Corea: rallenta il mercato interno, quello estero è trainante

mappa_corea_del_sud_43501Sono «marginali» secondo Istma World, l’associazione mondiale degli stampisti, i volumi e i valori delle importazioni alla Corea del Sud, almeno sul fronte dello stampaggio. Il Paese è fortemente orientato all’export ed è con le vendite estere che ha controbilanciato brillantemente il rallentamento di quelle interne. Nel 2012 esso ha totalizzato il suo primato di output calcolandone a fine anno un ammontare da 2,34 miliardi di dollari. Il Fondo monetario internazionale ha pronosticato per Seoul un ruolo sempre più competitivo nei panorami globali e l’industria degli stampi ha certificato il locale boom. Con un valore di 602 milioni di euro le esportazioni di tecnologie e attrezzature per lo stampaggio, la formatura, la pressatura, sono cresciute del 36,2% sul 2011 dopo il +13,8 del biennio precedente. Gli stampi per iniezione plastica hanno totalizzato 1,117 miliardi di export crescendo del 20% circa, ma hanno realizzato il loro più autentico exploit nel 2010 con un’impennata del 48,1%. Ha retto bene, inoltre, il comparto delle applicazioni per i metalli, che sebbene al di sotto degli standard di inizio decennio – fra 2011 e 2010 era balzato da -16,8 a +150,6% per 60 milioni di fatturato in euro – ha continuato a registrare una crescita in doppia cifra delle spedizioni oltreconfine, pari al 15,2%. Nel 2011, anno al quale fanno riferimento le stime attendibili più recenti, il business complessivo delle tecnologie per lo stampaggio era progredito del 13,8% toccando la quota di 1,328 miliardi di euro.

 

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