Materie plastiche: le aziende varesine promotrici di un nuovo sviluppo economico

pfeil profitLe imprese varesine delle lavorazioni plastiche sono alla vigilia di una svolta. E’ quanto emerge dall’indagine della Banca Popolare di Bergamo e dell’Unione Industriali varesina dalla quale si evince che l’85,1% delle aziende prevede piani di espansione sui mercati esteri, una quota maggiore rispetto al dato nazionale del settore.

L’analisi, svolta su un campione di imprese rappresentative dei quattro principali comparti delle materie plastiche del Varesotto, stima anche un aumento dei margini di profitto tale da tale da consentire alle imprese esaminate di tornare a creare valore. Questo, a sua volta, dovrebbe incoraggiare le imprese a valutare nuovamente le strategie di crescita, attraverso nuovi investimenti e acquisizioni, sempre nell’ottica di potenziare la competitività a livello internazionale.

Concorde con la visione di Pio De Gregorio, capo dell’ufficio di Business Analysis di UBI Banca, anche il Presidente del Gruppo merceologico “Gomma e Materie Plastiche” dell’Unione Industriale varesina, Giovanni Orsi Mazzucchelli. A suo avviso, infatti, il settore a Varese, dopo i primi segnali positivi di questa estate, ha visto, nell’ultimo trimestre del 2014, una stabilizzazione dei livelli di produzione. Il 61% delle imprese sondate durante l’ultima indagine congiunturale, ha registrato livelli produttivi in linea con quelli di fine settembre, il 27% ha segnalato una crescita, mentre solo il 12% ha chiuso con un segno meno. E per i primi mesi del 2015 le imprese che si aspettano un miglioramento sono l’88%.

Dal sondaggio realizzato è possibile delineare il profilo di una impresa-tipo che esternalizza poco la produzione, investe in ricerca e sviluppo più della media nazionale, vende prodotti prevalentemente a marchio proprio e realizza oltre la metà del fatturato all’estero con una concentrazione elevata nei Paesi dell’Unione Europea. Riguardo le strategie perseguite per competere efficacemente sui mercati internazionali, la maggior parte delle imprese (85%) indica nella qualità il principale punto di forza competitiva, seguita (62% dei casi) dalla flessibilità produttiva. L’ampliamento della gamma dei prodotti e dei servizi offerti è un’altra strategia molto seguita per rafforzare il posizionamento competitivo (30% delle aziende).

Alla luce delle previsioni formulate, si evidenzia che a partire dall’anno in corso le imprese selezionate saranno in grado di creare valore economico, con conseguenze positive molto importanti, quali la propensione agli investimenti e la valutazione di acquisizioni finalizzate a estendere il di business per cogliere nuove opportunità di crescita.

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