La stampa 3D italiana vola in orbita

Si chiama TuPod il primo mini-satellite ‘matrioska’ made in Italy, interamente stampato in 3D.

Realizzato dal gruppo Gauss (Gruppo di Asteodinamica per l’Uso di Sistemi Spaziali) e stampato interamente in 3D in Italia dal Gruppo modenese Crp, il satellite è stato lanciato direttamente dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), utilizzando un braccio robotico, con una nuova tipologia di lancio che semplifica la messa in orbita dei piccoli satelliti.

Il TuPod è sia un satellite autonomo, sia un lanciatore, in quanto a bordo ha due micro satelliti, a forma di lattina: uno realizzato da ragazzi tra i 9 e i 16 anni di una scuola brasiliana, per lo studio della ionosfera terrestre, e l’altro da un’azienda americana interessata a testare un nuovo sistema di comunicazioni spaziali a basso costo.

Il satellite “TuPod” è stato realizzato ricorrendo alla stampa 3D dalla controllata statunitense del Gruppo Crp di Modena, utilizzando tecnologia italiana; i materiali compositi ad alta prestazione per la fabbricazione additiva Windform sono stati creati e sviluppati dalla modenese Crp Technology, l’azienda del Gruppo Crp dei fratelli Franco e Livia Cevolini, specializzata in stampaggio 3D e produzione additiva con i materiali Windform.

Il settore dei mini satelliti è in rapida crescita e nonostante i costi davvero ridotti si tratta, a tutti gli effetti, di satelliti dalle grandi potenzialità. Realizzare e lanciare gruppi di mini satelliti è ormai alla portata delle piccole aziende per il monitoraggio ambientale, per esempio, o delle scuole per scopi didattici, e, ancora, per portare in orbita strumenti molto sofisticati, non solo fotocamere o sensori ma anche dei dispositivi radar.

(Fonte: http://www.ansa.it/scienza/notizie/ragazzi/primopiano/2017/01/19/in-orbita-il-primo-satellite-stampato-in-3d-nato-in-italia_fe40abd6-87c5-432e-91cd-3cd72c9649fe.html)

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