I dispositivi medici impiantabili adesso si ricaricano grazie al corpo umano

Un nuovo sistema di raccolta energetica biocompatibile che opera che utilizza particelle cariche, o ioni, dai fluidi del corpo umano: questa l’ultima frontiera della UCLA e della University of Connecticut che hanno realizzato un dispositivo compatibile per il corpo umano e in grado di prolungare la durata dei pacemaker cardiaci e altri dispositivi medici impiantabili, al momento alimentati da batterie tradizionali.

Il supercapacitor inventato dai ricercatori si ricarica utilizzando gli elettroliti presenti nei fluidi biologici e funzionerebbe con un altro dispositivo chiamato energy harvester che converte i movimenti e il calore del corpo umano in elettricità, stoccata poi dal supercapacitor. Il supercapacitor ha uno spessore di solo 1 micron – molto più piccolo dello spessore di un capello – e proprio per questo potrebbe migliorare l’efficienza energetica dei dispositivi impiantabili. Inoltre, consente di garantire le proprie prestazioni per un periodo di tempo più lungo, curvarsi e torcersi all’interno del corpo umano, senza danni meccanici, e immagazzinare più energia rispetto alle batterie al litio. Inoltre, rispetto alle batterie che
utilizzano reazioni chimiche, che coinvolgono sostanze chimiche tossiche e elettroliti per immagazzinare energia, questa nuova classe di biosupercapacitor accumula energia utilizzando gli ioni o le molecole cariche presenti nel sangue. La nuova piattaforma potrebbe essere utilizzata anche per sviluppare dispositivi impiantabili di nuova generazione per velocizzare la crescita ossea, favorire la convalescenza o stimolare il cervello.
https://phys.org/news/2017-05-battery-free-implantable-medical-device-energy.html

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