Il futuro sarà “mini”

AITeM, Associazione Itfoto mmicroaliana di Tecnologia Meccanica, è un punto di riferimento culturale e professionale per aziende, per operatori di settore e istituzioni, sui sistemi di produzione manifatturiera e sui processi di trasformazione. Claudio Giardini, membro di AITeM e   docente di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo osserva: «AITeM costituisce un luogo di incontro nel quale gli operatori della ricerca e dell’innovazione, tra cui le aziende manifatturiere e le università,  si confrontano sulle problematiche più urgenti del settore, scambiano informazioni, promuovono e mettono a punto nuovi e innovativi progetti nell’ambito delle tecnologie di produzione.  In questo contesto si muove la nostra partecipazione a Parma nell’ambito dell’Unità dimostrativa dedicata alle microlavorazioni: le microlavorazioni sono e saranno, infatti, la sfida del futuro perché in molti settori industriali stiamo assistendo alla necessità di miniaturizzare prodotti e componenti». Ciò significa “miniaturizzare” 100 – 1000 volte anche le macchine e le attrezzature, e ripensare i relativi processi produttivi e i software di controllo e di simulazione: «Per realizzare a livello micro un componente, non basta cambiare l’unità di misura, ma è necessario rivedere completamente le tecnologie. Entrano in gioco molti nuovi fattori, tra i quali il diverso comportamento dei materiali lavorati, plastici, metallici, ecc. Vi è molta strada da fare e l’applicazione mostrata a MECSPE è un primo esempio di studio avanguardistico nel settore. La difficoltà nella realizzazione del microfiltro medicale protagonista dell’Unità dimostrativa non sta tanto nella sua dimensione ridottissima, quanto nel garantire in tali dimensioni determinate caratteristiche funzionali legate alla qualità della superficie, alla resistenza chimico-fisica, ecc.» Nel caso specifico, il manufatto è stato ideato per “interagire” con il fluido organico, per esempio il sangue, e filtrarlo in modo da trattenere determinate cellule e particelle in esso contenute. Giardini conclude con una considerazione di carattere generale: «Il nostro obiettivo è quello di far convergere l’interesse delle aziende della filiera sul tema delle microlavorazioni, ed è per questo che qui a Parma abbiamo anche organizzato miniconvegni didattici. Poiché si tratta di un settore nuovo, in cui l’Italia risulta in ritardo rispetto ad altri Paesi avanzati, cerchiamo di far nascere progetti finanziati da aziende che hanno voglia di inventare prodotti nuovi e intraprendere strade diverse, inesplorate». Del resto, oltre a quello biomedicale, i campi di applicazione e i settori di sbocco possono essere diversissimi: ottico, elettronico, biologico, ecc. Si tratta di settori di nicchia ma di avanzato contenuto tecnologico, con un notevole potenziale industriale.

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