Oltre la specializzazione

Riconoscere con una simpatica e incoraggiante premiazione il merito dei tre allievi migliori di una scuola è davvero un contributo importante alla formazione professionale specialmente se è ricca di contenuti formativi specialistici su settori specifici.

Si parla continuamente di formazione professionale iniziale, continua, di aggiornamenti, training e quant’altro per un nuovo e migliore inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. In tale contesto, l’Associazione C.F.P. “San Zeno” e l’Istituto Tecnico “San Zeno” di Verona si distinguono per un complesso percorso, il cui traguardo è, oltre all’ingresso nel mondo del lavoro stesso, anche una sorta di riconoscimento al merito, con una vera e propria premiazione sul podio. Obiettivo: rendere più consapevoli gli alunni dell’importanza della loro specializzazione. Dunque, qualcosa di più di un attestato di qualifica e un diploma per periti meccanici, pure con la possibilità di accesso ai corsi di laurea.

Ebbene, il “Concorso Nazionale dei Capolavori dei Settori Professionali – Meccanica Industriale” promosso dalla Federazione CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale) si è rinnovato anche quest’anno con la sesta edizione. Si dà in tal modo all’industria un’importante garanzia in termini di qualità dei corsi erogati, grazie pure all’accreditamento del personale impegnato in ruoli diversi nella realizzazione di attività formative specifiche, in questo caso meccanica.

Oggetto del Concorso di quest’anno è stata una pompa volumetrica a lobi

Questa preziosa competizione è aperta agli studenti dei Centri di Formazione Professionale Salesiani di tutta Italia. La sessione relativa alla Meccanica Industriale si è tenuta a Verona nel maggio scorso, presso l’Istituto Salesiano “San Zeno”. Il Concorso ha coinvolto 19 giovani, ciascuno in rappresentanza dei CFP salesiani di tutta Italia, e ha previsto una serie di prove per misurare le competenze acquisite dai partecipanti nel loro percorso formativo. Oggetto del Concorso di quest’anno è stata una prova strutturata, che ha visto impegnati i partecipanti in un questionario di 50 domande di tecnologia, una prova di disegno CAD, una prova di programmazione CN e la realizzazione di alcuni particolari relativi ad una pompa volumetrica a lobi, costruita in collaborazione con partner nazionali leader nel settore della meccanica come DMG/Mori Seiki, Heidenhain Italiana, Sandvik Coromant ed Eni. Grazie alla competenza e agli strumenti didattici messi a disposizione, i giovani si sono trovati ad operare in un ambito di elevato livello tecnico. Le loro prove sono state valutate proprio dagli specialisti delle imprese coinvolte. Una caratteristica davvero preziosa della pompa sono i lobi in Bronzo, che permettono l’afflusso del fluido girando attorno ai lobi stessi; inoltre, un paio di pezzi in Alluminio sono stati anodizzati con i colori della città di Verona. Un altro importante e simpatico accorgimento è la stampa laser sul corpo della pompa del profilo di Don Bosco, con tutti i dati di riferimento del concorso nazionale.

Sul corpo della pompa è visibile la stampa laser del profilo di Don Bosco, con i dati di riferimento del concorso

 

