Inchiesta – Progettazione 4.0: al cuore del cambiamento

Anche i beni immateriali e cioè nella fattispecie software e pacchetti applicativi sono oggetto degli incentivi agli acquisti innovativi previsti per il 2017 dal Piano Calenda sull’Industria 4.0 e basato sul meccanismo dei super e iper-ammortamenti. Tuttavia per chi intenda destinare i suoi budget all’area delle soluzioni la strada sarà leggermente più tortuosa. È fra gli altri il sito di informazione quotidiana sulla fiscalità e i bilanci ipsoa.it a fare chiarezza sul tema sgombrando il campo dagli equivoci. «In merito al nuovo super ammortamento del 40% per gli investimenti in beni strumentali immateriali istituito dalla legge di Bilancio 2017», vi si legge, «l’Agenzia delle entrate ha chiarito che l’agevolazione compete esclusivamente alle imprese che fruiscono dell’iper-ammortamento al 250%. Le Entrate precisano, inoltre, che nel caso in cui un bene Industria 4.0 viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, tutto il corrispettivo può beneficiare della maggiorazione del 150%, in quanto il software è integrato. Non bisogna perciò operare una distinzione», per Ipsoa, «tra la componente materiale e quella immateriale dell’acquisto». Ancor più precisamente, «il comma 10 dell’articolo 1 prevede che i soggetti che beneficiano dell’iper-ammortamento del 250% possano fruire di un’ulteriore maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni immateriali strumentali indicati nell’allegato B della legge di Bilancio: software, sistemi, piattaforme e applicazioni legate all’uso di beni materiali 4.0». Sebbene gli applicativi risultino quindi parzialmente penalizzati dal legislatore in questa sede, pure è positivo in primo luogo che essi vengano presi in considerazione e che in certa misura ne sia riconosciuta la loro importanza se non la loro centralità. Sempre più frequentemente integrati o integrabili con le risorse di pianificazione delle attività e coi gestionali, sono i programmi a dare il la al dialogo uomo-macchina o macchina-macchina. E rappresentano perciò il cuore di quella digitalizzazione che all’insegna dell’automazione e dell’Internet delle cose è il portato più importante della quarta rivoluzione industriale. Ne sono convinti chiaramente i fornitori; altrettanto persuasi gli utenti. A questi ultimi Stampi ha chiesto se e con quali obiettivi essi intendano procedere all’acquisto di pacchetti specifici. Ai primi, veri e propri protagonisti della presente inchiesta, ha invece posto tre interrogativi circostanziati.

DOMANDE
1. Quali caratteristiche deve possedere un pacchetto software di progettazione per gli stampisti e la manifattura, per potersi dire orientato alla logica dell’Industria 4.0?
2. Quali soluzioni proponete ai vostri clienti, e ai potenziali tali, intenzionati a trasformarsi in un’impresa 4.0-ready?
3. Quali riscontri state ottenendo e quali sono le vostre aspettative circa il mercato italiano ed estero degli stampi e del manifatturiero in genere?

Antonio Perini, amministratore delegato di Vero Project

Antonio Perini, amministratore delegato di Vero Project, distributore e sviluppatore di soluzioni software specifiche per la meccanica di precisione: stampi e produzione.

