCIM (da azienda piemontese con meno di 250 dipendenti) ha l’obiettivo di produrre una nuova valvola elettronica per il controllo della circolazione di acqua nei sistemi di condizionamento per edifici, in maniera da rendere possibile un’ottimizzazione energetica per ciascun ambiente condizionato.

Altro progetto di successo in ambito meccanico è SMARTGEARBOX (da azienda emiliana con meno di 100 dipendenti); come il titolo stesso suggerisce si tratta di un riduttore innovativo; è a vite senza fine e lavora a secco, senza olio lubrificante, con conseguenti vantaggi in termini di manutenzione e impatto ambientale. Cito infine ProPApp (da azienda brianzola con meno di 20 dipendenti), un progetto che intende sviluppare un nuovo processo di produzione di PTFE (meglio noto come teflon) a bassa densità, per applicazioni in cavi elettrici.

Non conosco direttamente nessuna di queste sei aziende e non ho i dettagli di nessuno di questi sei progetti; posso quindi dare un giudizio neutro, disinteressato e basato su pochi fatti oggettivi. Ad esempio, non ‘è alcun dubbio che questi progetti hanno superato una procedura di selezione severissima, fatta di due fasi di selezione. La seconda fase è stata giudicata da 4 revisori indipendenti e anonimi, che hanno attribuito un voto medio altissimo (probabilmente superiore a 14/15) ai progetti citati. Un altro fatto oggettivo è che nessuna di questa aziende ha più di 250 addetti. Un altro fatto (ahimè) oggettivo è che nessuna di queste aziende si trova a sud del Rubicone.

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