Case History Tecnica e Mecom: non solo stampi per il settore automotive

Mecom progetta e costruisce stampi per la pressofusione di leghe non ferrose come alluminio, ottone, zama e per lo stampaggio a iniezione di materiali plastici.

Con una solida tradizione nel settore degli stampi, il bresciano raccoglie un cospicuo numero di aziende di piccole e medie dimensioni, chiamate a soddisfare le più diverse esigenze in ambito nazionale e internazionale. Come Mecom, nata grazie alla lungimiranza imprenditoriale del titolare Luca Montini, che nel 2004 decide di acquisire un’azienda meccanica e di riunire un gruppo di qualificati tecnici con una ventennale storia ed esperienza maturata nella costruzione stampi. Un gruppo di lavoro che oggi consta di una trentina di persone, operanti sui 1.200 mq di superficie (di prossimo ampliamento) dello stabilimento di Lumezzane (BS).

La gran parte degli utensili impiegati da Mecom sono forniti da Tecnica di Brescia.

“Grazie alle molteplici e trasversali esperienze – spiega Montini – siamo oggi in grado di realizzare non solo stampi per la pressofusione a iniezione con camera fredda per alluminio e ottone, con camera calda per la zama, ma anche stampi per stampaggio materie plastiche di vario genere anche con applicazioni di sistemi di iniezione a multipunto, stampi per la fusione in gravità e attrezzature meccaniche in generale”.

In questo contesto l’azienda si avvale di un ufficio tecnico di progettazione in cui opera personale specializzato che si avvale di software e sistemi Cad/Cam collegati in wi-fi alle varie macchine utensili Cnc. Un’organizzata struttura che permette di rispondere a tutte le esigenze di progettazione in ambito 2D/3D per stampi di piccole e medie dimensioni, mono e multi-impronta, fino a una dimensione massima di 1.000×1.000 mm, per applicazioni su presse da circa 1.000 tonnellate.

Luca Montini, fondatore e titolare
di Mecom di Lumezzane (BS).

“Per noi – aggiunge Montini – è di fondamentale importanza la più appropriata valutazione delle soluzioni tecniche, la scelta della tecnologia più adeguata alla produzione, lo studio di razionalizzazione per l’efficace funzionamento dello stampo e l’ottimizzazione nella fase di stampaggio, per ottenere per il nostro cliente il prodotto migliore con un processo stabile e duraturo”. Chiave in tutto questo è la sinergia tra parco macchine, Cad/Cam e gli utensili impiegati, al fine di ottenere qualità ed efficienza tali da assicurare il più elevato livello di competitività. Utensili, gran parte dei quali sono forniti da Tecnica, azienda bresciana specializzata nella fornitura di soluzioni per stampisti. Fondata nel 2000, con sede a Brescia, vanta infatti un consolidato know-how che le consente di supportare i propri clienti nel costante miglioramento nelle lavorazioni meccaniche. Obiettivo ottenibile grazie a una struttura dinamica, flessibile e, soprattutto, qualificata, guidata dal titolare e fondatore Luca Bresciani, coadiuvato da un gruppo di tecnici dotati di grande esperienza maturata nel settore degli stampi, preparati per proporre strategie di lavoro personalizzate, utilizzando i prodotti più adeguati in base alle specifiche esigenze applicative.

Sistema di staffaggio sistema Fastmill.

Il valore aggiunto del supporto tecnico
“Il rapporto con Tecnica – osserva Montini – perdura ormai da quasi due anni, ed è iniziato con una prima fase di test derivata dalla necessità di poter disporre di utensili adeguati alle nostre esigenze operative. Il supporto tecnico ricevuto e lo studio congiunto e mirato hanno sortito gli effetti voluti, portandoci a individuare Tecnica quale partner qualificato. Il mercato offre infatti una miriade di opzioni da questo punto di vista. Il valore aggiunto in questo caso è stato quello di poter contare, senza dubbio, su qualità di prodotto ma, soprattutto, su un’assistenza e un affiancamento differenziante rispetto ad altri competitor”.

