“Non siamo macchine”

Introdotto dall’amministratore delegato della torinese Progind Barbara Gallo, la recente assemblea di Ucisap ha ospitato anche il dibattito sulle ventilate modifiche alla Direttiva macchine dell’Unione europea in vigore dal 2009. Il rischio è che al prodotto-stampo vengano applicate specifiche proprie sinora delle attrezzature intercambiabili o delle cosiddette quasi macchine con un ulteriore aggravio in termini di dichiarazioni di conformità e certificazioni per poter immettere il manufatto sul mercato. All’eventuale adozione di una classificazione simile si è già ufficialmente opposta la Federazione ingegneristica tedesca o Vdma con una presa di posizione che nella sostanza è stata fatta sua anche da Ucisap.

Anche se prima di un pronunciamento ufficiale da parte di Istma Europe e Istma World che rappresentano i massimi organismi associativi dello stampaggio internazionale bisognerà attendere il parere di ogni singola industria nazionale alcuni punti sembrano già fuori discussione. Lo stampo non può esser considerato un’attrezzatura intercambiabile perché pur contribuendo alla funzionalità di una macchina la sua messa in esercizio è successiva a quella degli apparati stessi. E d’altro canto non è neppure parte costituente della macchina poiché in tal caso qualsiasi combinazione di stampo e macchina richiederebbe certificazioni di conformità dedicate. Il prodotto deve perciò, nell’intenzione dei professionisti tedeschi e italiani, restare estraneo alla Direttiva Ue.

Foto cortesia Officine Marchetti


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