Lo stampo costa meno se l’inserto è in ABS digitale

stampo_stratasysLo stampaggio a iniezione è una tecnologia impiegata per la produzione in serie di un gran numero di manufatti. Cuore del processo è lo stampo, un’attrezzatura di precisione la cui costruzione richiede, in funzione della complessità, grandi risorse di tempo e denaro. Quando il numero di pezzi da realizzare è molto elevato si utilizzano stampi di acciaio, che garantiscono una durata di milioni di cicli, se tale valore scende ad alcune decine di migliaia gli stampi di alluminio diventano un’alternativa interessante. Oltre ad avere un costo inferiore, questi ultimi richiedono infatti tempi di costruzione più brevi (2-6 settimane) rispetto alle attrezzature in acciaio, il cui lead time è invece dell’ordine dei mesi. Ma per poche centinaia di pezzi, l’alluminio è ancora la soluzione più conveniente? In questi casi, secondo una tendenza recente, si può utilizzare l’additive manufacturing per costruire gli inserti dello stampo che verrà utilizzato per stampare a iniezione prototipi funzionali.

Il percorso dimostrativo
Tutti i vantaggi di questa interessante tecnologia potranno essere toccati con mano a Mecspe, nell’Unità dimostrativa “Fabbricare con la stampa 3D” (padiglione 6, stand I 20). Nell’area verrà illustrato concretamente come è possibile partire da un modello e arrivare al manufatto definitivo – in questo caso un moschettone – stampato a iniezione. Il pezzo, di polipropilene in colori differenti, è stato progettato per dimostrare materialmente a quali livelli di qualità, di precisione e di definizione si può spingere la manifattura additiva.

Il percorso dimostrativo parte da una stazione di lavoro dove, attraverso una stampante 3D industriale collegata direttamente a un PC, si potranno vedere i programmi necessari: dal CAD che ha costruito il modello del moschettone, ai software per la sua conversione nel linguaggio adatto per pilotare la stampante e per il controllo dei file. La stampante, per dimostrare nel dettaglio un tipico flusso industriale, realizzerà gli inserti dello stampo necessari per coprire la tiratura del gadget nei giorni della manifestazione. Tali inserti verranno collocati in uno stampo che verrà montato su una pressa a iniezione per la produzione – con granuli di plastica tradizionali – dell’oggetto finito.

Dalla stampa 3D a quella a iniezione
Nell’unità dimostrativa si potranno vedere in funzione, in qualsiasi momento, sia la stampante 3D sia la macchina a iniezione. La prima è una 3D Objet30 Prime di Stratasys basata sulla tecnologia PolyJet. Il principio di funzionamento è la deposizione di fotopolimeri liquidi in strati successivi, che vengono solidificati istantaneamente tramite raggi UV. L’attrezzatura stampa con strati da 16 micron e un livello di precisione fino a 0,1 millimetri per superfici lisce, pareti sottili e geometrie complesse.

La pressa, invece, è una XS, con forza di chiusura da 10 tonnellate, del costruttore tedesco Dr. Boy, rappresentato in Italia da ST.A.TE. Anche in questo caso, potrà assistere all’intero ciclo di funzionamento, all’estrazione dei pezzi, al cambio stampo fino alle operazioni necessarie per il cambio colore dei pezzi prodotti. Non solo: gli esperti di modellazione, stampa 3D e stampaggio di Dr. Boy e Stratasys saranno a disposizione dei visitatori per chiarire ogni dubbio tecnico.

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