  1. Fare Azienda 4.0 significa avere processi produttivi efficienti, organizzati, standardizzati e dei quali si conoscono i vari passi. Per lo stampista, diventa ancora più strategico e determinante l’ufficio tecnico, che con il progetto caratterizza sia la standardizzazione della produzione sia la pianificazione dell’officina e non da ultimo la gestione delle commesse di produzione. Per questi motivi un software di progettazione deve essere in grado di dialogare direttamente non solo con i sistemi di analisi e Cam ma anche con gli applicativi di gestione della produzione, creando un circolo virtuoso di informazioni utilizzabili in tempo reale per intervenire in modo puntuale sulle criticità e generare efficienza.
  2. Con la soluzione di Vero Software Workplan proponiamo un prodotto unico sul mercato per l’integrazione tra ogni sistema Cad e la gestione della produzione. Se l’idea di Industria 4.0 coincide con la conoscenza e l’efficienza del sistema produttivo Workplan è oggi la risposta più efficiente e verticalizzata del settore. Analizzare il file Cad 3D nativo dei clienti senza impegnare le licenze dell’ufficio tecnico è un elemento che favorisce la velocità delle valutazioni e delle risposte. Redigere e gestire il preventivo-stampo in modo veloce e allineato allo storico aziendale è il modo migliore per evitare errori che costeranno cari al ricevimento dell’ordine e allo stesso tempo per essere in grado di rispondere alle richieste del mercato in tempi rapidi. Predisporre in automatico le commesse-stampo complete di ogni componente da realizzare, leggendo direttamente i file nativi dei principali Cad o la distinta-base, permette all’azienda di gestire ogni fase del processo in modo efficiente e razionale.
    Il GANTT si muove in automatico con la raccolta delle ore di lavorazione e questo fa sì che i ritardi possano essere prevenuti, superando le criticità in vista di un servizio puntuale al cliente. Gestire gli utensili e valorizzarne il costo nella commessa stampo dà modo di analizzare con attenzione una delle voci di spesa più onerose in sede di costruzione degli stampi. Infine, la visibilità costante sull’andamento economico della singola o di tutte le commesse è essenziale per compiere scelte strategiche, creare efficienza e aumentare i margini di redditività. Per finire, la lettura del part program direttamente dal controllo numerico implica la possibilità di ottenere dati di lavorazione veritieri sui processi e l’efficienza produttiva: un imperativo per il 4.0.
  1. La situazione che vediamo guardando ai nostri oltre 500 clienti è improntata a un percepibile ottimismo, come evidenziato anche dai più recenti dati di Ucisap. Il settore della plastica è ripartito, quello della lamiera sta crescendo in modo determinato e la pressocolata sta facendo registrare numeri di grande rilievo. Di contro, i tempi di consegna si sono accorciati e i prezzi ridotti, mentre il servizio richiesto allo stampista è sempre più impegnativo. I buyer sovente trasferiscono le inefficienze e i deficit di esperienza delle nuove figure agli uffici acquisti sullo stampista, che si trova suo malgrado obbligato ad aumentare l’impegno senza ritorni economici concreti. Eppure, le imprese attrezzate e orientate al 4.0 godranno a nostro avviso della chance di tornare a operare su orizzonti temporali accettabili. Il mercato tedesco è sempre più l’orizzonte geografico principe dei nostri clienti: creando efficienza, migliorando l’organizzazione e passando dalla centralità delle macchine utensili a quella del progetto e del servizio, il futuro può tuttavia farsi roseo anche in mercati diversi ed emergenti.
Luca Mozzoni, country manager di CgTech

Ingegner Luca Mozzoni, country manager di CGTech, specialista dei software di simulazione del controllo numerico, verifica, ottimizzazione, analisi delle lavorazioni su macchine utensili.

  1. Un pacchetto software di ultima generazione può dirsi orientato all’Industria 4.0 se permette la sua integrazione con gli applicativi e i macchinari interessati al processo produttivo. Per dirsi moderna un’azienda oggi non può prescindere dall’equipaggiarsi con i sistemi tecnologici più innovativi sul mercato, spesso per questo motivo più sofisticati e dedicati a specifiche tematiche. Se però i sistemi non comunicano tra loro per scambiare dati e informazioni, i tempi di lavoro si allungano ingiustificatamente e l’investimento risulta improduttivo o addirittura dannoso.
  2. CGTech sostiene da sempre un attivo programma di technology partnership tra i diversi sviluppatori di applicativi per il settore manifatturiero. VERICUT è il software di CGTech dedicato alla simulazione, verifica e ottimizzazione dei percorsi utensili Nc per qualsiasi macchina utensile Cnc. Si tratta di un’applicazione indipendente, ma che si interfaccia completamente con i sistemi Cad/Cam, così come con i sistemi di gestione utensili e presetting. Un investimento sicuramente redditizio sia per le caratteristiche di anticollisione, con strumenti di ottimizzazione dei percorsi utensili, di verifica e analisi del pezzo lavorato e della tecnologia di lavorazione; sia come parte integrativa agli altri strumenti software di cui l’azienda è dotata.
  3. Le aziende che conosciamo sono ben consapevoli della direzione da seguire e delle strategie che danno modo di ottenere risultati importanti. Ovviamente gli investimenti portano con sé un tasso di rischio elevato, quando inseriti in un’economia politica italiana ed estera ancora incerta e tale da rendere difficili le pianificazioni a lungo raggio. Le numerose collaborazioni in atto coi nostri clienti ci restituiscono riscontri molto positivi: sviluppare tecnologia significa essere al passo coi tempi: un aspetto fondamentale in un mercato complesso come quello manifatturiero. Le collaborazioni con chi come noi fornisce tecnologia digitale sta portando a grandi passi verso l’Industria 4.0 e – perché no? – anche oltre.
L’amministratore delegato di Open Mind Technologies Italia Srl Francesco Plizzari

Francesco Plizzari, amministratore delegato di Open Mind Technologies Italia Srl, distributore di soluzioni Cad/Cam innovative che generano programmi Nc di fresatura e tornitura per macchine utensili sulla base di modelli digitali.