Utensili Scm di Tecnica, azienda bresciana specializzata nella fornitura di soluzioni per stampisti, in uso presso Mecom.

Obiettivo costantemente perseguito da Mecam è infatti quello di rendere sempre più performanti ed efficienti i propri processi, cercando di aumentare una produzione in non presidiato, in ottica “4.0”. “Qualità del percorso Cam e dell’utensile – ribadisce lo stesso Montini – consentono di raggiungere risultati molto importanti in termini di precisione e di velocità di lavorazione. Anche in termini di ottimizzazione dei parametri, verso la quale ci stiamo indirizzando per agevolare l’operatore, come anche nell’approvvigionamento degli utensili stessi. Anche da questo punto il riscontro su Tecnica è molto positivo, con risposte e forniture rapide. Senza tralasciare il tutt’altro trascurabile aspetto dell’affidabilità, che ci permette appunto di pianificare senza problemi cicli di lavorazioni non presidiate”.

Fortemente orientata all’innovazione di processo, Mecom vanta un’infrastruttura molto ben organizzata ed efficiente.

L’utensile più idoneo per ogni processo, non il contrario
Sui propri centri di lavoro (3-4-5 assi, dotati anche di cambio pallet) Mecom impiega sia frese integrali in metallo duro, soprattutto per le finiture, sia utensili a inserti di varia tipologia, sempre forniti da Tecnica per le fasi di sgrossatura. Tra queste anche la gamma di frese in metallo duro Scm (Special Cutting Mills), particolarmente indicata per la lavorazione di acciaio, alluminio e grafite specifico per la costruzione di stampi. Più in generale si tratta di un’ampia e diversificata scelta a catalogo che offre allo stampista l’opportunità di costruire la propria fresa a seconda del tipo di lavorazione che deve effettuare. In sostanza viene cambiata con serie di frese la prospettiva operativa: non è più l’utilizzatore che deve adattare la lavorazione degli stampi in base alle frese in commercio bensì, tramite il programma Scm è possibile comporre l’utensile più idoneo in base al tipo di lavorazione da eseguire. Il programma comprende infatti una vasta scelta di esecuzioni, indicate sia per operazioni di sgrossatura sia di finitura. È dunque possibile eseguire le parti stampanti esclusivamente di fresa, riducendo notevolmente la costruzione di elettrodi e quindi le operazioni di elettroerosione, abbassando al tempo stesso i tempi di lucidatura dello stampo. Grazie alla versatilità di queste frese il cliente è in grado di costruire lo stampo con una percentuale di fresatura dell’80% e, in alcuni casi, anche superiore. Il punto forte del programma Scm risiede nella vasta scelta delle frese che si concretizza in migliaia di articoli: con scarico ogni 2 mm e ogni 0,50° fino a 5°, con tre misure totali differenti (corta, media e lunga), e la possibilità di scegliere anche sui gambi di diversi diametri.

“Credo sia evidente – sottolinea Montini – l’attenzione riposta agli utensili impiegati nei nostri processi, nella scelta mirata e nella ricerca costante di miglioramenti che possano ulteriormente elevare il nostro livello di competitività. Non a caso stiamo integrando un sistema di presetting e, soprattutto, stiamo formando al nostro interno una figura preposta: un responsabile dell’utensileria di tutta l’azienda che si occuperà della gestione puntuale di tutti gli utensili affinché i nostri processi possano giovare della più alta efficienza possibile, ovvero della massima produttività”.

Da segnalare che sono in fase di test presso Mecom alcune frese integrali in metallo duro (sempre appartenenti alla gamma Scm) di grosso diametro per asportazioni di sgrossatura adattiva. Modus operandi che vede prediligere la capacità assiale dell’utensile in luogo di quella radiale, grazie al quale è possibile ottenere un abbattimento di tempi di lavorazione (rispetto alla sgrossatura normale) di circa 25-30%, in base al tipo di Cam.

