Consumi: pressiamoli così!

Se come viene ripetuto da più parti e a più riprese evidenziato i costi energetici della nostra Penisola sono almeno del 30% superiori a quelli del resto d’Europa allora è bene che la meccanica di casa nostra e gli stampisti si adoperino per contenerli.

Lo stanno in effetti facendo ma l’esperienza di Lovato Electric è quasi unica nel suo genere poiché l’azienda possiede specializzazioni radicate in due comparti chiave. Attiva da novant’anni circa e con quartier generale a Gorle l’azienda che deve alle esperienze sui mercati esteri almeno il 60% del suo fatturato medio annuo si occupa infatti da un lato di elettromeccanica con prodotti quali pulsanti, salvamotori, contattori, interruttori sezionatori e finecorsa i cui stampi sono realizzati in casa. Ma dall’altro è focalizzata nel segmento della misurazione elettronica per il quale sempre nei suoi impianti orobici produce soluzioni che vengono testate in prima battuta sulle sue macchine. Da oltre dieci anni e quindi da prima che la tematica della green economy e della riduzione dei consumi acquisissero la popolarità di cui godono ora aveva attivato una divisione interna dedicata. Si tratta del dipartimento di Energy management cioè di gestione dell’energia che grazie alla crescente popolarità e validità di alcune delle sue soluzioni è andato costantemente incrementando il suo peso. Il plus del produttore che presidia i panorami globali con nove sedi estere e oltre 90 distributori in più di cento nazioni è quindi quello di poter parlare agli esperti dello stampaggio con cognizione di causa. Perché ne comprende le problematiche e di conseguenza sa come agire per potervi far fronte.

Potenza reattiva, potenza nociva

«Le macchine per l’iniezione termoplastica», hanno detto a Stampi il Product specialist Claudio Lozza e il responsabile dell’industrializzazione Angelo Toffalori, «usano in genere motori asincroni trifase che comandano pompe atte a far circolare olio per i pistoni o i motori rotazionali idraulici che poi attuano i movimenti di lavoro. Queste ultime usano la potenza delle pompe in percentuali variabili rispetto a quanto può essere espresso, talvolta trasformando solo una piccola parte dell’energia in lavoro».

Carica batterie automatici

Quest’ultima situazione è generatrice di energia reattiva e cioè nociva che viene immessa nella rete elettrica e che non può essere reindirizzata al gestore di riferimento. Tutt’altro: le regole del gestore stabiliscono infatti che il rapporto fra la potenza attiva e quella complessiva debba essere eguale o superiore al 90% pena la possibilità di incorrere in una salata penalizzazione. Le nostre presse lavorano 24 su 24 , abbiamo perciò la necessità di monitorare i consumi correggendo l’energia reattiva e in vista di un più equilibrato bilancio energetico. Già in partenza però possiamo dirci a conoscenza del fabbisogno di ciascuna pressa mediante strumenti distribuiti e collegati in rete a un’unità centrale». In casa Lovato Electric conta 19 presse a iniezione il cui carico tipicamente per questo processo non è del tutto efficiente perché non interamente utilizzato per il lavoro attivo bensì pure per mantenere i motori in rotazione nelle fasi di pausa ». Tutte le presse sono sotto monitoraggio costante per verificarne nel tempo il corretto funzionamento. E qui entra in scena il primo fra i protagonisti della strategia antispreco messa a punto dall’azienda bergamasca. «Il multimetro 210 della famiglia DMG che è stata trainante per lo sviluppo di questo tipo di business», hanno detto Lozza e Toffalori, «è in grado di comprendere se la potenza assorbita sia di tipo attivo o reattivo e dunque se serva a svolgere effettivamente precise mansioni oppure a far girare motori a carico non pieno. In base a tali informazioni si può suddividere e separare la potenza utile da quella nociva e capire se quest’ultima si debba a un malfunzionamento delle macchine».

Nel network l’intelligenza anti-sprechi

Non solo: «I nostri strumenti di misura calcolano anche», hanno proseguito gli esponenti di Lovato Electric, «il totale dell’energia reattiva o attiva prodotto per verificare se i consumi siano in linea con le previsioni e i budget aziendali» proprio alla luce delle sanzioni economiche made in Enel cui si è accennato più su: «Ed è meglio investire in un quadro di rifasamento», è stata la conclusione di Lozza e Toffalori, «per qualche migliaio di euro piuttosto che subire il danno di una costosa multa». Il quadro e insieme a esso l’opera dei condensatori sono essenziali per dare efficacia all’azione dei dispositivi di misurazione. I motori sono dotati di un avvolgimento elettrico che genera «necessità di potenza reattiva»; mentre immagazzinando potenza reattiva ceduta ai motori i condensatori ne rappresentano l’esatto opposto e agiscono in tal modo da azzerare il carico totale di potenza nociva. È il momento perciò di introdurre in questo scenario anche le centraline di rifasamento intelligenti della famiglia DCRG8 il cui scopo è il bilanciamento dell’energia reattiva. «Il sistema di Lovato Electric», hanno spiegato, «prevede a monte la centralina di rifasamento automatico DCRG8; 19 strumenti di misura cioè uno per ogni macchina, messi in rete e fra loro comunicanti; un personal computer dotato di software per l’analisi dei dati». La centralina di rifasa mento è in possesso di un allarme che viene innescato al momento in cui i condensatori che equilibrano la potenza reattiva non sono sufficienti o presentano una forma di guasto. Oppure nel caso in cui i contattori restassero danneggiati e il serbatoio di energia dei condensatori risultasse così eccessivo perché la potenza generata tornerebbe in rete al gestore elettrico che emanerebbe la multa.

Un modello che sovrintende a tutti i consumi

Per il tramite dei suoi strumenti realizzati e progettati direttamente in proprio Lovato Electric riesce anche a tenere sotto controllo fattori come la distorsione armonica ovvero le alterazioni alla sinusoide che descrive la trasmissione di potenza fissata su una frequenza standard di 50 hertz.

Convertitori statici

In situazioni quali la presenza di sistemi per la gestione dei carichi come gli inverter essa può risultare alterata e dunque posizionarsi su armoniche diverse per multipli di 50 hertz. Il risultato sono danni agli impianti e l’innesco di allarmi oltre limiti determinati di distorsione. Le strategie della società di Gorle si estendono in più a una varietà di aspetti della gestione energetica o Energy management. «I nostri prodotti elettronici», hanno detto Claudio Lozza eAngelo Toffalori, «posseggono appositi moduli di espansione in grado di leggere e interpretare anche parametri relativi alla pressione, alla temperatura, e a situazioni in cui la potenza assorbita può essere trasformata in qualcosa di utile». Esemplificando, se un compressore da 50 chilowatt può amministrare una pressione pari a 8 bar, talvolta la potenza assorbita è comunque eccessiva per raggiungere la soglia degli 8 bar. E figure dedicate come quelle degli energy manager capiscono allora che sussiste un problema e si preparano a intervenirvi. Analoghi calcoli circa la potenza assorbita con analoghe conseguenze possono inoltre riguardare gli aspetti del riscaldamento, ancora una volta nel segno del risparmio.

 

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here