Dave Tilstone: un americano alla guida di Istma World

Lo statunitense Dave Tilstone èdave il nuovo presidente di Istma World, International Special Tooling and Machining Association (www.istsma.org), l’associazione che raccoglie le maggiori realtà associative degli stampisti di tutto il mondo. Alla conferenza internazionale a Città del Capo, in Sudafrica, dal 12 al 16 marzo scorso, è stato eletto all’unanimità per il triennio 2014-2016. Prende il testimone dall’italiano Fausto Romagnani, titolare dell’omonima Romagnani stampi srl, che ha guidato l’associazione dal 2011 a fine 2013, e come reggente sino alla convention nella capitale legislativa sudafricana. Lo abbiamo ntervistato subito dopo la sua elezione. Per conoscere quale direzione vuole imprimere all’associazione, in merito alla lunga crisi economica in corso, quali sono i settori di produzione e mercato ai quali l’industria degli stampisti dovrebbe puntare per reggere la concorrenza dei Paesi emergenti e quali consigli può dare agli imprenditori italiani.

Presidente Tilstone, poco più di un mese fa Lei ha ricevuto il testimone dal nostro esponente italiano, Fausto Romagnani, per guidare Istma World per i prossimi tre anni. Che impulso intende dare all’attività dell’associazione?

 

La nostra agenda, per il primo anno, prevede di mettere a punto tutti insieme un piano strategico-economico da utilizzare come road map per il nostro futuro industriale. Negli anni gli aderenti a Istma sono in parte cambiati ma soprattutto sono cresciuti, e per questo serve decidere anzitutto quali servizi vogliamo sviluppare per i nostri soci. L’obiettivo è quello di renderli più forti e più competitivi, riuscendo nel contempo ad attrarre sempre nuovi partecipanti per allargare e arricchire il dialogo interno. Inizieremo con un processo di pianificazione strategica riunendo i nostri rappresentanti al prossimo Imts, International manufacturing technology show (www.imts.com), in programma dall’8 al 13 settembre a Chicago*.

 

Dal suo osservatorio internazionale, quale ritiene debbano essere le strategie delle imprese di stampi?

 

Le nostre aziende hanno bisogno di maggiore tecnologia per rimanere competitive su un mercato mondiale sempre più aggressivo: per questo serve indirizzare risorse a questa specifica area aziendale. Ma per farlo abbiamo anche bisogno di un maggiori numero di interlocutori che, mediante seminari sulle nuove e più sofisticate tecnologie sviluppate nel nostro settore, educhino i nostri soci ad accrescere la qualità e l’efficienza delle loro macchine e dei loro stampaggi. Solo offrendo ai nostri partener commerciali prodotti frutto della miglior tecnologia messa a punto dagli scienziati riusciremo a tenere testa ai concorrenti dei Paesi emergenti, come la Cina e la Korea, riducendo i costi e migliorando la qualità e la quantità della produzione.

 

In quali ambiti della vita aziendale serve secondo lei investire di più?

 

Anzitutto nell’istruzione: il 78% dei nostri soci americani di Ntma (National tooling and machining association, la divisione americana di Istma, ndr), prevede un significativo budget per formare manodopera qualificata. Attrarre e formare i giovani in America è considerato un obiettivo prioritario. Per questo dentro in Ntma abbiamo deciso di spendere più denaro per ampliare i programmi on-line di apprendistato. Ora intendiamo stanziarne altro per migliorare l’immagine dell’attività manifatturiera fra giovani e no: molti genitori, ma anche numerosi loro figli, credono ancora che lavorare nella stampistica sia un mestiere sporco e pericoloso. Noi intendiamo correggere questi vecchi stereotipi che nel 2014 non hanno più alcuna ragion d’essere.

 

Lei partecipa da diversi anni a Istma World: quali sono i vantaggi, per un’azienda, di far parte di una confederazione della propria categoria?

 

Chi è membro dell’associazione beneficia della possibilità di discutere e scambiare informazioni preziose con i propri colleghi stranieri. Può affrontare le sfide del mercato con azioni comuni o collaborazioni. Giunge a conoscere le migliori pratiche di produzione sperimentate negli altri Paesi e può quindi mettere in pratica, nella sua azienda, quegli aspetti che gli consentono di migliorare la propria realtà industriale. Abbiamo inoltre verificato con certezza che le aziende associate diventano più dinamiche e intraprendenti, e ottengono maggiori profitti rispetto a quelle che non vi partecipano.