Oggetti di valutazione da parte della giuria sono stati la qualità delle lavorazioni al tornio e la precisione dell’oggetto finale. «Alcuni particolari della pompa non si sarebbero potuti fare senza l’ausilio dei nostri partner aziendali, – sottolinea il coordinatore del settore meccanico Brentegani Emanuel – Ad esempio la lavorazione dei piedini che sostengono la pompa è stata fatta con una macchina a 5 assi messa a disposizione da DMG/Mori Seiki, mentre il collaudo dimensionale di alcuni particolari è stato eseguito con le macchine di misura di Hexagon Metrology installate nei nostri laboratori». Per rendere ancora più salda la relazione non solo con i partner, ma anche con altre aziende, durante la settimana del Concorso Nazionale è stata organizzata una Open House aperta alle aziende del territorio: attraverso stand dedicati e momenti formativi; le aziende hanno presentato le loro novità e dialogato con la realtà produttiva. Il Concorso Nazionale è stato vinto da Migliorini Riccardo del “San Zeno” di Verona, il secondo posto è stato assegnato a Pistrino Gianmarco del “Bearzi” di Udine, terzo posto a Fuscà Davide del CFP di Arese. A tutti gli altri partecipanti è stato consegnato un attestato di merito. «Il rapporto con le aziende si consolida ogni anno grazie agli stage ai quali Noi diamo molta importanza, – conclude Brentegani. – Già i ragazzi di terza del Centro di Formazione Professionale durante il terzo anno di scuola escono in stage presso aziende disponibili. È per loro una grossa opportunità nonché un ottimo biglietto da visita per quando cercheranno lavoro. Un valore aggiunto per aiutare i ragazzi a trovare un posto di lavoro sono i patentini relativi alla guida del carrello e di saldatura che i ragazzi acquisiscono durante l’ultimo anno». La cerimonia conclusiva ha visto il San Zeno di Verona protagonista, perché ha ricevuto il Certificato come Centro Autorizzato alla Formazione Heidenhain; i professori Accordini e Larocca hanno ricevuto un diploma di riconoscimento. In Italia solo 2 Centri sono autorizzati, Verona e Sesto S. Giovanni (MI). 
Brentegani Emanuel, Coordinatore del Settore Meccanico di CNOSFAP: “Alcuni particolari della pompa non si sarebbero potuti fare senza l’ausilio dei nostri partner aziendali”
Porte aperte alle aziende
Il Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale sa bene che la tecnologia è determinante per superare la crisi attuale. Le aziende che, nonostante la crisi, riescono ad andare avanti sono quelle che hanno fatto in precedenza investimenti nella tecnologia e che quindi riescono a rispondere alle esigenze dei loro clienti in tempo reale. La velocità di esecuzione e la precisione sono due preziose carte che le aziende in questo momento devono giocare per essere competitive.
lavorazione dei piedini che sostengono la pompa è stata fatta con la macchina a 5 assi DMU40 eVo Deckel Maho
Ecco perché il Settore Meccanico è presente all’Istituto Salesiano “San Zeno” fin dal 1964, ossia fin dalla fondazione dell’Istituto stesso, sia nell’ambito della Formazione Professionale Iniziale sia nell’Istituto Tecnico Industriale. È una realtà salesiana che mira a formare le persone secondo lo spirito ed il carisma di Don Giovanni Bosco, il Santo dei ragazzi. Il ragazzo è posto al centro del sistema formativo denominato da Don Bosco stesso “preventivo”, orientato a soddisfare non solo le esigenze di formazione professionale, ma anche a contribuire alla sua crescita integrale: culturale, sociale, etica, religiosa. Oltre alla formazione iniziale di base, la Scuola Meccanica si apre anche alla formazione superiore e alla formazione continua, rivolta rispettivamente ai neo diplomati o ai neo laureati oppure a persone già occupate, che necessitano di aggiornamento o completamento formativo.
Presso l’Istituto Salesiano San Zeno di Verona è operativo un Centro Tecnico-Applicativo di Hexagon Metrology Italia per il Triveneto
L’Istituto svolge per il territorio un ruolo di costante informazione, promozione ed aggiornamento rispetto l’evoluzione tecnologica e normativa; per fare questo collabora non solo con le principali Associazioni di categoria e Ordini professionali, ma anche con le principali aziende di settore; tant’è che, nell’ambito del Concorso Nazionale dei Capolavori, per rendere ancora più salda la relazione con i partner, nella mattinata di giovedì 16 maggio è stata organizzata una Open House aperta alle aziende del territorio: attraverso stand dedicati e momenti formativi, le aziende hanno presentato le loro novità e dialogato con la realtà produttiva. Davvero un’occasione preziosa per conoscere, apprezzare e divulgare i metodi e le strutture didattiche che gli Istituti Salesiani d’Italia mettono a disposizione degli studenti a favore della loro preparazione umana e tecnica. Per esempio, l’Istituto Salesiano San Zeno di Verona è sede del Centro Tecnico-Applicativo di Hexagon Metrology Italia per il Triveneto. Un’area di 100 m2 è dedicata alla metrologia è allestita con il top della gamma Hexagon. «Le macchine in questa sala sono affidate all’Istituto in comodato d’uso gratuito. – spiega Marco Rampazzo, sales area manager di Hexagon Metrology Italia.- Ogni anno vengono rimpiazzate con sistemi nuovi e aggiornati. Abbiamo anche una macchina ottica e tutta la gamma di strumenti portatili, che ci consentono di fare attività di dimostrazione e misura conto terzi, in aggiunta al supporto didattico ai ragazzi del Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale. Provvediamo in prima persona all’addestramento dei professori sulle nostre macchine. Una volta l’anno dedichiamo una giornata al software, una sorta di approfondimento sugli aggiornamenti, ove invitiamo sia i professori sia i clienti». Davvero un ottimo investimento nel futuro, di reciproco interesse inserito in una struttura molto bene organizzata. È inutile piangersi addosso, cosa che troppo spesso accade in questo periodo e specialmente in questo nostro Bel Paese. Bisogna rimboccarsi le maniche e/o aguzzare l’ingegno, perché ci sono ancora risorse da investire. Però dobbiamo capire e dobbiamo farlo in fretta, specie in campo energetico e tecnologico. A quanto pare sia Hexagon, sia CNOS FAP SAN ZENO insieme a tutti gli altri partner si stanno impegnando seriamente in una nuova politica formativa, fortemente improntata alla sostenibilità. Complimenti! (ndr).

 

 

Radiografia del VI Concorso Nazionale dei Capolavori
Il “Concorso dei Capolavori dei Settori Professionali” è un’iniziativa che si pone i seguenti cinque obiettivi principali: • stimolare gli allievi dei CFP della Federazione CNOS-FAP a misurarsi su una prova, elaborata di intesa con le imprese del settore, che rispecchia le competenze che l’allievo deve raggiungere al termine del percorso formativo; • promuovere il miglioramento continuo del settore e del singolo CFP della Federazione CNOS-FAP, soprattutto dal punto di vista tecnologico e della cultura d’impresa; • approfondire e consolidare il rapporto con il mondo delle imprese del settore; • scambiare esperienze tra regioni diverse; • premiare l’eccellenza tra gli allievi. Don Bosco aprì, tra gli anni Cinquanta e Sessanta dell’Ottocento, ben sei laboratori con l’esplicita finalità di dare una risposta concreta alla “gioventù abbandonata e pericolante”, bisognosa di apprendere un mestiere. Questo approccio eminentemente pratico è all’origine delle successive “Scuole di arti e mestieri”, ulteriormente ripensate come “Scuole professionali”, che daranno vita ad una visione più organica del lavoro e della formazione culturale e professionale dei giovani, come quella perseguita negli odierni Centri di Formazione Professionale.

 

 

 

 

 

 

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