Direttiva Macchine: si accende il confronto

apertura oto tavola rotondaIl convegno svoltosi lo scorso mese di marzo a Parma, durante la fiera MECSPE, ha rappresentato un momento di discussione molto importante, tenuto alla presenza di numerosi tecnici di settore, stampisti, addetti di azienda e consulenti, e nel corso del quale si è dibattuto sul problema, ormai all’ordine del giorno, se considerare o meno gli stampi all’interno della Direttiva Macchine.

Claudio Giardini, docente di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione dell’Università degli Studi di Bergamo.
Claudio Giardini, docente di Tecnologie e
Sistemi di Lavorazione dell’Università degli Studi di Bergamo.

Un incontro molto partecipato
Il meeting è stato organizzato dalla rivista Stampi – progettazione e costruzione in collaborazione con Ucisap (Unione Costruttori Italiani Stampi e Attrezzature di precisione) ed è stato moderato dal prof. Claudio Giardini, docente di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione dell’Università degli Studi di Bergamo.

Ugo Gecchelin, Consulente Sicurezza & Direttiva Macchine.
Ugo Gecchelin, Consulente Sicurezza & Direttiva Macchine.

Il primo intervento, dell’ing. Ugo Gecchelin, Consulente Sicurezza & Direttiva Macchine, ha inquadrato il tema generale della Direttiva Macchine e dei possibili “punti di contatto” con gli stampi. Sono seguite le relazioni “aziendali”, in cui tecnici e titolari di importanti aziende del settore hanno esposto le proprie opinioni e considerazioni al riguardo. In particolare, secondo l’ing. Riccardo Passuello, Sales Manager di Uniform S.r.l. (Marostica,VI), la Direttiva “sembra” includere sottosistemi complessi (“quasi macchine”) in un quadro normativo prossimo e paragonabile a quello delle macchine stesse, nell’ottica della maggiore sicurezza e qualità. L’ing. Passuello ha dunque suggerito di definire uno “standard”, cioè di incrociare la natura degli stampi coi requisiti della norma, al fine di rendere meno onerosa l’applicazione delle regole.

Riccardo Passuello, Sales Manager di Uniform S.r.l. (Marostica,VI).
Riccardo Passuello, Sales Manager di Uniform S.r.l. (Marostica,VI).

L’intervento dell’ing. Eddy Corrent, Moulds Department & Prototipying Manager della Lino Manfrotto + Co. S.p.A. (Feltre, BL), ha illustrato l’esempio della propria azienda che ha “anticipato” qualsiasi interpretazione della Direttiva decidendo, dopo studi opportuni, di considerare gli stampi come “quasi macchine”, rientranti quindi nel campo di applicazione della Direttiva Macchine, se dotati di movimenti propri comandati all’interno (stampi equipaggiati con cilindri idraulici/pneumatici) o in grado di accumulare energia (mediante molle). La Manfrotto ha dunque deciso di redigere un capitolato/manuale tecnico che riassume i requisiti minimi per la progettazione e per la costruzione di tutti gli stampi di sua proprietà. Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Guido Giasini della Giasini S.p.A. (Grassobbio BG), il quale ha illustrato la complessità di alcuni stampi e ha spiegato che ormai è un’attività corrente quella di dotare lo stampo di un manuale di istruzione per il montaggio, le manutenzioni ordinarie e l’utilizzo.

Eddy Corrent, Moulds Department & Prototipying Manager della Lino Manfrotto + Co. S.p.A. (Feltre, BL).
Eddy Corrent, Moulds Department & Prototipying Manager della Lino Manfrotto + Co. S.p.A. (Feltre, BL).

In tutti gli interventi “aziendali” è emerso che se gli stampi fossero considerati all’interno della Direttiva Macchine, i relativi obblighi costituirebbero da una parte un costo produttivo supplementare per le aziende, ma dall’altra aiuterebbero ad accrescere la sicurezza e a responsabilizzare i costruttori “elevando” ulteriormente per qualità e sicurezza il prodotto europeo rispetto a quello extraeuropeo.