 

Spesso la refrattarietà degli stampisti ad aderire all’associazione è motivata dai loro dirigenti con la mancanza di tempo. Come si può superare questo ostacolo?

 

Anzitutto Istma non organizza solo riunioni internazionali ma anche reti locali, che necessitano di un minor dispendio di tempo. In futuro ci avvarremo sempre più dei moderni sistemi di comunicazione, come le teleconferenze, ma alla base serve comprendere che la partecipazione a eventi comuni non è uno spreco di tempo ma un valore aggiunto, capace di trasferirsi nell’attività della propria officina implementandola con le migliori soluzioni operative che solo l’esperienza di chi le ha applicate può certificare come tali. Quindi è a questi workshop che si può venire a conoscenza se una tecnologia, presentata dalla teoria come premiante, si dimostra veramente tale anche nella sua resa concreta su vasta scala.

 

L’industria degli stampisti, seppure in situazione migliore di altri settori produttivi, risente ancora di una lunga e sofferta recessione economica. Quali sono secondo lei i comparti che stanno reggendo meglio il mercato?

 

L’automotive e il settore degli elettrodomestici rappresentano una certezza, ma ultimamente, specie negli Stati Uniti, è cresciuto molto l’aerospaziale. In generale credo che il packaging resterà sempre centrale per l’intera filiera industriale, e sarà in grado di reggere la situazione economica anche grazie all’uso di materiali sempre più leggeri che consentono di ridimensionare i costi dei trasporti.

 

Quello americano, da cui lei proviene, è uno dei maggiori mercati e centri di produzione e per questo è un buon barometro per capire gli andamenti futuri degli altri Paesi: quali sono i settori di punta negli Usa e le dinamiche internazionali che osservate?

 

L’intera economia statunitense è in crescita. Nel nostro campo, insieme a quello biomedicale e delle telecomunicazioni, il settore trainante è il già citato settore aerospaziale: la maggior parte degli aeromobili sono realizzati negli Stati Uniti e in Europa, rispettivamente da Boing e Airbus, per questo il nostro Paese, come il vostro continente, trovano in questo ambito un mercato fertile. Altro fenomeno che osserviamo in Usa è l’espandersi di aziende automobilistiche provenienti da Asia ed Europa, con l’ampiamento di nuovi impianti o la costruzione di nuovi, cosa di cui i vostri stampisti, e in generale tutti quelli di Istma, dovrebbero tenere conto perché si tratta di grandi realtà destinate a diventare sempre più potenziali committenti del settore automotive.

 

Esistono nel vostro Paese partnership tra stampisti e istituti di ricerca e sviluppo tecnologico?

 

La ricerca scientifica che ha un impatto diretto sulla produzione da noi si chiama Additive Manufacturing (AM). In Usa università, fornitori di tecnologia e industrie collaborano per massimizzare i benefici produttivi di questo tipo di ricerca scientifica. Per esempio la AM ha permesso di realizzare componenti o pezzi complessi con il titanio o altri materiali non facili da trattare sul piano della flessibilità; ha consentito di produrre colate in sabbia accelerando il ciclo di sviluppo del prodotto; ha offerto soluzioni ottimali per rispettare le norme di raffreddamento nel ciclo della lavorazione che altrimenti non sarebbe stato possibile.

 

E non solo, negli Stati Uniti alcuni governi statali, come quello dell’Ohio (Midwest), hanno finanziato un impianto di Additive manufacturing che riunisce insieme industria, mondo accademico, produttori di attrezzi, fornitori e utenti finali. Si chiama America Makes, si può trovare al sito https://americamakes.us, e credo possa offrire un sintomatico esempio di come tanti soggetti diversi (istituzioni, accademie, industrie, laboratori, ecc…) possano collaborare per un obiettivo comune.

 

Quali sono le forme di collaborazione più interessanti negli Usa, che potrebbero essere da esempio anche in Italia?

 

Ntma opera di concerto con Amt, The Association for Manufacturing Technology (www.amtlonline.org) e Pma, Precision Metalforming Association (www.pma.org) in un consorzio a tre chiamato One Voice. Insieme abbiamo appena realizzato il quarto meeting annuale che riunisce oltre 700 membri di ciascuna associazione. Inoltre collaboriamo con il Nims, National Institute of Metalworking skills, Istituto nazionale delle competenze per la lavorazione dei metalli (https://www.nims-skills.org), creato nel 1995 per mantenere elevata la competitività della forza-lavoro americana, la cui frequentazione offre anche crediti formativi agli studenti interessati a operare in futuro in questo settore.

