Innovazione a misura di Pmi

apertura-img_0391Il leitmotiv che accompagna il dibattito sulle prospettive della quarta rivoluzione industriale assicura che le soluzioni hardware e software per trasformare un’impresa manifatturiera tradizionale in una realtà 4.0 sono spesso accessibili senza investimenti eccessivi. Sono spesso basate su prodotti standard di mercato che non impongono particolari sforzi né in sede di installazione né in sede di gestione ed effettivo utilizzo. Una dimostrazione della veridicità del mantra è giunta all’edizione 2016 della Biennale delle macchine utensili (Bimu) di Milano da una società pisana concentrata sullo Industrial Internet of things. Si tratta di Alleantia, che ha avviato lo sviluppo dei suoi applicativi di punta in quest’ambito già nel 2011 e che nel 2015 è stata nominata fra i Top tech innovator da Abi Research. Forte altresì della menzione nel Tech Radar di Forrester Research fra i fornitori di riferimento nel campo del web delle cose l’azienda ha puntato i riflettori in particolare sulla sua tecnologia Xpango. È un sistema con il quale il produttore conta di sciogliere sin dall’inizio uno dei nodi essenziali della filosofia 4.0, ovvero quello dell’interconnessione «facile e intuitiva» di «tutti i macchinari di un’azienda con applicazioni locali, sul web e mobili» e coi gestionali più noti.

alleantia-immagine-1okUna libreria di 4.100 driver
La tecnologia Xpango ha le capacità di adattare e integrare i dispositivi di rilevazione e di automazione di un impianto di produzione: cioè i sensori, i Plc, i Cnc e le piattaforme di automazione stesse. Il tutto, grazie a driver analoghi per prerogative a quelli comunemente utilizzati per il collegamento di stampanti o altre periferiche in un ambiente di rete Ethernet. Cuore di questa innovazione è la library proprietaria che raccoglie appunto i driver di ben 4.100 diversi prodotti realizzati e commercializzati dai principali vendor mondiale di settore. L’obiettivo è dare a società di qualsiasi dimensione e dalle differenti capacità di spesa la possibilità di creare in maniera rapida e conveniente una architettura IoT aziendale. È poi un server dedicato – Iss o IoT Scada Server – a sovrintendere «alla connessione fisica dei device via cavo o Wi-Fi». E quest’ultimo promette di poter essere installato in tempi contenuti in qualsiasi cavo elettrico, grazie a dimensioni compatte di 16×9 centimetri che vanno di pari passo con la sua ragguardevole potenza di calcolo. È lo stesso Iss a ospitare i programmi di Alleantia e la libreria, oltre ad acquisire e gestire le informazioni sulle macchine e sui sistemi connessi e a elaborare i dati che da essi provengono. Xpango garantisce «notifiche, allarmi, report su tutti i parametri di produzione selezionati in modo intelligente». E restituisce, secondo quanto reso noto alla BiMu dal marchio toscano, «informazioni già filtrate e scelte a priori e non una quantità inverosimile e indifferenziata di dati». Questi infatti imporrebbero in seconda battuta «un complicato lavoro di data-mining e di analisi da parte degli specialisti».

alleantia-immagine-2Economica e modulare
La suite di Alleantia viene incontro così all’esigenza di personalizzazione che tipicamente caratterizza la manifattura italiana offrendole la flessibilità necessaria ad amministrare parchi-macchine compositi, spesso simili a mosaici fatto di tasselli provenienti da differenti brand. Fondamentale, da questo punto di vista, è la capacità di Xpango e Iss di selezionare i dati raccolti dai vari dispositivi interconnessi presentando infine a imprenditori e manager solo le informazioni «davvero utili alla loro attività». Alla capillarità della raccolta-dati Alleantia si è però proposta di unire un’altra peculiarità importante, ovvero quella della modularità. La soluzione è stata sviluppata infatti in maniera tale da poter entrare gradualmente nella vita di un’azienda potendo essere applicata in fase inziale soltanto a un reparto o a una macchina. Anche in questo modo il produttore di Pisa ha inteso tutelare i comprensibile desiderio delle imprese di affrontare gli investimenti in innovazione e il restyling dei processi a piccoli passi, per estendere col tempo l’adozione dello IoT in base ai budget e in base ai ritorni economici. Se questi tuttavia sono i più evidenti vantaggi dell’implementazione di Xpango presso gli utilizzatori finali delle macchine, altri benefici sono percepibili sul fronte dei fornitori. Integrando la tecnologia di Alleantia sulle loro macchine essi potranno proporre ai clienti servizi a valore aggiunto di monitoraggio delle macchine in tempo reale e di assistenza remota, tenendo conto della compatibilità del sistema con le applicazioni Cloud, per esempio.

Oltre la nuvola
In realtà, alla BiMu 2016 di Milano Alleantia ha dichiarata l’intenzione di voler «già guardare oltre» e per la precisione già al di là della nuvola. Perché lo IoT Scada Server vanta potenzialità di calcolo istantaneo che permettono di monitorare «i parametri di macchina con frequenze nell’ordine di centesimi di secondo». Ovvero a velocità «impossibili per soluzioni Cloud o per sistemi di controllo meno potenti». Un’arma in più per sovrintendere in diretta e con incrementata precisione a ogni eventuale guasto o malfunzionamento e «impostare servizi di assistenza molto più puntuali e mirati rispetto a quelli realizzabili con una normale Industrial Internet of things». Etichettata come plug & play, cioè semplice da installare e da avviare, Xpango promette di agevolare e intensificare il dialogo fra «l’anima operativa e quella informatica» delle aziende. «L’architettura del sistema», è quanto Alleantia ha reso noto in coincidenza con la Biennale delle macchine utensili, «e le informazioni delle macchine diventano molto facili da capire e da utilizzare da parte degli sviluppatori, senza richiedere esperti dei prodotti o dei macchinari. Tutto quel che serve è realizzare il cablaggio fisico tra i vari componenti del sistema da integrare oppure se possibile connetterli in Wi-Fi». Fra i traguardi che il vendor tricolore si è posto c’è come si è già avuto modo di accennare in precedenza quello di lasciare agli utilizzatori la massima libertà di selezione delle tecnologie da sfruttare in combinata con Xpango e Iss. Senza imporre alcuna scelta obbligata ma consentendo a ognuno «di scegliere la soluzione più adatta in termini di costi, training o facilità di utilizzo anche sul fronte dell’analisi dei dati», coopera con un ventaglio di partner. Fa parte cioè del Microsoft Partner Network Program e ha ottenuto per i suoi rilasci Iss la certificazione Microsoft Azure Certified for Internet of Things (IoT). Essa «dà la garanzia, ai clienti di ottenere soluzioni IoT rapidamente operative utilizzando hardware e software pre-testato e verificato per funzionare con i servizi Microsoft». Ancora, Alleantia è membro di Intel® IoT Solutions Alliance e i suoi prodotti «sono compatibili con le soluzioni Intel® Moon Island». Per finire, l’azienda appartiene allo Open Ecosystem del colosso tedesco Sap, già al centro della quarta rivoluzione industriale con piattaforme indirizzate a «una gestione più flessibile e reattiva di tutta la supply chain». Ovvero, secondo Alleantia, «nell’ottimizzazione dei processi produttivi, della gestione di magazzino e degli ordini».

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