Opinioni: l’eccellenza va curata…

Claudio Giardini. Università di Bergamo Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione
Claudio Giardini. Università di Bergamo Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione

Sono sempre stato convinto che un buon prodotto è il risultato del saperlo fare bene, delle tecnologie e delle attrezzature a disposizione, della capacità di usare queste macchine ed attrezzature, della capacità di sfruttare tutte le loro potenzialità, del cambio di mentalità che deve essere collegato alle nuove disponibilità della tecnologia (ad esempio quando si introduce in azienda l’automazione occorre saperla sfruttare e non cercare di far funzionare il tutto come prima). E naturalmente serve la formazione del personale. Ma questo sono convinto (e non sono il solo) non basta.

Se si vogliono ottenere prestazioni davvero eccellenti occorre lavorare su tutte le prestazione del sistema operativo aziendale. Questo è quanto si ritiene sia necessario per il raggiungimento di una competitività di tipo World Class, il così detto WCMWorld Class Manufacturing.

Anche se per far diventare davvero una organizzazione a livello WCM occorre fare non poco lavoro, e poche sono le realtà di questo livello, i principi ispiratori di questa visione sono sicuramente utili e, anche se non applicati tutti e completamente, ci permettono di fare grossi passi in avanti nella organizzazione delle nostre realtà produttive.

Come spesso accade alcuni di questi principi non sono per niente fantascientifici ma piuttosto ricavati dal buon senso e dalla buona pratica.

In particolare l’eccellenza si può raggiungere se si riescono a sviluppare competenze diffuse e a realizzare una organizzazione capaci di porsi come principali obiettivi: la riduzione degli sprechi e delle perdite di qualunque tipo, il coinvolgimento di tutte le persone che operano a qualunque livello dell’organizzazione, l’applicazione rigorosa di opportune metodologie e strumenti, la diffusione e la standardizzazione dei risultati raggiunti.

La produzione diventa in questo modo un elemento di competitività per l’azienda che contribuisce al miglioramento della soddisfazione del cliente e del rispetto delle sue specifiche. Questo va fatto cercando non solo di fare un prodotto “conforme” (uno stampo che realizzi nel miglior modo il prodotto da stampare), ma perseguendo anche le performance dell’azienda in termini di qualità, prezzo, velocità di consegna, flessibilità e innovazione.

Va inoltre tenuto presente che il livello delle performance cambia nel corso del tempo e deve quindi essere inteso in maniera dinamica e ridefinito periodicamente.

Occorre prendere confidenza con concetti quali il Total Quality Control (TQC), il Total Productive Maintenance (TPM), il Total Industrial Engineering (TIE), il Just In Time (JIT).

Occorre inoltre introdurre i concetti relativi alle tecniche definite lean, cioè snelle, e mirare all’essenziale (keep it simple) proprio per incrementare il più possibile efficacia ed efficienza della organizzazione e ridurre (tramite opportuno controllo) i costi di produzione.

Bisogna sforzarsi di concentrarsi sul miglioramento piuttosto che sulla soluzione dei problemi quotidiani che purtroppo hanno il vizio di ripresentarsi mentre, una volta risolti, dovrebbero dare origine ai nuovi standard di lavoro che dovrebbero impedire la loro ricomparsa.

La visione deve essere di tipo olistico, ovvero essere focalizzata in modo ampio a tutta l’azienda e a tutte le attività che vi hanno luogo permettendo di consegnare al cliente un prodotto nei tempi e nella qualità richiesti e di eliminare contemporaneamente quelle attività che non danno un valore aggiunto e qualunque altro tipo di perdita in termini di persone, impianti, materiali ed energia.

Insomma, come ho già scritto molte altre volte, bisogna darsi da fare partendo dal cost deployment (analisi dei costi) pe identificare tutti quelli spazi di miglioramento che sono sicuramente presenti in qualunque organizzazione. Una spending revue che ci faccia spendere di meno e incrementare le performance del sistema. Questi sono sicuramente i primi passi da fare se si vuole davvero eccellere.

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