Microlavorazioni laser, che sorpresa!

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Microtexturing superficiale: fori ciechi di 15 µm , profondi 5 µm, su AISI 420

Per approfondire il tema delle microlavorazioni laser, ambito produttivo in rapida diffusione e di sempre maggiore interesse sul mercato, abbiamo coinvolto Kirana, giovane e dinamica azienda di Rovereto (TN) che propone soluzioni complete nell’ambito delle microlavorazioni laser, dallo studio di fattibilità alla produzione conto terzi, passando, in certi casi specifici, dalla fornitura di sistemi dedicati.

Lavorazioni e processi conto terzi

Il direttore generale, l’ing. Enrico Gallus, spiega: «Noi siamo specializzati nella messa a punto di processi di microlavorazioni laser finalizzati alla produzione conto terzi. Nella pratica, ciò significa realizzare lavorazioni laser su scala “micro” quali la foratura, il taglio di precisione, la “strutturazione” superficiale, l’ablazione di film sottili, la fresatura, la marcatura non convenzionale, ecc., su prototipi, piccoli lotti o anche su pezzi realizzati in grandi volumi produttivi. Significa altresì accompagnare il cliente nella fase di realizzazione di un “proprio” processo produttivo, dallo studio di fattibilità sino alla fase di industrializzazione». La variegata gamma di sorgenti laser funzionanti presso i laboratori di Kirana permette di scegliere di volta in volta il sistema più appropriato al fine di processare, con specifiche molto spinte, qualsiasi tipo di materiale industriale: metalli, ceramiche, polimeri, dielettrici (per esempio, il vetro), semiconduttori (per esempio, il silicio) e i compositi.  Quale “spazio” hanno oggi le microlavorazioni laser in Italia? «Si tratta di una tecnologia che sostiene la crescente richiesta di miniaturizzazione dei dispositivi per la fabbricazione di micro-parti in un’ampia varietà di geometrie e materiali; parti che interessano i più diversi settori industriali quali l’automotive, l’aerospaziale, la microelettronica, la meccanica di precisione, il medicale, l’energetico».

Possibilità anche per gli stampi

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L’ing. Enrico Gallus, direttore generale di Kirana

Perché uno stampista potrebbe necessitare di tecnologia di microlavorazioni laser come quella messa a punto da Kirana? Gallus: «Perché oggi sono sempre più richiesti stampi con texture superficiali molto fini e di forma complesse, che sarebbe assai difficile realizzare in altro modo a costi competitivi rispetto ad altre tecnologie come la fotoincisione chimica. Per esempio, nel settore automotive tale tecnica può essere utilizzata per realizzare stampi per la produzione di pezzi finiti in plastica quali i cruscotti, i copri-airbag, il pomello del cambio, ecc., in quanto permette di conferire a tali oggetti effetti estetici di ogni tipo, richiamando le trame superficiali dei tessuti, le rugosità delle pelli, ecc.» Può essere utilizzata anche al di fuori del settore automotive? «Senza dubbio. I campi di applicazione possono essere svariati ed è prevedibile che questa tecnologia sarà sempre più diffusa. Le microlavorazioni laser, difatti, permettono non solo di generare microfori, cave, ecc., amplificando le possibilità di utilizzo di uno stampo, ma anche di realizzare texture di geometrie senza limiti, il che significa che i progettisti, specialmente i designer industriali, possono finalmente dare libero sfogo a fantasia e creatività». Un utilizzo “creativo”, per esempio, è quello di realizzare sulla superficie dello stampo incisioni pressoché invisibili al fine di generare pezzi stampati che riflettano la luce in maniera diversa a seconda della fonte luminosa e della direzione della stessa, creando effetti e giochi estetici particolari. Alcuni stampisti si sono già rivolti a voi? «Certamente, anche se principalmente si è trattato di attività “standard”. Noi attendiamo invece che lo stampista decida di “osare” e voglia realizzare componenti molto piccoli o con texture particolari, mettendo a punto un processo produttivo ex novo all’avanguardia. Noi siamo pronti anche perché il mondo che ci circonda è pieno di componenti sempre più complessi e piccoli, pezzi che qualcuno dovrà pur realizzare».

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