CIMsystem: un approccio diverso, dall’inizio

apertura 06Parafrasando Tolstoj, potremmo dire che “tutte le aziende di successo si somigliano tra loro, ogni azienda fallita, invece, fallisce a suo modo”. Forse è una semplificazione un po’ forzata, ma è vero che le aziende che vanno avanti nonostante tutto macinando utili, hanno in comune quel “qualcosa in più” che fa la differenza e le fa emergere dalla massa. Ma è un “qualcosa”, ogni volta diverso. A volte è l’idea di partenza, a volte le persone. A volte la storia, a volte i prodotti. A volte tutte queste cose messe assieme. È qualcosa di difficile definizione che potremmo chiamare “personalità aziendale”.

Perché in fondo un’impresa è un organismo vivente e delicato, che va seguito sempre, giorno per giorno (se non minuto per minuto) come sanno bene gli imprenditori. Un organismo che come tutti gli altri, se vuole sopravvivere deve evolversi, adattandosi alle condizioni e ai vincoli, sempre in divenire, che la circondano e influenzano il suo agire. Soprattutto se opera in settori, come quello degli Stampi e delle Attrezzature di Precisione, dove la tecnologia cambia le carte tutti i giorni, così come le esigenze dei clienti. E allora ci siamo chiesti: cosa rende un’azienda unica, diversa dalle altre?

È chiaro che solo chi è sul campo può rispondere. Per esempio Emilio Manini, amministratore delegato della CIMsystem S.r.l di Cinisello Balsamo, Milano. Azienda tipicamente italiana – per creatività, flessibilità, perizia tecnica, estrema specializzazione, tutte caratteristiche riconosciute del Made in Italy – eppure allo stesso tempo, unica, a modo suo: quante aziende fanno Cad/Cam per stampisti proprio come loro, tutti i giorni? Nello stesso modo forse nessuna, risponde Manini, “perché noi abbiamo iniziato a lavorare nella direzione opposta, rispetto a tutte le altre software house. Siamo stati clienti, prima di averne a nostra volta”. È per questo che “riusciamo a capire bene cosa vuole il cliente finale”. E anche se i tipi di lavorazione “sono cambiati tantissimo, la nostra filosofia è sempre stata quella di capire le esigenze del cliente: è in questo che siamo più bravi anche perché arriviamo proprio da quell’ambiente. Vediamo insieme a lui cosa gli serve per metterlo in condizione di produrre” e solo dopo “sviluppiamo il software e lo mettiamo sul mercato dandogli un prezzo”. È “l’esatto contrario” di “quello che fanno le altre software house che partono da un budget, poi mettono in cantiere il progetto e infine vedono se il cliente lo compra”.

“Siamo produttori di applicazioni CAD\CAM e non semplici rivenditori o distributori e questo in Italia non è così scontato, anzi è abbastanza raro”. Emilio Manini, amministratore delegato della CIMsystem S.r.l di Cinisello Balsamo, Milano.
“Siamo produttori di applicazioni CAD\CAM e non semplici rivenditori o distributori e questo in Italia non è così scontato, anzi è abbastanza raro”. Emilio Manini, amministratore delegato della CIMsystem S.r.l di Cinisello Balsamo, Milano.

Pensare come un cliente
In altre parole “abbiamo sempre messo al primo posto le esigenze dell’azienda per cui lavoriamo, il tipo di lavoro da eseguire, le sue capacità tecniche e le sue disponibilità economiche”. Tutto il resto, tutte le altre scelte aziendali – prezzi di listino, caratteristiche del prodotto, modalità di sviluppo, performance – importanti, per carità – sono però “sempre state poste in secondo piano, valutate con la giusta importanza, ma la priorità rimane il cliente finale”. Un approccio che ha permesso a CIMSystems anche di stabilire con clienti, rivenditori ed OEM rapporti “stabili e proficui” nel tempo: “anche con clienti che nel lungo periodo hanno cambiato fornitore CAD\CAM, la nostra società è rimasta sempre in buoni rapporti e viene sempre considerata per risolvere specifiche problematiche”.

Il merito va comunque condiviso nell’azienda: “questo succede probabilmente perché il cliente può contare su un team di persone leali, non solo competenti e qualificate e in molti casi risolutive”. Per quanto riguarda il personale, Manini rivela che il team è “molto eterogeneo”, perché proviene “da lunghe esperienze” negli “specifici settori” in cui l’azienda opera e “lavora in completa autonomia, con la piena condivisione di strategie e di idee”. Sarà questo che permette all’azienda di avere ottimi risultati anche in tempi di crisi. “I nostri tecnici per il pre/post vendita provengono da aziende produttive (non sono informatici) quindi si interfacciano con i clienti parlando la stessa lingua e capendo le problematiche esposte dagli stessi” riassume Manini, e “la pratica e l’umiltà sono il nostro forte”.

