Il design che illumina

Tecnologia e funzionalità nel moderno design di Mythos. L’accurato rendering in ambiente Alias fa del bozzetto virtuale, concepito inizialmente con il nome Supersharpy, un punto di riferimento per lo sviluppo successivo delle fasi di ingegnerizzazione.
Tecnologia e funzionalità nel moderno design di Mythos. L’accurato rendering in ambiente Alias fa del bozzetto virtuale, concepito inizialmente con il nome Supersharpy, un punto di riferimento per lo sviluppo successivo delle fasi di ingegnerizzazione.

Le regole del briefing
Tracciare la forma ideale di un prodotto tecnologico significa, per un designer, interpretare quei concetti che, indicati nelle linee guida del committente, stanno alla base non solo della funzionalità dell’oggetto ma anche dell’innovazione che ne ispira la progettazione.

Nel caso del proiettore Mythos, l’innovazione tecnologica consiste soprattutto nella specifica scelta di un nuovo tipo di lampada, che permette di associare un minore ingombro fisico ad un elevato livello di luminosità. L’associazione di questi due aspetti, entrambi perseguibili grazie all’impiego di una lampada ad alte prestazioni, suggerisce all’azienda Clay Paky, nel cui catalogo figurano appunto soluzioni illuminotecniche per la creazione di scenari luminosi, di avviare il progetto di questo nuovo tipo di proiettore, richiedendo al design esterno di evidenziare il carattere d’innovazione introdotto dalla tecnologia impiegata.

Caratterizzato da una testa mobile con una nuova lampada a scarica, Mythos genera un fascio di luce molto efficiente, in grado di coprire lunghe distanze senza rinunciare agli elevati livelli qualitativi consentiti da un’ottica che permette la messa a fuoco delle immagini proiettate anche alla distanza di decine di metri. Il proiettore Mythos, che appartiene ad una rinnovata gamma di soluzioni destinate allo specifico mercato dell’illuminazione professionale, architetturale e dell’intrattenimento, è strutturalmente caratterizzato da un sistema che garantisce il pieno controllo dell’area illuminata.

Rotazioni multi-asse e molteplice possibilità di fissaggio, anche a soffitto, definiscono l’elevato livello di flessibilità strutturale di Mythos, dove ogni dettaglio stilistico viene curato nel pieno rispetto delle funzionalità richieste.
Rotazioni multi-asse e molteplice possibilità di fissaggio, anche a soffitto, definiscono l’elevato livello di flessibilità strutturale di Mythos, dove ogni dettaglio stilistico viene curato nel pieno rispetto delle funzionalità richieste.

Oltre a poter piroettare sui due assi, orizzontale e verticale, attraverso una regolazione controllata, la lampada dispone di lenti speciali e di meccanismi di filtraggio della luce, in modo tale da poter variarne il colore e l’area illuminata. Grazie a una gestione computerizzata dell’area e delle caratteristiche di variabilità della luce emessa, Mythos si colloca nella gamma delle soluzioni di prestigio nell’ambito dello specifico mercato. Qualità dei componenti e dei materiali costituiscono requisiti fondamentali di questa lampada, al cui design viene affidato il compito di garantire un look accattivante, nel pieno rispetto dei vincoli imposti dalla sofisticata componentistica del sistema.

Allo Studio di design Disegnobello, cui viene affidato l’incarico di sviluppare il progetto stilistico, si richiede quindi il perseguimento degli obiettivi indicati dal briefing, considerando naturalmente le condizioni produttive.

Dal design al progetto
Come per altri prodotti Clay Paky, anche per Mythos è previsto un ciclo di sviluppo nel quale il design, affidato all’esterno dell’azienda, si dovrà articolare in una serie di fasi coordinate dall’ufficio tecnico aziendale, fino alla produzione dei componenti strutturali, che verranno assemblati insieme ai componenti funzionali nei reparti interni di Clay Paky.

Andrea Bello, titolare dello studio di design Disegnobello, cui viene affidato dall’azienda Clay Paky lo sviluppo del nuovo modello di proiettore Mythos.
Andrea Bello, titolare dello studio di design Disegnobello, cui viene affidato dall’azienda Clay Paky lo sviluppo del nuovo modello di proiettore Mythos.

