Opinione: sinfonia n. 4.0

Enzo Guaglione

Ormai la nostra civiltà considera anche le macchine utensili come un capitolo nella storia della cultura; se, grazie alla quarta rivoluzione industriale, le macchine si servono di ingegnose soluzioni, questa rivista deve proporle, non per simulare prodigi tecnologici, ma per “esorcizzare” la macchina come tale. Nel panorama delle lavorazioni meccaniche dovrebbero apparire, almeno lo spero, le due facce che dominano oggi la strategia di Industria 4.0: l’audacia dei costruttori di macchine utensili nel mostrare le “interiora digitali” dei loro prodotti; il coraggio degli utilizzatori di esaltare in maniera operativa l’essenza della fabbrica digitale. Mi piace l’idea di uno stampista di fronte a un centro di lavoro presentato, per esempio a Mecspe, anche come una sorta di frivolezze digitali delle macchine moderne; se le stesse macchine esibiscono intestini, genitali, vene, polmoni, cuore delle tecnologie abilitanti all’industria 4.0 tanto meglio. Qualsiasi macchina, se aperta, ci appare come una raccolta di meccanismi, attraverso i quali opera la trasmissione di potenza; ma oggi è pure piacevole individuare tutta quella parte meno visibile e intangibile, che identifica l’automazione industriale integrata con le nuove tecnologie; quelle che migliorano le condizioni di lavoro e aumentano la produttività e la qualità degli oggetti, per esempio gli stampi. Ed è tutt’altro che facile scoprire le ragioni operative che reggono l’esistenza delle macchine destinate ad operare nell’affascinante ambiente della quarta rivoluzione industriale. L’attenzione si sposta allora sui principi tecnologici collaterali ricchi di software, che regolano lo stile informatico/digitale delle nuove lavorazioni meccaniche, sicuramente meno inerti e fredde dell’asportazione di truciolo tradizionale.

Il processo 4.0 soffia via l’atmosfera chiusa e pesante, che regna intorno alla lavorazione di un prodotto fine a se stessa. Quanto succede, per esempio nel mondo della fiera Mecspe, attraverso una ricerca espressiva delle macchine utensili di ultima generazione, crea fiducia verso gli accorgimenti informatici e innovativi della fabbrica digitale; tant’è che le eccellenze delle nuove tecnologie applicate all’industria manifatturiera saranno protagoniste di “Fabbrica Digitale oltre l’automazione”, punto centrale di attrazione ospitato all’interno di Mecspe (Fiere di Parma, 22/24 marzo 2018); questo evento evidenzierà il ruolo determinante delle tecnologie abilitanti 4.0 in diversi settori e contesti applicativi. In questo senso, tutti gli addetti ai lavori dovrebbero seguire le tracce delle soluzioni digitali a problemi concreti, scomporle e rimontarle, secondo una logica personale; qualsiasi soluzione digitale può essere infatti proiettata verso le proprie personalizzazioni, perché la tecnologia 4.0 è così eccezionale da essere esclusiva. L’originalità di un’applicazione 4.0 spesso è motivo per divulgare una scala di valori, che vivono sulla personalizzazione; oserei aggiungere che quest’ultima esiste per essere riprodotta e rifatta. Ecco perché gli attori di Industria 4.0 devono stabilire con le applicazioni un rapporto quasi musicale, come se fossero in cerca di ispirazioni. È bello intendere la logica dei sistemi interconnessi e modulari secondo la propria individualità, è ancora più bello stabilire il vero valore aggiunto dello scambio di esperienze fra gli interpreti di Internet delle cose e dintorni. Occorre quindi ricordare che anche industria 4.0 ha un suo sistema di funzionamento e di persuasione.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here