Opinione: l’innovazione del valore

Enzo Guaglione
Enzo Guaglione

Cyborg, il cui vero nome è Victor Stone, è un personaggio dei fumetti figlio di due scienziati, che sperimentano su di lui uno speciale trattamento per aumentarne l’intelligenza; l’esperimento funziona e Victor diventa un genio. Durante un teletrasporto da un portale a un altro, Victor ne esce menomato in gran parte del corpo; usando una tecnologia innovativa, il padre monta al figlio una serie di protesi meccaniche, così Victor diventa un vero e proprio uomo/macchina e decide di utilizzare i suoi superpoteri per combattere le ingiustizie.

La storia è fantastica, ma in realtà oggi il confine tra essere umano e Cyborg è sempre più sfumato; pensate ai progressi delle tecnologie applicate alle protesi e agli organi artificiali; una persona dotata di pace-maker potrebbe già richiamare la definizione di Cyborg. Chissà, stampisti potenziati con modificazioni artificiali e innesti potrebbero sbaragliare la concorrenza!

Per carità, non esageriamo; il mercato degli stampi è competitivo ma, almeno per ora, non è necessario essere stampista/robot per ottimizzare i costi e migliorare la qualità; del resto, ottimizzare i costi e migliorare la qualità non basta più. Ci sono però tre cose da non fare: una, abbassare i prezzi, due assecondare il committente a scatola chiusa, il quale ha sempre ragione, ma non sempre sa quello che vuole; sta nella professionalità dello stampista scoprire e assecondare i suoi bisogni veri. La terza cosa da non fare è studiare quello che fanno gli altri.

Mi domando: ma competere è necessario? Non ci sono altri modi per entrare nel mercato che non prevedono di dover combattere con qualcuno? Forse ci sono e per ora non c’è bisogno di diventare Cyborg per trovarli e applicarli.
Stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale, “Industria 4.0”, poi arriverà l’industria 5.0; tra i temi caldi della nuova era c’è lo sviluppo del software, del quale ci sarà sempre più bisogno, e gli standard con cui mettere in relazione strutture e processi. In questa nuova fase domina l’“Internet delle cose”, che permette lo scambio di informazioni anche tra oggetti e quindi tra stampi.

L’industria manifatturiera accompagna da sempre la storia umana, dalle prime realizzazioni artigianali fino alle rivoluzioni industriali, che hanno visto l’impiego della macchina a vapore, dell’elettricità, della produzione di massa e della tecnologia digitale con tanto di robot e dintorni. Ebbene, con questi mezzi che la tecnologia e “Internet delle cose” ci mettono a disposizione un modo di essere competitivi è smettere di combattere la concorrenza; guardarla sì, ma solo per capire cosa fa e non farlo noi, per cercare fattori di competitività diversi.

La carta vincente da giocare è cercare spazi in cui altri non esistono e quindi non c’è bisogno di cimentarsi con loro. Non bisogna fare solo innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto innovazione di valore. Per fare questo, non occorre essere umani potenziati, stampisti Cyborg; la possibilità di mettere in rete anche gli oggetti, i quali diventano intelligenti grazie a chip, sensori e quant’altro permetterebbe di gestire in automatico e con flessibilità virtualmente illimitata qualsiasi produzione; ovviamente bisogna essere in grado di gestire una raccolta dati estesa in termini di volume. Se tutta l’azienda fa sforzi con questi mezzi per innovare il valore, sarà più facile entrare in uno spazio solo nostro. Il Cyborg stampista farà davvero miracoli, ma dotato esclusivamente di umanità.

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