Crescita esponenziale per i biopolimeri

foto ESecondo lo studio realizzato dalla società tedesca di ricerche nova-Institute, in collaborazione con rinomati esperti internazionali, la capacità produttiva dei biopolimeri triplicherà, aumentando da 5,1 milioni di tonnellate del 2013 a 17 milioni di tonnellate nel 2020. I maggiori tassi di crescita si registreranno nella produzione di PET bio-based mentre l’Asia farà la parte del leone per quanto riguarda i relativi investimenti. Il settore dei biopolimeri è un ambito dinamico e versatile in cui i polimeri biologici hanno raggiunto fasi di sviluppo che vanno dal livello della ricerca, la fase di adozione iniziale del mercato, fino alle plastiche a lungo termine consolidate come la cellulosa o il nylon e che rivelano una significativa crescita del mercato. Numerosi i fattori che contribuiscono al tasso di crescita del mercato dei biopolimeri. Tra questi le politiche statali, la tecnologia, la concorrenza dei prezzi delle materie prime, l’accettazione dei consumatori e, non ultimo, l’accesso a dati di mercato trasparenti e affidabili. C’è stato infatti un ampio consenso – non solo da parte dei principali operatori industriali, ma anche dal lato utente – sulla necessità di disporre di dati consistenti e trasparenti a livello globale per il mercato dei polimeri bio-based. Questa esigenza ha funto da stimolo importante per lo svolgimento di questa indagine di mercato. E se il mercato è chiaramente dominato da bio-polimeri e non biodegradabili, il posizionamento dell’Europa nella produzione di bio-polimeri è ancora limitata solo a pochi polimeri. Fino ad oggi, l’Europa ha raggiunto una posizione consolidata principalmente nel campo delle miscele di amido, all’interno del quale dovrebbe continuare a rimanere stabilmente forte nei prossimi anni. Ciò nonostante, si prevedono ulteriori sviluppi e investimenti anche in Europa. Si prevede, inoltre, una crescita della capacità produttiva di PLA, specialmente quella legata alla produzione di miscele di amido. L’aggiornamento dello studio di nova-Institute completa l’indagine realizzata due anni fa, classificandosi tra gli studi di mercato più completi sui bio-polimeri mai realizzato sinora. La nuova versione estende l’ambito dell’indagine includendo, per la prima volta i così detti “building blocks”, ovvero sostanze intermedie che funzionano da precursori dei biopolimeri, e fornisce informazioni dettagliate su 112 produttori di polimeri da risorse rinnovabili.

 

 

 

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