ExpoDental2014_41Inoltre, ragiona Manini, “la differenza è anche nel fatto che siamo produttori di applicazioni CAD\CAM e non semplici rivenditori o distributori e questo in Italia non è così scontato, anzi è abbastanza raro”. E nel tempo questo metodo di lavoro “è stato esportato anche alle filiali all’estero”. E l’approccio è rimasto sempre quello, anche se poi la maniera di lavorare è cambiata e di molto, per la crisi che ha colpito le aziende meccaniche che “a un certo punto hanno quasi smesso di lavorare” o “per la concorrenza straniera”. Difficoltà dribblate spostando “le nostre competenze e la nostra esperienza verso altri settori un po’ meno in crisi” come il settore dentale o biomedicale. Con una flessibilità che una multinazionale del software non può logicamente avere: “Esatto, anche se siamo 70 è come se fossimo ancora in due. La mentalità è sempre quella che si adegua velocemente alle nuove esigenze del mercato”. Crescendo magari più lentamente, ma con costanza.

Esperienza & Competenza
Questo approccio è quindi inevitabilmente dovuto anche alla storia dell’azienda: “Siamo partiti dall’inizio, da quando le macchine utensili andavano ancora con le schede perforate, con i pin o anche a mano, senza controllo numerico, solo con i visualizzatori”, ricorda Manini che con il suo socio e co-fondatore dell’azienda, Stefano Scuratti, ha infatti iniziato il percorso in questo settore tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, proprio come utilizzatori, programmando e gestendo le prime macchine utensili a controllo numerico e i “primordiali” sistemi CAD/CAM, allora in circolazione.

L’azienda, infatti, nasce poi nel 1993 da una fusione di competenze e personalità diverse che dopo dieci anni di esperienza decidono di fondare una software house per sviluppare un sistema 3D per gestire la programmazione di stampi, da geometrie 3D create, importate o realizzate da digitalizzazioni meccaniche. “Il mio socio Scuratti è sempre stato uno sviluppatore e ha mantenuto questo compito, io – spiega Manini – ho lavorato per molti anni nella meccanica e negli stampi, ma sono passato dal programmare le macchine a fare i software, a venderli e a fare training e poi a diventare amministratore di un’azienda con tutto quello che significa”.

Ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori”, ricorda Manini. Rapidamente però, le cose sono cambiate anche tecnologicamente e soprattutto sono mutate radicalmente le esigenze delle aziende: “una volta gli stampi erano semplicissimi, adesso sono diventati una macchina infernale”, scherza (ma non troppo) Manini. Perché poi loro si sono “adeguati alle potenzialità che man mano venivano messe a disposizione, per esempio computer nuovi e più potenti. Sostanzialmente abbiamo percorso tutta la storia di queste innovazioni, per noi è questa è stata un po’ anche una scuola per poi diffondere queste innovazioni anche in altri settori”.

Infatti, inizialmente, l’azienda si è distinta per lo sviluppo di soluzioni per aziende già presenti nel mercato CAD\CAM italiano, ma subito dopo ha iniziato a distribuire direttamente i prodotti sviluppati in Italia e all’estero. E i risultati non si fanno attendere: il gruppo ha così iniziato a svilupparsi (oggi il fatturato si aggira sui 5 milioni di euro) con una divisione di sviluppo, una divisione commerciale e una tecnica che oggi può avvalersi di circa 70 persone nel mondo.

Il cliente può contare su un team di persone leali, non solo competenti e qualificate e in molti casi risolutive.
Il cliente può contare su un team di persone leali, non solo competenti e qualificate e in molti casi risolutive.

Tecnologie & Prodotti
Oggi CIMsystem è in pratica attiva su tre linee di prodotto. La prima è il “software CAM studiati per l’uso a bordo macchina da operatori a CNC”. Questo significa andare incontro a quelle tante “realtà di produzione che hanno da sempre l’esigenza di poter produrre percorsi utensile il più possibile personalizzati in base alla macchina usata, alle attrezzature, gli utensili a disposizione, ma anche alle competenze dell’operatore della macchina” e “i nostri software sono adatti a queste richieste e consentono, con investimenti ridotti, di qualificare gli operatori e responsabilizzarli nella gestione della produzione di percorsi utensili”. In questo modo “l’operatore diventa un tecnico CAD/CAM e non solo un operaio che preme bottoni e attrezza la macchina utensile”. Inoltre per completare l’offerta, CIMsystems sviluppa anche tutto quello che “consente al cliente d’avere un unico fornitore di riferimento per la parte relativa alla macchina utensile e l’ufficio tecnico”.

La seconda linea è fatta dai “software OEM sviluppati su richieste specifiche di produttori di controlli numerici, macchine utensili o sistemi di misurazione” per diversi settori (meccanica, stampi, modelli, fonderie, sistemi di misurazione, marmo, legno, robotica, dentale, biomedicale, earing, edilizia, occhialeria, suolifici, bottonifici, orafo, bigiotteria, laser sintering e stereo litografia).