  1. L’approccio Industry 4.0 richiede per sua natura una forte integrazione tra macchina e operatore. La raccolta dei dati provenienti dal campo e dalla macchina orienta l’organizzazione produttiva e la manutenzione. Inevitabilmente, queste scelte hanno impatto anche su chi lavora nel settore degli stampi. La flessibilità diventa così la parola d’ordine, richiesta anche all’attività di chi progetta e realizza stampi. hyperMILL di OPEN MIND da anni si contraddistingue per le sue funzionalità che consentono la massima flessibilità nella scelta delle strategie di lavorazione, di programmazione dei percorsi-utensili e di ottimizzazione dell’uso degli utensili stessi.
  2. Per quanto ci riguarda con l’ultima versione hyperMILL 2017.2 abbiamo reso disponibili nuove strategie Cam. Per esempio, hyperMILL MAXX Machining offre specifiche funzionalità per il settore degli stampi come la programmazione performante, sfruttando le ultime innovazioni legate gli utensili (trocoidale, botte, conici a barile) e la possibilità di standardizzare i processi per ottimizzare costi e tempi. Naturalmente hyperMILL 2017.2 aiuta anche ad affrontare la crescente complessità imposta agli stampi per realizzare prodotti sempre più complessi e rispondere alle richieste di uno sviluppo rivolto allo Internet of Things.
  3. hyperMILL 2017.2 è stato accolto con molto interesse dal mercato: stiamo presentando le tante novità del pacchetto sia alle fiere di settore sia con open house e seminari dedicati. Le aziende manifatturiere e gli stampisti in particolare hanno ben chiaro come la tecnologia rappresenti un alleato sicuro per mantenere la profittabilità, garantire standard di qualità all’altezza delle richieste e velocità di esecuzione. Gli incentivi governativi legati al Piano Calenda per l’Industria 4.0 sono certamente un importante stimolo per il rinnovamento tecnologico e lo sviluppo di prodotti intelligenti e connessi. Anche il settore degli stampi, a oggi fortemente guidato dallo sviluppo dello automotive, deve adeguarsi e trarre vantaggio dalla connessione fra uomo e macchina. Software Cad Cam come i prodotti OPEN MIND hyperMILL e hyperCAD sono un classico esempio di investimento inseribile tra le spese coperte dagli incentivi statali.
Paolo Tiraboschi, marketing manager di CIMsystem,

Paolo Tiraboschi, marketing manager di CIMsystem, sviluppatore e integratore di soluzioni Cad/Cam per la modellazione delle superfici e il calcolo, dedicate all’industria meccanica.

