Come rendere più efficienti i processi industriali energivori

Conceptual illustration showing many different types of power generation, including nuclear, fossil fuel, wind power, photovoltaic cells, and hydro electric water power

Con oltre 200 soci fra imprese, in maggioranza, università, associazioni, istituzioni ed enti locali, il Plastics innovation pole alessandrino Proplast si propone sin dalle sue origini datate al 1998 di diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per la ricerca e l’innovazione sui polimeri.

Nel novero delle sue iniziative, che comprendono 350 test di stampaggio e 275 prove materiale ogni anno, rientrano anche servizi di consulenza e formazione e seminari tecnici ingegneristici su tematiche specifiche e calde per l’industria contemporanea.

Uno fra gli appuntamenti più recenti ha toccato il nodo dell’efficienza energetica e di processo e ha visto succedersi una serie di interventi mirati sulle azioni, alla portata delle aziende, per la riduzione dei consumi e un uso più razionale delle risorse.

«Gli aspetti legati ai consumi energetici nei processi industriali», ha detto a questo proposito a Stampi Giorgio Ramella, amministratore delegato del Consorzio che nel 2014 ha generato un volume d’affari da 3,2 milioni di euro, «vanno assumendo una rilevanza sempre maggiore. In generale il processo dei polimeri, dalla formulazione dei compound alla trasformazione con le diverse tecnologie (stampaggio ad iniezione, estrusione, filmatura e altro ancora), è altamente energivoro. E pertanto la ricerca e lo sviluppo di soluzioni che consentano un risparmio energetico concreto sono di grande interesse per il mondo delle materie plastiche. Questo principio», ha proseguito Ramella, «si applica in modo estremamente ampio. Per fare solo alcuni esempi si identifica con il ricorso a dei materiali più performanti, con la conseguente riduzione del peso dei manufatti a parità di prestazioni. Si applica poi alla progettazione, più accurata, del componente, per permetterne ancora una volta la riduzione del peso; implica l’utilizzo di tecnologie di processo innovative che richiedono un minor consumo energetico; non da ultimo l’impiego di macchine e impianti più efficienti e dotati quindi di tutti gli accorgimenti tecnici che consentono l’ottimizzazione dei consumi e del fabbisogno di energia. E questi sono solamente alcuni esempi».

Per dare ulteriore concretezza al suo approccio teorico e strategico, Proplast ha ospitato presso le sue sedi anche interventi come quello di Chiara Zocchi, esponente di Ciao Tech. E Zocchi ha offerto una panoramica sulle possibilità di accedere a finanziamenti europei, regionali e nazionali per le opere indirizzate all’efficienza energetica in ambito imprenditoriale. Ma allo stesso tempo Proplast, che ospita anche progetti di ricerca di respiro internazionale, ha coinvolto nel seminario anche alcuni partner a vario titolo specializzati sulle istanze dell’efficienza, del calibro di B&R e Comau. Entrambe sono fortemente focalizzate sull’automazione, sempre più centrale nelle politiche dei produttori di casa nostra e non solo.

«Con B&R», ha detto ancora Giorgio Ramella, «Proplast vanta una partnership consolidata da tempo, grazie alle apparecchiature che la società ci ha messo a disposizione e al nostro impegno nella misura e nella valutazione dei consumi energetici di svariati processi che correntemente utilizziamo nei nostri laboratori. Ovviamente ci auguriamo che tale collaborazione possa continuare e rafforzarsi ulteriormente, in modo da offrire a chi si rivolge a noi, per esempio per attività di progettazione di manufatti in plastica, anche un valido supporto nella valutazione dei consumi energetici attesi. Quanto a Comau la nostra alleanza è più recente, ma riteniamo che il nostro contributo nell’ambito della valutazione dei consumi energetici possa validamente integrarsi all’offerta di servizi di ottimizzazione di processo che è tipica di e-Comau».

Concept of a plant and a lot of golden coins isolated on white background

Il consorzio Proplast, come è stato ricordato dallo stesso Ramella, si sostiene grazie alle quote versate dagli associati, ai servizi tecnici forniti alle aziende, alle attività di ricerca finanziata a livello europeo, nazionale e regionale, alle attività di ricerca e selezione di personale, formazione, dissemination (seminari, congressi, workshop) e trasferimento tecnologico. Inoltre Proplast dal 2008 è soggetto gestore del Polo Regionale Innomat, il cui obbiettivo è lo sviluppo e l’innovazione dei materiali. «Le attività che prevediamo di sviluppare nel prossimo futuro», ha concluso l’intervistato, «sono, ovviamente, correlate a quanto sopra esposto, e saranno rivolte, in particolare, alla ricerca e sviluppo di materiali, strumenti di progettazione e tecnologie di processo nei seguenti ambiti: compositi a matrice termoplastica, materiali conduttivi, nano-cariche funzionali, riciclo dei polimeri e, in generale, gestione del loro fine-vita, materiali polimerici da risorse rinnovabili».

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