È successivamente intervento Alessandro Scalici, Sales Manager della Pantostamp di B. Scalici (Opera, MI), che ha riportato ai presenti la posizione di Ucisap, decisamente di chiusura rispetto alla Direttiva; ha cioè espresso l’opinione di considerare lo stampo al di fuori della Direttiva Macchine, essendo un’attrezzatura che non può in alcun modo modificare la funzione o destinazione della macchina, nella fattispecie una pressa, sulla quale è montato. La linea di Ucisap è del resto quella di Istma Europe, che rappresenta varie associazioni di categoria europee. Scalici ha concluso riferendo che sarebbe comunque utile corredare tutti gli stampi prodotti con un manuale d’utilizzo e manutenzione per la corretta messa in funzione e il corretto disassemblaggio per pulizia e manutenzione.

Guido Giasini della Giasini S.p.A. (Grassobbio BG).
Guido Giasini della Giasini S.p.A. (Grassobbio BG).

Ha chiuso il seminario l’intervento dell’ing. Vittorio Pesce, CTU in ambito tecnico industriale del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, il quale ha proposto un esempio di quello che potrebbe succedere nel caso in cui l’impegno della comunità scientifica andasse troppo per le lunghe: ha cioè spiegato che un Giudice, all’interno di un contenzioso civile, potrebbe “anticipare” le decisioni degli enti normativi attraverso una sentenza (redatta grazie alla collaborazione di un proprio consulente tecnico) la quale poi diverrebbe un precedente importante da tenere in considerazione. Ha invitato, il CTU, dunque a “fare presto”, al fine di non mortificare tutti gli sforzi che si stanno compiendo in tale direzione.

Alessandro Scalici, Sales Manager della Pantostamp di B. Scalici (Opera, MI).
Alessandro Scalici, Sales Manager della Pantostamp di B. Scalici (Opera, MI).

E adesso?
Al termine delle presentazioni è nato un dibattito molto acceso, ed è emerso che le opinioni in campo sono ancora molto distanti e le possibili interpretazioni, certamente tutte lecite, decisamente differenti tra loro.

Alcuni dei presenti sono intervenuti asserendo che lo stampo deve essere considerato un elemento meccanico “inerte”, cioè un vero e proprio utensile estraneo alla macchina; altri hanno invece asserito che gli stampi devono essere ritenuti all’interno della Direttiva, in quanto “quasi-macchine” o per lo meno “attrezzature intercambiabili”, e come tali debbano rispondere ai relativi obblighi: l’accompagnamento di un manuale tecnico, la marcatura CE, ecc. Altri ancora hanno invece sostenuto tesi “intermedie”, cioè da valutare a seconda del caso e dello stampo in esame. A prescindere dalle posizioni assunte, è chiaro che è arrivato il momento di imprimere una svolta alla questione; la strada più percorribile è forse quella di richiedere un parere autorevole d’ordine superiore: magari l’Ucisap e le altre associazioni potrebbero rivolgersi ad enti specializzati internazionali per pervenire a una lettura comune del problema.

Vittorio Pesce, CTU del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano.
Vittorio Pesce, CTU del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano.

Oppure, ci si potrebbe rivolgere al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del Lavoro al fine del successivo avvio dell’iter presso il Comitato Europeo di Normazione, l’ente che ha lo scopo di armonizzare e produrre norme tecniche (EN) in Europa in collaborazione con enti normativi nazionali e sovranazionali.

In ogni caso, è chiaro che non è più possibile aspettare: come suggerito dal CTU del Tribunale di Milano che ha partecipato al convegno, occorre “fare presto!”. Il mondo degli stampi è a un bivio e serve una guida autorevole e l’appoggio di tutti i tecnici del settore al fine di individuare la direzione e la decisione più corretta. Una direzione che, qualunque essa sia, potrebbe condizionare non poco il mercato e il mondo degli stampi, in particolare in Europa, nei prossimi anni.

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