Comunicare? Roba passata, ora si tratta di “condividere”

Limitarsi a informare non basta più: adesso il nuovo imperativo è “condividere”. Sul web l’informazione non viaggia a senso unico come sui media tradizionali, ma è un continuo botta e risposta tra interlocutori. È il messaggio che sembra scaturire dal dialogo con Andreina Mandelli, docente alla Business school della Bocconi di Milano.
Professoressa, serve una forma mentis diversa per stare sul web in modo efficiente?
Occorre un cambio di prospettiva: con i media tradizionali e con internet dei primi anni ci limitavamo a comunicare qualcosa al nostro pubblico. Adesso informiamo aspettandoci un feed-back: contatti diretti, domande precise, critiche, stimoli, richieste di approfondimenti. Quello che pubblichiamo sul nostro sito è solo la base per iniziare nuovi contatti e approfondire dialoghi. Ma per innescare queste interazioni occorre realizzare siti interessanti e coinvolgenti.

Alcuni imprenditori restano delusi dagli scarsi contatti ricevuti via web, che ne pensa?
Anche qui serve un’evoluzione di mentalità: con la pubblicità classica l’indice di gradimento era immediatamente misurabile dal ritorno economico. La comunicazione web lavora anche sul presente ma è soprattutto sul futuro che proietta il suo investimento. La rete, come dice la parola stessa, serve a tessere relazioni, costruire dialoghi, alimentare interazioni che non sono immediatamente monetizzabili a livello di fatturato, ma che possono costituire un moltiplicatore consistente per la propria attività produttiva.
Con quale approccio bisogna allora avvicinarsi a questo strumento?
Serve chiarezza, razionalità, ma anche l’umiltà di sapere di avere molto da imparare. Si può anche sbarcare sulla rete con un sito molto basico, usandolo come “cavia” per comprendere le sue dinamiche e per trarne informazioni utili per un successivo salto di qualità, con il quale da semplici osservatori diventiamo protagonisti. Una volta capita bene la rete si può finalmente realizzare un sito ben congegnato e su misura delle nostre esigenze. Per esempio suddividendo i suoi comparti in base alla tipologia della nostra attività produttiva: prevedendo una sezione di mera presentazione della lavorazione dei manufatti, una per l’offerta, una per la pre-vendita, una di orientamento al servizio; quest’ultima capace magari di indirizzare a un numero di call-center o a un contatto diretto.
 
 

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here