  1. La logica 4.0 impone l’adeguamento a standard che rispondono a loro volta a un’esigenza di informatizzazione delle attività in un’industria che diventa sempre più intelligente, efficiente e facilmente adattabile. Per realizzare tutto ciò, sono necessarie tecnologie altamente innovative e avanzate, tali da dar vita a un’industria in cui tutte le fasi del ciclo produttivo comunichino tra loro e collaborino a un’ottimizzazione generale della produzione. Fra queste comunicazione wireless, Internet of Things, digitalizzazione, big data, stampa 3D e cloud computing, robotica avanzata. Nel settore degli stampi e della manifattura i software già orientati all’Industria 4.0 sono quelli legati all’automazione e all’integrazione di tutti i passaggi della produzione all’interno di un’azienda, per garantire sempre la massima efficienza e flessibilità. Per ottenere risultati concreti e precisi a livello gestionale, è basilare la conoscenza di quel che avviene in qualsiasi momento, in ogni singola fase della produzione; e di tutto ciò che riguarda lo scambio dei dati tra un processo già effettuato e quello successivo.
  2. La caratteristica che distingue CIMsystem è da sempre quella di creare soluzioni su misura a seconda delle necessità ed esigenze della singola azienda o della singola area produttiva all’interno di un’impresa. I software Cad/Cam che proponiamo da oltre vent’anni al mercato sono costantemente aggiornati e rispondenti alle più moderne tecnologie. In un’ottica 4.0 offriamo soluzioni all’avanguardia in grado di interagire quanto più possibile con dati provenienti da altri software di gestione, progettazione e produzione, sotto forma di documentazione archiviabile e gestibile su diversi livelli attraverso un’analisi integrata. Nell’integrazione CIMsystem ha creduto sin dagli inizi nel 1999, quando si è deciso che il nome della società contenesse al suo interno l’acronimo CIM: Computer Integrated Manufacturing. Si voleva sottolineare così la capacità di fornire soluzioni in grado di integrare un processo Cad con quello Cam e con l’interconnessione alle macchine utensili, in modo da coprire il ciclo completo.
  3. Il settore degli stampi e del manifatturiero, in linea con l’andamento generale, pare godere di un periodo favorevole. In Italia più che all’estero, si è ancora in una fase di incertezza e di attesa di tempi migliori. In Europa invece la crescita sembra essere più stabile. Si alternano dunque fasi di ottimismo a fasi di immobilità, dove il mercato estero rimane di sicuro in maggiore salute rispetto a quello italiano. Negli ultimi anni, tuttavia, la situazione si è evoluta da tutti i punti di vista. In particolare, oggi i clienti cercano partner in grado di gestire un’offerta di prodotto integrata coi processi aziendali. CIMsystem ha sposato questa filosofia fin dagli inizi. La sua principale missione è fornire valore offrendo strumenti di qualità, innovativi e ad alto contenuto tecnologico, assicurando una formazione e un’assistenza altamente qualificate. A oggi CIMsystem riesce ad integrare soluzioni diverse all’interno del suo portfolio, coprendo settori quali meccanica, stampi, modellazione, fusione, sistemi di misurazione, lavorazione del marmo e del legno. E ancora: robotica, dentale, biomedicale, earing, edilizia, occhialeria, suolifici, bottonifici, oreficeria e bigiotteria, laser sintering e stereolitografia. La tendenza generale anche per il futuro, sembra essere quella a una crescita, sempre più robusta, specie per le aziende più strutturate.
Mario Pittatore, amministratore delegato di Tebis Italia,

Mario Pittatore, amministratore delegato di Tebis Italia, fornitore di tecnologie software e soluzioni di processo ad alta efficienza per la produzione di stampi e modelli, lavorazioni meccaniche e design industriale.

  1. Il primo elemento è la possibilità di essere supportati da librerie articolate e ampie in grado di replicare la realtà in ambienti digitali o virtuali. I software Cad-Cam devono perciò avere una struttura orizzontale in quanto il processo produttivo richiede la gestione di oggetti dei più svariati, dei sistemi di attrezzaggio, pezzi e macchine. Per questo debbono possedere una definizione vasta e articolata delle librerie, da richiamare in fase di esecuzione. Il secondo elemento è la capacità di replicare il processo non solo in relazione a un particolare aspetto ma nella sua totalità. Nel caso degli stampi alle soluzioni si chiede perciò di sovrintendere a foratrici, torni e torni-fresa, macchine per l’erosione e il taglio a filo, in base alla tipologia delle commesse. Infine, i software devono garantire una simulazione realistica dei processi. Non si tratta di vedere solamente quel che è stato programmato dal Cam: gli spostamenti delle macchine utensili coinvolgono una serie di istruzioni ausiliarie generate al livello dei controlli numerici o del Plc. Tebis può verificare tutte queste movimentazioni indipendentemente da come e dove esse siano state in origine create.
  2. In sede di certificazione delle macchine e dei post Tebis verifica che essi rispondano in maniera fedele alla realtà. L’input primario è dato dagli schemi 3D dei costruttori, ma sovente accade che le macchine vengano poi modificate in corso d’opera cosicché parti come le teste presentino anomalie rispetto a quanto previsto inizialmente dal Cam, il che può dare origine ad altrettante anomalie o a problematiche nei processi. Questo fa risaltare la necessità di una precisa metodologia. A tutto questo si aggiunge la necessità di un supporto gestionale puntuale in fase di pianificazione delle produzioni ed esso si svela tanto più efficace quanto più è in grado di gestire la totalità dei dati e non solamente una parte di essi. Con un controllo numerico è senza dubbio possibile gestire le connessioni verificando se una macchina sia o meno in funzione. Oppure integrare il dato di utilizzo della macchina utensile grazie al nostro simulatore con le informazioni fornite dal controllo numerico, che descrivono la tipologia di utensile utilizzato e le mansioni che sta svolgendo, a un livello quindi ben più ampio.
  3. I clienti oscillano fra la sensibilità al tema che non prescinde da ragioni di natura pratica e dettate dagli incentivi; e un certo timore, successivo agli entusiasmi iniziali per il varo del Piano Calenda. Talora la sensazione che tutto sia già stato compreso o sia facilmente comprensibile sfocia in una banalizzazione. Al contrario, Tebis crede nella necessità di creare una cultura adeguata dell’Industria 4.0 come elemento di intelligenza e interconnessione che è alla base di nuove unità produttive flessibili. Tutto questo è alla portata degli utilizzatori, è qualcosa di concreto e reale e in grado di assicurare un percepibile incremento dell’efficienza. L’intelligenza delle soluzioni consente di far funzionare al meglio gli impianti senza sprechi di tempo e danaro; e di analizzarne gli eventuali difetti in un’ottica di continuo miglioramento. Doveroso è poi sottolineare che quello della fabbrica digitale non è un ambiente asettico in cui il ruolo dell’uomo è marginale. Anzi, gli operatori smart e dotati di una visione a 360 gradi dei processi sono e resteranno figure centrali. Intendiamoci: i timori e le esitazioni sono tipici delle grandi evoluzioni industriali e non siamo stupiti di trovare presso il pubblico una mescolanza di curiosità, interesse, perplessità, scetticismo.
Franco Calloni, Southern Europe sales leader di Autodesk