Software avanzati tengono sotto controllo il processo produttivo in ottica 4.0.

Dalla progettazione al prototipo
Fortemente orientata all’efficienza produttiva, Mecom si avvale di un parco macchine ampio e articolato, comprendente centri di lavoro a 3-4-5 assi, frese a mensola, torni, impianti di elettroerosione, rettifiche, oltre a un trapano radiale, a presse prova stampi, macchine di misura e attrezzature complementari varie per il settore meccanico.

Un parco macchine in continuo ampliamento – rileva Montini – per rispondere al meglio a esigenze di mercato sempre più stringenti in termini di qualità e tempi di consegna. Ciò significa ricercare la massima produttività. Sfida dove anche l’operatore gioca un ruolo determinante”.

Anche da questo punto di vista Mecom si rivela molto attenta, attraverso continue sessioni di formazione dei propri addetti. “Tutti i nostri fresatori – esemplifica Montini – sanno utilizzare i nostri sistemi Cam e sono in grado di sviluppare l’intero processo”. Partendo dall’idea del cliente, il team tecnico può anche collaborare in co-design e in co-engineering per il suo sviluppo, fornendo i migliori consigli e suggerimenti, in base alle richieste e alle esigenze sottoposte. Viene quindi realizzato il modello 3D tenendo sempre ben presente la realizzabilità dell’oggetto e sfruttando i vari processi produttivi della fusione o dello stampaggio plastica. La stessa Mecom può supportare il cliente anche nella realizzazione di prototipi fresati dal pieno in vari materiali, con le caratteristiche meccaniche più simili possibile all’oggetto richiesto, per poter così testare il prodotto e verificarne le criticità.

“Disponiamo anche di una macchina tridimensionale di misura – conclude Montini – per il rilievo e la scansione del particolare interessato alla verifica dimensionale che offre certezza delle dimensioni e rispettive tolleranze richieste”. Qualità, dunque, senza compromessi, dal progetto, allo stampo, all’oggetto.

Con sede a Lumezzane (BS), Mecom opera attualmente su una superficie di 1.200 mq.

L’azienda in pillole
Mecom nasce nel 2004, dopo l’acquisizione di un’azienda meccanica con una trentennale storia ed esperienza nella costruzione stampi. Oggi è una piccola-media impresa, operante su una superficie di circa 1.200 mq (di prossimo ampliamento) situata in un territorio, Lumezzane (Brescia), che può vantare una solida tradizione in questo settore. Una trentina di persone (delle quali poco meno di una decina impegnate nella produzione di particolari pompe destinate al settore nautico) qualificate, provenienti da importanti esperienze nei vari settori della meccanica e della costruzione stampi, chiamate a rispondere alle esigenze di svariati settori a partire da quello dell’illuminazione al pneumatico, dall’automotive all’arredamento, agli articoli casalinghi, tanto per citare i principali, sia sul mercato nazionale che internazionale. Mercato oltre confine che, a fronte di un fatturato che nel 2016 si è attestato sui 3,5 milioni di euro (previsto in crescita per l’anno in corso), ha un peso di circa il 15%. Una crescita tendenziale che perdura per Mecom ormai da tempo (tenuto conto che solo nel 2013 il fatturato lambiva i 700mila euro), alla cui base risiede una forte propensione all’innovazione, all’impiego di tecnologie sempre allo stato dell’arte, in piena ottica Industria 4.0. A questo proposito l’azienda vanta un’organizzazione strutturata ed efficiente, che ha da tempo abolito qualunque supporto cartaceo e che prevede anche la raccolta dati sull’avanzamento dei lavori, con la possibilità di poter fornire così un costante aggiornamento dello stato della commessa che, opportunamente gestito, consente di rispettare i tempi di costruzione preventivamente concordati con il cliente.

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