Infine l’azienda lavora comunque con software di terze parti, scelti proprio per coprire a 360 gradi le esigenze dei clienti tra i “prodotti che si avvicinano molto ai principi che usiamo per sviluppare le nostre soluzioni, non avendo la presunzione e nemmeno la forza di poter sviluppare tutto ciò che serve, per la vasta gamma di settori che seguiamo”.

Stesso approccio, nuove idee
Settori che sono tanti e che presentano tutti “una forte esigenza di automatizzazione dei processi di creazione percorsi utensili” oltre che “di ridurre i tempi di lavoro e di predisposizione, per realizzare qualsiasi tipo di manufatto”. È per questo che l’azienda per alcuni settori “ha sviluppato sei sistemi completamente automatizzati dove l’utente, con pochissimi passaggi, genera la programmazione di macchine utensili o robot particolarmente complessi”. In pratica un “nuovo approccio all’uso dei sistemi CAD/CAM, che è in continua evoluzione e sarà nel tempo sempre più automatizzato” perché i software CAD/CAM generici “lasceranno presto il posto a sistemi verticalizzati per ogni tipo di settore”.

2015_03_MecSpe_034Alla CIMSystems, in particolare, i compiti di ricerca e sviluppo sono affidati “al personale più giovane” al quale è demandato il compito di “utilizzare e sviluppare piattaforme per i nostri software per il futuro, usando strumenti di nuova concezione. Per esempio: piattaforme Web-based, piattaforme per videogiochi, sistemi di sviluppo per nuovi device (tablet, smartphone ecc)”. E così l’azienda in realtà è anche in continua evoluzione. In cantiere c’è un po’ di tutto, in particolare nuove versioni: del software per la gestione delle misurazioni (sviluppata per M&H Inprocess Messtechnik GmbH del Gruppo Hexagon); del software per il settore dentale superottimizzata (una soluzione “one button”); per la gestione completa di celle robotizzate; per il settore Earing. Inoltre la divisione R&S sta lavorando anche a “un sistema di comando per sistemi CAM client server utilizzabile per dispositivi Android; a una nuova versione del software di raccolta dati di produzione; a nuovo sistema di gestione lavorazioni di sbozzatura di grezzi per fonderie; a un sistema di gestione della programmazione per riparazione degli stampi usurati e a un software per gestire la programmazione di macchine per lavorazione del marmo”.

Ma anche (o forse soprattutto) nello sviluppo di nuovi prodotti e funzionalità alla base c’è sempre “il cliente con le sue esigenze, le sue idee che noi prendiamo come spunto per fare cose nuove”. Oggi, per esempio, “vanno di moda” le tecnologie “tablet” e quindi i giovani ingegneri stanno lavorando su “Android per remotare il lavoro quotidiano dei sistemi CAD/CAM”. Questo vuol dire che “un cliente potrà, cosa che molti fanno già in tanti ambiti, controllare il lavoro da casa, dal treno o dalla macchina dal tablet o da uno smartphone”.

Soddisfazioni made in Italy
Infine c’è la questione del “made in Italy” che per fortuna sembra stia ripartendo. “Abbiamo sempre re-investito sul futuro e fino a oggi le cose ci sono andate bene, abbiano sempre avuto molta fortuna perché in Italia non è facile, soprattutto per i costi, perché i nostri concorrenti hanno team di sviluppo in India, Cina o nelle Repubblica Ceca”. Invece “tenere la testa dello sviluppo di tutte queste applicazioni in Italia è molto impegnativo, però noi siamo qui, siamo italiani e andiamo avanti per questa strada”, anche se “in Italia non abbiamo più il grosso del business che oramai è all’estero”. Per questo la società si è attrezzata con “piccole unità tecnico commerciali in Cina, Hong Kong, America e Germania”.

Anche se, poi, per quanto riguarda l’Italia c’è “una sensazione positiva, di miglioramento, soprattutto negli ultimi mesi”. Confermata anche da ”un aumento di richieste. Per questo motivo abbiamo preso delle persone in più, abbiamo aperto un piccolo ufficio a Firenze e stiamo cercando qualcuno che ci dia una mano in Italia, che ci aiuti a spingere un poco l’acceleratore sul mercato italiano” sia “a livello commerciale che a livello tecnico”.

Dopo venti anni di lavoro, sono soddisfazioni, comunque ed è ora di tracciare un bilancio: “Se mi guardo indietro dico ma chi me l’ha fatto fare non potevo fare un altro mestiere? Ma poi mi rispondo che qualcosa di buono l’abbiamo fatta. Forse potevamo essere più organizzati, un po’ più ricchi, ma se penso che oggi ho assunto una persona che agli inizi degli anni ’90 era il nostro più forte concorrente, alla fine possiamo dire che è stato un bel percorso che siamo ancora qui e andiamo avanti”. Nonostante tutto.

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