“La fase di design”, spiega Andrea Bello, “inizia con l’acquisizione dei riferimenti strutturali dell’apparecchiatura e degli ingombri dimensionali dei vari componenti. Considerando le caratteristiche del mercato destinatario e le particolari condizioni d’uso, vengono delineate le geometrie dei bozzetti preliminari, nel rispetto dei vincoli posti dai componenti funzionali e dalle condizioni produttive, che prevedono operazioni di stampaggio plastico”. La struttura di Mythos si compone di una base contenente l’elettronica di controllo, del contenitore della lampada e di un supporto girevole che le consente di piroettare per poter illuminare in ogni direzione. Già nelle prime fasi di design si impone una logica collaborativa, sia con l’ufficio tecnico di Clay Paky sia con l’azienda delegata alla realizzazione degli stampi e allo stampaggio dei vari elementi strutturali. Per tenere conto in modo rigoroso dei vincoli posti dal briefing, i bozzetti estetici vengono realizzati in ambiente virtuale Alias, la cui impostazione tridimensionale consente non solo la precisione delle geometrie ma anche una rappresentazione realistica di quanto si sta elaborando. E’ d’altra parte nella prassi di Disegnobello lavorare da subito con una metodologia digitale tridimensionale, perché, come spiega Andrea Bello, “un modello tridimensionale consente di comprendere con immediatezza le caratteristiche dell’oggetto, avere una percezione sulla sua estetica e valutare quindi la corrispondenza con l’idea che ne ha ispirato lo sviluppo”. I vari modelli costituiscono inoltre un punto di riferimento per una valutazione congiunta, insieme ai responsabili del marketing e dell’ufficio tecnico di Clay Paky, con i quali Andrea Bello si confronta in modo collaborativo, per cogliere e approfondire quegli aspetti peculiari che possono condurre all’ottimizzazione del design complessivo.

Roberto Midali, responsabile R&D in Clay Paky.
Roberto Midali, responsabile R&D in Clay Paky.

Quella di Andrea Bello è una collaborazione stretta e continua, non solo con l’ufficio tecnico ma anche con il personale tecnico dell’azienda Plast Italia Engineering, fornitrice dei servizi di ingegnerizzazione e di quelli connessi alla progettazione e realizzazione dello stampo. Molta attenzione, nel design dell’involucro, viene posta alle problematiche di motorizzazione e di raffreddamento della lampada, oltre a quelle connesse al layout dell’elettronica. Altrettanta cura viene posta nei confronti delle problematiche di manutenzione dell’apparecchiatura che, date le specifiche condizioni d’impiego, comporteranno interventi periodici non limitati alla semplice sostituzione della lampada ma anche dei filtri destinati a generare una gamma eterogenea di effetti luminosi.

Modello tridimensionale della forcella relativa al proiettore, elaborato durante la fase di ingegnerizzazione svolta dall’ufficio tecnico di Plast Italia Engineering. Grazie al modello d’assieme è possibile verificare la corretta movimentazione del corpo illuminante attorno alla forcella, prima di passare al prototipo fisico.
Modello tridimensionale della forcella relativa al proiettore, elaborato durante la fase di ingegnerizzazione svolta dall’ufficio tecnico di Plast Italia Engineering. Grazie al modello d’assieme è possibile verificare la corretta movimentazione del corpo illuminante attorno alla forcella, prima di passare al prototipo fisico.

La definizione geometrica e stilistica di Mythos tiene inoltre conto della duplice possibilità di fissaggio a pavimento e a soffitto, essendo in ogni caso previsto un controllo remoto.

Dopo una prima valutazione su possibili soluzioni, il design si concentra su una specifica proposta estetica che, con i suggerimenti forniti dallo stampista e dall’ufficio tecnico dell’azienda, viene perfezionata nei vari dettagli. Fondamentale, in questa fase, è anche la scelta dei materiali e delle particolari lavorazioni di finitura che, coniugate con la forma geometrica, confluiranno in una soluzione esteticamente accattivante e coerente con le modalità produttive.

