L’innovazione Zero Point di OML

foto-22-okCon la sigla APS, acronimo di Automatic Positioning System, si identifica una gamma di prodotti appartenente alla famiglia di sistemi Zero Point firmati OML. Si tratta di un sistema d’interfaccia universale tra macchina utensile, attrezzatura di bloccaggio e/o direttamente il pezzo da lavorare; una soluzione caratterizzata da un’estrema flessibilità che consente il posizionamento e il bloccaggio in un’unica operazione.

Il prodotto è stato sviluppato in collaborazione con i progettisti della Autoblok, società leader di mercato per i mandrini autocentranti, che detiene la proprietà della OML. Grazie alla loro esperienza e al loro prezioso supporto tecnico è stato possibile mettere a punto un prodotto che presenta elementi di unicità, cioè un prodotto Zero Point che basa la presa del perno su 3 griffe, disposte a 120°, similmente al concetto del mandrino autocentrante.

Il sistema utilizza la pneumatica unicamente per lo sblocco, mentre il bloccaggio è fatto meccanicamente tramite molle con ripetibilità inferiore ai 5 micron.

Integrata nei moduli APS, versione Premium, vi è la funzione Turbo che ne esalta la rigidità. Infatti, attraverso tale funzione, aria compressa viene immessa nel sistema e aiuta le molle a comprimersi di più andando, quindi, ad aumentare la forza di bloccaggio che così passa dai 12.000 N, garantiti dalle molle, sino al valore di 30.000 N.

In occasione dell’ultima edizione della EMO, l’azienda ha portato all’attenzione dei clienti un’importante innovazione che ci distingue dai concorrenti. Questa novità prende spunto da una esigenza sia tecnica sia di marketing, in quanto il mercato propone prodotti similari in inox che, come noto, per sua natura, difficilmente può essere trattato termicamente fino a raggiungere le durezze di 62 HRC necessarie soprattutto al cuore staffante del sistema, cioè alle griffe e ai perni. Se da un lato utilizzando inox si evita la corrosione nel tempo (vero anche solo se si utilizzano i sistemi in macchine ad elettroerosione) dall’altro si perdono le durezze necessarie per consentire un bloccaggio rigido e sicuro.

Dopo molto studi e test la società ha quindi messo a punto una soluzione avanzata che consistente nel preliminare trattamento dei componenti (griffe e perni) fino a 62 HRC e nel successivo utilizzo di un particolare rivestimento che elimina il problema della corrosione e diminuisce il fattore di attrito.

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