Okuma: ora tutto è possibile

Okuma_EMO 2015_MULTUS U3000 Il modello multi-tasking per lavorazioni intensive in applicazioni complesse Multus U3000.

Okuma_EMO 2015_MULTUS U3000
Il modello multi-tasking per lavorazioni intensive
in applicazioni complesse Multus U3000.

All’edizione 2015 della rassegna internazionale delle macchine utensili Emo che ha avuto luogo all’inizio dello scorso ottobre a Milano la giapponese Okuma Corporation e il suo distributore per il vecchio continente Okuma Europe sono arrivati al suono del messaggio Open possibilities. Con questo slogan il costruttore di soluzioni per il machinery ha alluso a due concetti distinti ma anche strettamente apparentati fra loro.

Da un lato infatti Okuma, che nel 2014 ha realizzato un fatturato da 1,3 miliardi di euro nel mondo e da 200 milioni di euro nella sola Europa, ha voluto manifestare l’intento di «continuare a essere un produttore di portata mondiale di macchine utensili avanzate». Per offrire così «agli operatori tecnologie d’avanguardia e soluzioni innovative». D’altra parte però la multinazionale, che conta 3.300 dipendenti a livello mondiale, ha spiegato che, in qualità di «fornitore unico di macchine Cnc, riduttori, motori, encoder, mandrini e controlli chiavi in mano», punta a rispondere già «nel presente alle esigenze future della lavorazione con macchinari». Aprendo appunto «nuove possibilità».

Per togliere i veli dalle proposte attraverso le quali il marchio, la cui fondazione risale addirittura alla fine dell’Ottocento e che copre il territorio europeo con ben 33 distributori, mira a concretizzare le promesse espresse, Okuma è stata rappresentata alla fiera milanese da alcuni fra i suoi esponenti di vertice. Hanno infatti illustrato le news di prodotto e strategiche aziendali nel mezzo di uno stand gremito il presidente e Ceo della Corporation Yoshimaro Hanaki; il presidente di Okuma Europe Norbert Teeuwen; il vicepresidente Max Pieper. Fra i più rilevanti nuovi ingressi nel catalogo societario, a Emo si è vista Osp Suite, un sistema aperto in grado di integrare l’intelligenza delle tecnologie del brand nipponico con applicazioni di terze parti. Le opportunità garantite da questa filosofia di progettazione e lavoro coincidono in primo luogo con una riduzione dei tempi di processo e di quelli di fermo macchina, a fronte di una contestuale velocizzazione delle operazioni di attrezzaggio e di una maggiore efficienza operativa. La suite è equipaggiata con una nuova interfaccia (Suite Touch) che può essere condivisa da tre utenti al massimo e registra tutti i dati critici di produzione in vista della manutenzione preventiva.

Obiettivo multi-tasking
Nei padiglioni fieristici di Rho Okuma ha inoltre riproposto le due unità Multus U3000 e Multus U4000, modelli multi-tasking indirizzati a «lavorazioni complete e intensive in applicazioni complesse» caratterizzati da «un piano ortogonale rigido che consente corse più lunghe sull’asse Y e capacità maggiori in fresatura»; oltre che da una torretta inferiore fra le opzioni disponibili. Per queste macchine la novità è data dalle possibilità di integrazione con Turn-Cut, una feature di programmazione studiata per permettere la lavorazione di componenti che altrimenti richiederebbero una ulteriore preparazione dei pezzi. Il vantaggio che Turn-Cut porta in dote è quindi quello di eliminare «la necessità di acquisire altre macchine, utensili, dispositivi di fissaggio o componenti integrativi» per risolvere le esigenze specifiche.

Inoltre, gli esemplari della serie Multus U sono oggi fornite del sistema Auto Tuning a 5 assi la cui principale prerogativa è quella di «compensare gli errori geometrici causati dal collaudo o dall’usura generica» fra i quali anche quelli riguardanti la precisione volumetrica. Ed è perciò efficace per fare fronte a problematiche come i difetti di forma nelle lavorazioni curvilinee e i gradini nella lavorazione dei profili inclinati. Considerato ideale per componenti di grandi dimensioni come le tubazioni filettate e gli alberi lunghi per i settori agricolo e petrolifero è il tornio LB45III della famiglia LBIII; ma Emo ha esordito anche la rettifica compatta GA15W, larga 1.550 millimetri, che guarda invece a parti di più piccola stazza per impianti idraulici; gli elettrodomestici e i settori dell’auto o del motociclo. Non da ultimo, è stato lanciato ufficialmente a Milano il nuovo tornio verticale 2SP-V760EX, a quattro assi e doppio mandrino, che promette flessibilità ed efficienza nell’affrontare «componenti critici e pezzi di grande diametro»: tamburi per freni, rotori, mozzi e ruote dentate rappresentano solo alcuni dei possibili campi di applicazione della macchina.

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