Dall’ingegneria allo stampo
La proposta definitiva del modello di stile, elaborato in ogni dettaglio formale dal team di Disegnobello in ambiente Alias 3D, è pronta per essere visualizzata con rendering virtuali che danno l’idea della struttura d’assieme dell’oggetto finale, oltre che del suo aspetto estetico, grazie a un’accurata simulazione di quella che sarà la trama di finitura superficiale.

Render degli stampi di Mythos con la satinatura a decoro geometrico e anti-riflesso.
Render degli stampi di Mythos con la satinatura a decoro geometrico e anti-riflesso.

Acquisito il modello virtuale, l’ufficio tecnico di Clay Paky si occupa della gestione della fase di ingegnerizzazione, che comporta un’accurata verifica di posizionamenti e fissaggi dei vari componenti funzionali. Nel pieno rispetto dei motivi stilistici definiti dal design, delle problematiche di assemblaggio e dei vincoli connessi alle operazioni di stampaggio, il modello Cad viene messo a punto dal personale di Plast Italia Engineering, per ottenere geometrie ottimizzate. “E’ l’ufficio tecnico di Clay Paky”, come spiega Roberto Midali, responsabile dell’area R&D Clay Paky, “a coordinare questa fase di ingegnerizzazione, nel cui ambito vengono anche intraprese le operazioni di prototipazione fisica con tecnica di stereolitografia oppure tramite master opportunamente preparati per la realizzazione di stampi in silicone, prima di passare alla realizzazione dello stampo”. I modelli virtuali, elaborati da Plast Italia Engineering in ambiente Cad tridimensionale, vengono impiegati per eseguire la prototipazione rapida dei vari componenti dell’involucro, in una sequenza operativa gestita direttamente dall’ufficio tecnico di Clay Paky.

I prototipi fisici così ottenuti vengono quindi assemblati in un assieme complessivo, che conferma la validità di ogni dettaglio sotto il profilo estetico, funzionale e costruttivo.

Grazie alla qualità ed alla completezza strutturale e funzionale dei prototipi, gli stessi possono essere immediatamente impiegati per le presentazioni marketing, in occasione delle fiere di settore.

Dettaglio del Render con la texture mappata da Jockoo Texture Factory e realizzata con incisione laser da ML Engraving.
Dettaglio del Render con la texture mappata da Jockoo Texture Factory e realizzata con incisione laser da ML Engraving.

Stampaggio e finitura
Dalla fase di ingegnerizzazione esce un modello tridimensionale definitivo, in base al quale l’ufficio tecnico di Plast Italia Engineering inizia a progettare lo stampo di produzione.

La stessa azienda provvede alla realizzazione degli stampi e al successivo stampaggio dei vari componenti strutturali. Per coniugare resistenza meccanica e qualità estetica viene scelto, come materiale per lo stampaggio, una particolare forma di policarbonato, ma fondamentale è l’opzione di finitura superficiale, per la cui realizzazione viene coinvolta l’azienda ML Engraving, specializzata nella realizzazione di finiture superficiali su stampi per materie plastiche. “Le tecnologie di fotoincisione laser da noi impiegate”, spiega Andrea Lodetti, Direttore Generale di ML Engraving, “consentono di riportare sulle superfici degli stampi texture in grado di conferire all’oggetto stampato un gradevole effetto tattile, come ad esempio quello della pelle e del tessuto. Una ricerca accurata ha condotto ML Engraving alla messa a punto di una soluzione specifica per Clay Paky, rispondendo all’esigenza di conferire innovative proprietà stilistiche alla superficie dell’oggetto, evitando al tempo stesso indesiderati fenomeni di riflessione”. Ciò è stato ottenuto attraverso un’accurata definizione del materiale e la messa a punto della tecnica di microincisione laser con le Micro Laser Grains, realizzabili per mezzo del D.R.E® – Design Rendering Engineering, sistema di produzione esclusivo di ML Engraving che consente la digitalizzazione dell’intero processo di lavoro, dalla creazione del render esecutivo all’incisione finale. Grazie all’opacità così conferita alla superficie dell’oggetto si prevengono fenomeni di riflessione e si ottiene un effetto estetico simile a quello della fibra di carbonio, esaltando così i benefici del design di stile.

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