Il miglior investimento…

aperturaMolto si sta discutendo su quella che potrebbe essere la prima Rivoluzione Industriale del terzo millennio, una rivoluzione che sembra stia dando un forte scossone al mondo della produzione. Il “sembra” è di rigore dato che potrebbe apparire come un semplice utilizzo di strumenti innovativi invece è un vero sconvolgimento, con una ridefinizione totale di strumenti e processi per reinterpretare il nuovo mondo industriale. Questo sarebbe il mondo di Industria 4.0, fondato sulla sinergia fra ciò che è virtuale e ciò che è reale.

Dunque deve cambiare il sistema “produzione” e devono cambiare le logiche aziendali, partendo dal presupposto che ogni nuovo investimento, per essere efficace, produttivo, richiede una modifica di tutto quello che è al contorno e non un semplice inserimento in un chain esistente. Questo sottile ma fondamentale distinguo è stato anticipato da ELMANN, azienda di Casale sul Sile, che, dai primi anni ’80, progetta e produce stampi. Le linee guida aziendali sono dettate da Mission (Creare spirito imprenditoriale applicato a tutti i livelli tramite il processo di miglioramento continuo e controllo di gestione in tempo reale), Vision (Competere attraverso la tecnologia), Strategies (Adottare il metodo del plastico virtuale su ogni progetto per valutare i processi e gli attraversamenti ragionando dal di fuori della scatola).

foto 1“La nostra forza – spiega Stefano Steiner, Project Manager per la divisione R&D – consiste nel riuscire, grazie alla nostra architettura informatica, a rendere disponibili le informazioni legate al ciclo di vita dello stampo a tutte le divisioni aziendali dalla progettazione fino al collaudo dello stampo sfruttando tutte le possibilità offerte dai nuovi motori grafici 3D; in questo modo, i nostri collaboratori vengono informati e coinvolti nel processo produttivo, che li vede attori protagonisti e non semplici esecutori.”

2 ELMANN_ISOLA_DI_LAVOROIndustrializzare un processo produttivo
Nell’era di Industria 4.0 è fondamentale il concetto di industrializzazione del processo produttivo, che si fonda sulla differenza fra automazione e automatizzazione. “L’automazione si riferisce ad una singola operazione mentre l’automatizzazione riguarda l’intero processo, ed è quest’ultima che a noi interessa – sottolineano da ELMANN – Ma va comunque ricordato che il vero salto qualitativo lo si fa sempre con un ragionamento a monte: un’automazione che non veda risolti eventuali problemi durante la simulazione virtualizzata dei processi, è un’automazione destinata a non ottenere il massimo dell’efficienza all’interno del processo produttivo.”

Nel caso dello stampo, analizzando i costi, la quota più importante riguarda le lavorazioni della macchina utensile, quindi riuscire a intervenire su questa voce significa agire su una “fetta” significativa dei costi, cioè sulla parte più critica. Agire sul “machining” per contenere i costi non vuole necessariamente dire un’azione diretta sulla lavorazione, ma significa anche mettere la macchina utensile in condizione di ottimizzarne le performance con studi e simulazioni preventivi che permettano di lanciare la produzione senza fasi di prototipazione.

Reparto di produzione
Reparto di produzione

“Ci siamo posti la domanda su quale potesse essere il futuro della produzione nell’era di Industry 4.0 – prosegue Stefano Steiner – e, di conseguenza, come ELMANN dovesse affrontare con coraggio e determinazione il cambiamento. Un cambiamento, tra l’altro, non di facciata, ma radicale, che tocca tutte le logiche aziendali. Prima fra tutte la logica degli acquisti: il miglior investimento non lo fai sul prezzo ma sul processo! Guardare al processo significa avere una visione che necessariamente deve essere d’insieme, con scelte ragionate che non si limitano a considerare il contingente ma riescono a guardare oltre. In realtà, il nostro non è un cammino intrapreso il giorno in cui si è iniziato a sentir parlare di Industry 4.0, ma nasce nei primi anni 2000, con la volontà di industrializzare un processo produttivo non di serie come quello dello stampo.”

In virtuale….
Il prodotto finale è lo stampo. Il dato iniziale è il progetto. Il legame è rappresentato dalla progettazione 3D che permette simulazioni, studi di fattibilità, definizione virtuale dei percorsi di lavorazione, ecc. Nella dimensione virtuale è quindi possibile determinare completamente il processo produttivo che poi verrà eseguito su centro di lavoro, tagliando eventuali passaggi doppi. “Le possibilità offerte dalla simulazione virtuale ci permettono di lanciare la produzione con la certezza che ogni criticità sia stata affrontata e risolta durante il processo di design. Nel caso dei nostri stampi, fin da subito è stato chiaro che non saremmo riusciti a procedere con il processo di automatizzazione se non avessimo risolto la questione “fissaggio dei pezzi” – spiega ELMANN – Nel caso di prodotti di serie, una maschera risolve il problema e il costo viene ammortizzato nei numeri; il nostro stampo è singolo e lo staffaggio deve essere ristudiato ogni volta. E deve essere già previsto in fase di progetto in modo da poter “virtualizzare” tutto il processo.”