Franco Calloni, Southern Europe sales leader di Autodesk

  1. I produttori devono poter realizzare e innovare più velocemente per continuare a essere competitivi in un mercato ridefinito dal the future of making things (cioè: il futuro del fare): è questo uno fra i più importanti cambiamenti che interessano il mercato manifatturiero e che sta avendo un impatto paragonabile a quello della rivoluzione industriale. Non si tratta soltanto di nuove tecnologie, ma di importanti mutamenti culturali, economici e di abitudini dei consumatori. I prodotti Autodesk sono progettati per permettere ai nostri clienti di apprendere, migliorare e padroneggiare tecniche avanzate di produzione che portano a una migliore progettazione e funzionalità dei prodotti e alla possibilità di commercializzarli in modo più rapido ed efficiente.
  2. Autodesk vanta una offerta software globale che parte dall’idea e, attraverso la progettazione, la simulazione, la prototipazione digitale, termina con la costruzione fisica del prodotto. Ritengo che l’innovazione tecnologica sia fondamentale per guidare la competitività delle aziende clienti. Il portfolio di soluzioni Autodesk è molto ampio e a partire dal Cad, Cam, l’ispezione, arriva sino alla simulazione e al Generative design. Parliamo di soluzioni Cam che consentono di produrre stampi di grandi dimensioni, automatizzare la lavorazione meccanica, integrare la progettazione con la produzione e molto altro ancora. Netfabb semplifica il flusso di lavoro della produzione additiva per la progettazione e la realizzazione di parti stampate in 3D di qualità ottimale per la produzione. PowerShape è un toolkit di modellazione per la produzione di stampi, matrici e parti complesse e Moldflow risulta il prodotto best in class nel mondo della simulazione. Per avere maggiori dettagli e informazioni sui prodotti per il settore manifatturiero è possibile accedere all’indirizzo: www.autodesk.it/make.
  3. Riteniamo di trovarci attualmente in una fase di andamento positivo del mercato, confortato anche dal fatto che abbiamo chiuso positivamente l’anno fiscale, un risultato ottenuto grazie alle potenzialità della nostra offerta che abbraccia tutte le esigenze del mondo manifatturiero. Le nostre soluzioni in questo momento sono molto apprezzate dai clienti e consideriamo che il settore sia decisamente vitale e in crescita, sia valutando l’ambito internazionale sia quello locale.
Da sinistra Paolo Panigara e Ciro Beretta.

