Elettroerosione: il “boom” dell’automazione

1393422765260In questa fase di ripresa dell’economia in Italia, come dimostrano le stime sul PIL che indicano un +1% nel 2015 e +1,6% nel 2016, ci siamo chiesti in che modo sta evolvendo il settore dell’elettroerosione a tuffo e a filo dal punto di vista sia economico, sia tecnologico. Per avere un quadro chiaro della situazione abbiamo coinvolto sette importanti aziende del settore: Astel, Fanuc Italia, GF Machining Solutions, Makino, ONA Elettroerosione, Overmach, RF Celada, chiedendo ai loro rappresentanti di individuare i principali trend tecnologici del momento nel settore dell’elettroerosione.

Per Gilberto Fiscato amministratore di Astel S.r.l. il tema “scottante” del momento è quello dell’automazione: «Rispetto al passato oggi il mercato, anche quello italiano, ha una sensibilità diversa sull’argomento. Le imprese manifatturiere, anche quelle di costruzione stampi, hanno capito che se l’automazione non è “rigida”, cioè destinata alla produzione di lotti di grandi dimensioni, ma è “flessibile”, cioè studiata per realizzare pezzi sempre diversi, può costituire un vantaggio reale. Ultimamente abbiamo installato molti impianti di questo tipo e i clienti risultano molto soddisfatti in quanto toccano con mano l’aumento di velocità e produttività, l’abbassamento dei costi legati alla manodopera e l’incremento di ordinativi».

Secondo Gualtiero Seva, Sales Manager RM di Fanuc Italia S.r.l., l’elettroerosione oggi è destinata principalmente ai settori dell’altissima precisione, mentre a livello di soluzioni sono sempre più numerose le richieste in termini di “connessione” e “automazione”: «Le imprese vogliono collegare le macchine in rete, affinché la produzione sia monitorata e controllata da remoto; inoltre, molti utilizzatori iniziano a interessarsi ai sistemi d’automazione relativi alle macchine d’elettroerosione, per esempio mediante la una gestione del carico e scarico dei pezzi, il che consente produzioni senza presidio umano. Si tratta di una novità decisamente interessante».

Antonio Faccio, Managing Director di GF Machining Solutions, filiale italiana del gruppo elvetico: «Secondo il nostro punto di vista la tendenza principale è quella dell’incremento di produttività. Il mercato pretende cioè macchine capaci di realizzare pezzi con la precisione, la finitura e le tolleranze richieste ma in tempi più bassi rispetto al passato. L’altra tendenza importante è quella dell’automazione nonostante, soprattutto nel mondo degli stampi, le dimensioni dei lotti si siano ridotte. Sempre più clienti pretendono che le macchine siano predisposte all’inserimento in linee o in celle robotizzate non solo dal punto di vista hardware, ma anche da quello software. Riteniamo inoltre che sia importante che il cliente abbia un unico interlocutore quale fornitore di macchine, di robot, celle, software, attrezzature di fissaggio, ecc. È ciò che noi riusciamo a fare grazie alla controllata System3R, azienda del gruppo che fornisce soluzioni per l’automazione».

Secondo Giancarlo Ingenito, General Manager di Makino Italia S.r.l., il trend principale che è in atto da alcuni anni riguarda la richiesta di finiture superficiali sempre più spinte «unitamente all’esigenza di ridurre al minimo gli interventi manuali di aggiustaggio e di lucidatura. È chiara inoltre l’esigenza di integrare in isole automatizzate le lavorazioni di fresatura, di elettroerosione e la lavorazione di elettrodi. Makino è da vari anni pioniere nella fornitura sia di centri di lavoro di fresatura sia di macchine d’elettroerosione, per la progettazione delle quali ha dei capisaldi fondamentali nella struttura di basamenti e colonne, nel controllo termico e nella gestione avanzata dei servomotori».

Per Mario Minichetti, direttore generale di ONA Elettroerosione S.r.l. «gli utilizzatori oggi pretendono soprattutto che le macchine abbiano un rapporto qualità/prezzo ottimale, che siano semplici da utilizzare, per poter essere programmate anche da un operatore poco esperto, e che garantiscano il risultato finale. Da un punto di vista tecnologico ciò significa offrire al mercato soluzioni che ne semplifichino il funzionamento, che garantiscano il controllo sulla scarica elettrica per eseguire le operazioni sia di sgrossatura, sia di finitura, nonché le autoregolazioni dei parametri. In genere, nelle macchine di oggi l’operatore può limitarsi a inserire pochi parametri di lavoro, per esempio la rugosità finale, la misura dell’elettrodo, il percorso del filo, ecc., dopodiché la macchina esegue il taglio in completa sicurezza e autonomia. L’altra tendenza da mettere in evidenza è quella dell’automazione. Infatti, le moderne macchine per elettroerosione, per esempio a tuffo, possono lavorare senza presidio da parte dell’operatore per una settimana di seguito utilizzando 40 elettrodi diversi: ciò è possibile grazie allo sviluppo di controlli numerici potenti e integrati alla macchina, che permettono la programmazione di processi automatici».

Marco Scotti, responsabile del prodotto elettroerosioni di Overmach S.p.A., spiega: «Riteniamo che l’elettroerosione sia la soluzione ideale non solo per la realizzazione degli stampi, ma anche per la produzione di pezzi in piccole e medie serie, soprattutto in materiali duri, come Widia e CBN. L’affidabilità, e non più la velocità, è certamente il requisito più richiesto dagli utilizzatori; credo cioè che garantire al 100% l’esecuzione di un pezzo, anche “difficile”, cioè in materiali ostici e con forme complesse, nervature, fori profondi, ecc., sia la mossa vincente oggi per essere competitivi. Un altro elemento importante è quello dell’automazione, cioè dell’inserimento delle macchine all’interno di isole robotizzate con altre tecnologie, per esempio quella della saldobrasatura sulla cui combinazione con l’elettroerosione stiamo molto puntando».

Roberto Pesenti, Product Sales Specialistdi R.F. Celada S.p.A., osserva che i progressi tecnologici vanno avanti a piccoli passi, cercando di adeguarsi ogni volta alle mutevoli esigenze del mercato: «Le grandi rivoluzioni sono difficili, in quanto la tecnologia d’elettroerosione è consolidata e non può che andare avanti a piccole migliorie. Si possono in ogni caso individuare alcune tendenze significative, per esempio quella di abbassare i costi di esercizio, di snellire e semplificare la gestione e la programmazione, al fine di consentire di lavorare anche agli operatori non particolarmente esperti».

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