arrivando al reale
La voce “costo” legata alla lavorazione macchina è la più consistente (38÷45%), quella che, possibilmente, deve essere ridotta. Grazie allo studio e allo sviluppo di un sistema di presa pezzo standard, che potesse già essere previsto in ufficio tecnico, ELMANN è riuscita ad abbattere il costo legato alla voce machining, riducendo le ore globali di processo. Si tratta di un sistema modulare, coerente con la normativa vigente e standardizzato, che permette di fissare il pezzo grazie alla combinazione dei vari elementi: il problema si riduce allo studio della modularità, studio che può tranquillamente essere eseguito in maniera virtuale e poi velocemente trasposto sul centro di lavoro.

“Risolvere il problema del fissaggio in maniera semplice e modulare ci ha consentito un aumento significativo delle ore mandrino – spiega Stefano Steiner – Siamo passati dal fissaggio del pezzo sulla tavola con bracket studiato dall’operatore a bordo macchina, a un sistema standardizzato previsto e definito in fase progettuale dello stampo: abbiamo radicalmente cambiato il metodo perché abbiamo cambiato modo di pensare, coerentemente con i principi di Industria 4.0.”

Il fissaggio modulare, in grado di migliorare l’efficienza produttiva con conseguente ottimizzazione dei processi, è oggi il prodotto che FCS System, nata dallo spin off dell’R&D di ELMANN, propone sul mercato, riscuotendo notevole interesse anche in settori ad alto contenuto tecnologico come l’aerospace.

Il passaggio che ha fatto la differenza: dai bracket di fissaggio al sistema modulare
Il passaggio che ha fatto la differenza: dai bracket di fissaggio al sistema modulare

L’isola di lavoro: non più macchina automatizzata ma sistema di uomini e mezzi automatici
La macchina utensile non è un bene superato ma si potrebbe dire che è un concetto superato da quello di Sistema, che parte da un progetto condiviso dalle varie realtà aziendali: partendo dagli acquisti, ma anche dalle vendite o dal post-vendita, qualsiasi richiesta del cliente può essere automaticamente condivisa, analizzata, simulata e discussa all’interno del progetto. In questo modo il ruolo dell’uomo diventa quello di gestore della propria parte di produzione, cosciente del risultato finale, e quindi, di fatto imprenditore del proprio lavoro, attivamente coinvolto nel risultato e dell’importanza che la propria mansione ha sul risultato finale.

Secondo la visione di ELMANN, ogni isola di lavoro è come una startup dedicata a un dato progetto (processo), con un suo info point cui accedere per consultazioni in tempo reale, un team work ed un supervisore. Ma soprattutto con una visone di gruppo e non limitata al proprio spazio.

Come una start-up
Il concetto di startup è semplice: si parte da zero e si costruisce, realizzando un modello ripetibile e scalabile. Secondo il concetto di startup implementato nell’azienda trevigiana, il processo produttivo ha una corrispondenza in un progetto virtuale, ricordando che il progetto virtuale odierno sarà certamente diverso da quello di domani, data la continua evoluzione dell’Information Tecnology, da un lato e di elettronica e meccatronica dall’altro.

“In ELMANN ogni progetto nasce e viene gestito come una startup, con team di lavoro composti da persone con skill differenti in quanto partecipano al progetto con ruoli differenti. La possibilità di accedere alle informazioni è strategica, ed è per questo che ogni startup ha un proprio info point. In questo modo ogni componente del team può controllare l’avanzamento lavoro e prendere eventuali decisioni in maniera consapevole. Quello che si sta facendo non è più solo “un lavoro” ma un progetto cui si sta contribuendo. In questo modo ogni collaboratore diventa realmente una risorsa. – prosegue la direzione di ELMANN.

Questa filosofia non si chiude all’interno dell’azienda, ma si espande ai fornitori che in realtà diventano partner di un progetto avanzato. Le esperienze, reciprocamente condivise e integrate, riescono a portare tali benefici al progetto finale, da permettere a entrambi di centrare l’obbiettivo: porre sul mercato prodotti di eccellenza, che garantiscono vantaggi importanti al cliente finale. Il prezzo diventa così solo uno dei secondari criteri di valutazione.

Chi è Elmann
Nata nel 1981, ELMANN srlu, con sede a Casale sul Sile (TV), progetta e produce stampi ad iniezione in acciaio per il settore automotive lighting. Fin dalla fondazione, l’azienda veneta persegue l’obiettivo di una costante industrializzazione del processo produttivo nella costruzione stampi, in particolare oggi attraverso lo studio e l’applicazione di nuove tecnologie, in linea con i principi dell’Industry 4.0. Dallo Spin-off della divisione R&D di ELMANN, nel 2003 è stata fondata FCS System srlu che, attraverso lo studio e la commercializzazione di sistemi integrati per il miglioramento dell’efficienza produttiva, sta diventando un punto di riferimento nel mercato internazionale.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here