«Una mentalità che va costruita nel tempo»
Intervista a Paolo Panigara, titolare insieme a Ciro Beretta di Cp Project, Montichiari (Bs).
La bresciana Cp Project è da 38 anni sul mercato degli stampi a iniezione plastica di piccola e media dimensione destinati a componenti e particolari di natura tecnica ed estetica di qualsiasi tipo. Fra i settori serviti in un’ottica di diversificazione del business si contano l’auto, il medicale, il bianco. Attiva sia sulla progettazione e sia sulla costruzione grazie a due sedi distinte nelle quali opera un totale di venti addetti, aggancia da terzista i panorami esteri in virtù della partnership con alcuni fornitori e marchi di caratura internazionale. Da realtà votata all’innovazione qual è, Cp Project ha già proceduto tempestivamente al restyling della dotazione software. «Il gestionale è stato acquistato oltre un anno fa, nell’estate del 2015; e in azienda», ha detto Panigara, «possiamo già contare su due isole robotizzate. Questo significa che il monitoraggio della produzione è già orientato al 4.0 per quel che riguarda il controllo delle ore, del funzionamento degli impianti anche sui turni non-presidiati, degli errori eventuali, infine per la supervisione sulla disponibilità e sulla tipologia di tutti gli utensili». Tenere traccia di tutti questi dettagli è compito demandato appunto alle soluzioni gestionali e il fatto che non si sia rimasti in attesa degli incentivi per provvedere al rinnovamento è esemplare: «Quella dell’Industria 4.0», ha proseguito Panigara, «è una mentalità da costruire nel tempo. Per questo pensiamo di avere già affrontato i suoi passaggi chiave e che il futuro prossimo potrebbe invece vederci impegnati solamente in una serie di acquisti a contorno». Determinanti sono considerati da Panigara e Beretta i software di progettazione, «perché fanno da collante dei dati relativi a un determinato pezzo o a una pluralità di lavorazioni. Quel che apprezziamo degli applicativi in uso nella nostra azienda (si tratta delle suite Visi, ndr.) è la loro capacità di integrare funzionalità Cad, Cam e di gestione. Se queste girano su una sola piattaforma, allora anche i Cad aderiscono al meglio alla logica 4.0. Le informazioni, anche quando viaggiano su più piattaforme, devono tenere traccia di varie prerogative – dagli ordini alla produzione – dialogando con l’Erp su preventivazione, ore-macchina, consegne».

Da sinistra, Mauro Maltauro e Diego Scala, responsabili della veronese Msm Stampi.

«Innovazione e ottimizzazione per crescere all’estero»
Intervista a Diego Scala, amministratore e responsabile commerciale di Msm Stampi, Caprino Veronese (Verona).
21 addetti e un fatturato di 2,4 milioni di euro circa la veronese Msm Stampi opera tramite due divisioni. L’una dedita alla costruzione di stampi, l’altra allo stampaggio. Quest’ultima nel 2017 è destinata a vedere la sua dotazione di presse passare da otto a 12 macchine, mentre altre tecnologie incluse quelle informatiche sono già state acquistate nei primi mesi dell’anno. È un segno dell’attenzione con cui l’azienda guarda all’innovazione che dovrebbe agevolare un presidio dei mercati esteri, Germania e Svizzera in primis, iniziato nel passato recente. E che è attesa a spingere il volume d’affari verso quota 4 milioni di euro entro la fine del 2018. «Stiamo dialogando coi fornitori di software (Vero Project, ndr)», ha detto l’amministratore e responsabile commerciale Diego Scala, «all’implementazione di funzionalità tali da servire meglio le esigenze di programmazione e gestione del reparto di stampaggio. Tuttavia Msm è da tempo pronta all’Industria 4.0 grazie pure all’integrazione fra sistemi Cad-Cam e gli Erp». D’altra parte, le piattaforme gestionali e i programmi di progettazione in uso presso la società – che serve settori a elevato valore aggiunto quali l’elettronica civile e industriale, il medicale e la meccatronica – sono già predisposti per la transizione al mondo del 4.0. E posto che «a nostro avviso le software house dovrebbero agevolare lo scambio di informazioni fra macchine e It e viceversa», i problemi in corso di superamento risiedono altrove. «Sulle macchine più datate», ha detto Scala, «non è ancora possibile effettuare una rilevazione dei dati in tempo reale e per il momento sono gli operatori a provvedere manualmente, con uno scarto di qualche ora che non ne inficia la precisione in materia di tempi di utilizzo, attrezzaggio, eventuale necessità di manutenzione, costi indiretti. Usando però gli stessi badge di timbratura gli operatori potranno presto associare le loro attività e commesse e conoscere lo stato di avanzamento delle lavorazioni al livello dei singoli pezzi».

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