 

In Italia uno dei maggiori problemi per le piccole e medie imprese è l’accesso al credito. Com’è la situazione negli Usa?

 

Negli anni recenti abbiamo subìto una stretta sul credito a causa della grande recessione, tuttavia oggi la situazione è sensibilmente migliorata e gli stampisti godono di maggiori linee di credito e quindi di liquidità per i loro investimenti. I tassi di interesse sono leggermente aumentati negli ultimi mesi ma sono comunque ancora vicini ai minimi storici.

 

Altro snodo è la successione generazionale alla guida delle imprese. Come avviene il passaggio di testimone nel vostro Paese?

 

In questo ambito gli Stati Uniti non sono in una situazione molto differente da quella italiana ed europea in generale. I capi impresa, che magari sono stati pure fondatori della ditta, anche quando divengono anziani restano riluttanti a consegnare la direzione della società ai loro figli.

 

In Italia un altro problema è la difficoltà a trovare personale specializzato. Da voi com’è la situazione?

 

Come accennato in una delle risposte iniziali, in Usa abbiamo varato un programma on-line ormai molto conosciuto con cui aiutiamo i nostri soci a educare i propri dipendenti circa le competenze necessarie a far evolvere la loro industria. Investendo parecchio in formazione, e quindi affrontando il problema alla radice, si evita in seguito di perdere tempo, denaro ed energie nella ricerca di personale adatto quando l’azienda si amplia o deve sostituire operai che vanno in pensione. Così facendo, il problema del turn-over da noi di fatto non esiste.

 

Inoltre abbiamo un programma specifico per le ditte piccole e piccolissime con cui mandiamo esperti a parlare con i singoli membri della famiglia per illustrare loro come evolvere al meglio il loro business.

 

In ultimo, a che punto è la partnership tra imprese italiane e statunitensi?

 

Per ora non è molto sviluppata, sono ancora poche le aziende che collaborano tra i due Paesi; però la fiera di Emo (www.emo-milano.com), che l’anno prossimo si svolgerà dal 5 al 10 ottobre, in concomitanza con l’ultimo mese di Expo Milano 2015, potrebbe essere l’occasione di incrementare il numero delle intese intercontinentali.

 

 

NOTE

 

* Chicago, capitale dell’Illinois, nel nordest degli Stati Uniti, è la più grande città dell’entroterra statunitense con oltre 2milioni e 700mila abitanti, nonché la terza città più popolosa degli Usa, dopo New York e Los Angeles.

 

 

 

Il nuovo board internazionale

 

 

Dopo il triennio dell’italiano Fausto Romagnani (2011/2013) reggente fino al 12 marzo scorso, l’americano Tilstone presiederà Istma nel triennio 2014/2016. Come suo vice è stato eletto il finlandese Jari Saaranen. Tutti extra-europei i nuovi membri del board governativo: il sudafricano Bob Williamson, il brasiliano Christian Dihlmann e l’argentino Juan Molina. Il segretario dell’associazione sarà invece eletto in Portogallo da Cefamol, The Portuguese Mould-makers Industry Association (www.cefamol.pt).

 

 

 

Le provenienze del neo-presidente

 

 

Dave Tilstone è dal 2010 presidente della Ntma, National tooling and machining association, la divisione statunitense di Istma World. Composta di circa 1.400 soci, principalmente aziende private di piccole e medie dimensioni, rappresenta nel complesso più di 40 miliardi di dollari di vendite negli Stati Uniti nella meccanica di precisione. I soci operano in molti settori strategici dell’economia americana, tra cui aerospaziale, automobilistico, medicale, petrolio e gas. Ntma è in prima linea nell’affrontare le questioni del lavoro qualificato per i produttori Usa, e ha identificato lo sviluppo della forza lavoro come uno dei suoi principali interventi organizzativi. I suoi sforzi organizzativi per promuovere le carriere di produzione comprendono la National Robotics League (http://gonrl.org/), che è parte del programma Stem (www.ed.gov/stem), creato per forgiare i partenariati tra studenti di tutti i livelli, educatori e aziende associate Ntma, e un programma di apprendistato on-line intitolato Ntma-U (www.ntma.org/initiatives/education). Tilstone è inoltre membro del consiglio dei fiduciari dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, nord-est degli States. In precedenza è stato dirigente della Kennametal Extrude Hone, multinazionale produttrice di macchine di precisione per il taglio di metalli, ambito di cui è anche consulente.

 

 

 

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