Le sfide delle nanotecnologie per terapie sempre più mirate

Gli scienziati sono sempre più impegnati nella realizzazione di materiali che sono cento volte più sottili di un capello. Inoltre, consentono di creare trattamenti medicali (dalla somministrazione di farmaci all’identificazione delle malattie) più efficaci grazie alla possibilità di sviluppare terapie sempre più mirate e localizzate. Ma se i nanomateriali o le nanoparticelle sono utili nella cura delle patologie, presentano delle sfide in ambito biomedicale, in particolare, quando si passa dalla fase sperimentale in tubo in un ambiente biologico, ovvero quando subentrano le interazioni con il sangue, le cellule e i tessuti e il comportamento delle particelle può subire variazioni da un ambiente all’altro. A questo scopo, la ricerca per sviluppare nuove metodologie e tecniche in grado di esaminare meglio le nanoparticelle a supporto degli attuali studi è in continuo divenire. Un esempio sono i canali microfluidici che replicano i vasi sanguigni e che possono essere utilizzati per studiare il comportamento dei nanomateriali nei capillari. Un’altra opzione consiste nell’utilizzo di tessuti e organi stampati in 3D. Il punto chiave consiste sempre nel riuscire a regolare le complessità dei metodi da cui ricavare informazioni rilevanti e di valore per gli studi e comprendere i meccanismi coinvolti. Questo perché una nanoparticella somministrata ad un animale incontra diversi livelli di complessità biologica nel suo percorso, dal flusso sanguigno all’area di destinazione. Per capire ciò che sta succedendo nel suo complesso, è necessario studiarli tutti. Più si impara sulla bio-nano scienza – o su come i materiali interagiscono con la biologia su nanoscala – più sarà facile realizzare nanoparticelle che si comportino come desiderato ed avere una visione più chiara dei meccanismi che ne determinano il buon funzionamento. La ricerca che riesce ad accumunare con successo idee provenienti da diversi campi e ricercatori porterà allo sviluppo di nanoparticelle avanzate con l’obiettivo di fornire nuovi trattamenti per tutte quelle affezioni che a oggi sono difficili, se non impossibili, da trattare. https://phys.org/news/2017-09-diseases-nanotechnology-difficult.html

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