Celle solari leggere come bolle di sapone: la nuova frontiera del fotovoltaico

Photo: Joel Jean and Anna Osherov
Photo: Joel Jean and Anna Osherov

Celle solari così sottili, flessibili e leggere da poter essere posizionate su qualsiasi materiale e superficie: indumenti, smartphone, fogli di carta e anche su palloni aerostatici.

Questa l’ultima frontiera sperimentata dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology; un metodo innovativo che in futuro potrebbe facilitare l’applicazione di queste celle solari su dispositivi portatili di nuova generazione. La chiave per sperimentare nuovi approcci consiste nel realizzare le celle solari, il substrato che le sostiene e la pellicola protettiva in un unico processo, minimizzando l’esposizione a polvere o altre contaminazioni che potrebbero pregiudicare le prestazioni delle celle.

In questa fase iniziale, sperimentale, i ricercatori hanno utilizzato un polimero flessibile comune chiamato parylene sia per il substrato che per la pellicola e un materiale organico denominato DBP come strato fotoassorbente primario. Un processo, molti materiali: la scelta di questi materiali sono solo un esempio e molti altri possono essere utilizzati, come la perovskite, al posto di quelli organici usati inizialmente, perché la vera innovazione consiste proprio nel non ricorrere a processi intermedi.

Circa 50 volte più sottili di un capello, le celle solari, uniche nel proprio genere, sono dotate di altissima efficienza, con una resa energetica di 6watt per grammo, 400volte di più di un esemplare a base di silicio, e rivoluzionano così le modalità di utilizzo del fotovoltaico sino ad ora adottate.

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