Le nanotecnolgie rivoluzioneranno il mondo della meccanica?

Drexler_ParadeIl mondo delle nanotecnologie sta aprendo nuovi orizzonti praticamente in ogni settore, sfruttando sia la possibilità di miniaturizzare la componentistica che l’evoluzione dei materiali: di fatto alla base sta il controllo della materia a livello atomico, considerando il mutamento delle proprietà fisiche della materia, quando le dimensioni si riducono drasticamente, arrivando nell’ordine dei nano.

Molti ritengono che le nanotecnologie saranno in grado di rivoluzionare il mondo della meccanica, non tanto perché cambierà il concetto di meccanica, ma perché, potendo agire a livello atomico, si potranno avere a disposizione materiali infiniti, con proprietà controllate. Temperatura di fusione, proprietà magnetiche, elettriche, caratteristiche meccaniche, etc. potranno essere fatte variare ad hoc, agendo sulle dimensioni, senza variare la composizione chimica.

Dunque materiali nuovi, oggetto di grande interesse sia da parte della comunità scientifica che dell’industria, che sono concordi nel ritenere che possano provocare una vera e propria rivoluzione tecnologia, come quella legata all’avvento dell’informatica e, più in generale, dell’elettronica.

Interessante è il caso dei nanocompositi che sembrano essere una alternativa ai compositi tradizionali. Il nanocomposito è un materiale composito, in cui almeno una dimensione è nell’ordine dei nanometri; il principio costitutivo è analogo solo che il rinforzo, con nanodimensioni, disperso nella matrice porta ad un elevato valore del rapporto volume/superficie del rinforzo, che si traduce in un innalzamenti delle proprietà ma con lavorabilità invariata rispetto al materiale di partenza. Ottenere un materiale alto-prestazionale, anche in condizioni estreme, è particolarmente interessante per l’industria chimica, dei trasporti, aeronautica e spaziale.

Sempre in tema di materiali, nanoparticelle vengono già impiegate con successo per rendere le superfici resistenti a graffi e/o corrosione, come nel caso delle vernici caricate con nanoparticelle ceramiche per migliorare le proprietà antigraffio delle carrozzerie automobilistiche, oppure per mantenerle pulite e sterili. Andando verso la miniaturizzazione, lo spazio occupato dai macchinari diventerà sempre più ridotto ma non solo: legato alla miniaturizzazione, e all’impiego di nuovi materiali, c’è il peso e con esso la questione energetica. Sembrerebbe, dunque, che, applicando la proprietà transitiva, le nanotecnologie si possano legare a una green life.

In realtà, ad oggi, le nanotecnologie sollevano ancora diversi punti di domanda e questioni di carattere etico, essenzialmente legati alla manipolazione delle materia a livello atomico: se molti benefici sono innegabili, alcuni si domandano cosa potrebbe accadere se nanorobot auto replicanti   dovessero realmente esistere. Lo scenario estremo del Grey Goo ipotizzato da Drexler, con un mondo invaso da robot atomici autoreplicanti fuori controllo, è fantascientifico? Forse l’uomo, anche per le nanotecnologie, sarà bene che metta una serie di paletti che delimitino chiaramente gli utilizzi.

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