Case history – Fanuc e Officina Maestrotto & C.: la sicurezza dell’investimento

Alcuni stampi d’alta precisione realizzati sull’elettroerosione Alpha-C400iA.
Alcuni stampi d’alta precisione realizzati sull’elettroerosione Alpha-C400iA.

Oggi parliamo di elettroerosione proponendo ai nostri lettori un esempio di come domanda e offerta abbiano trovato il perfetto punto di incontro in una tecnologia studiata appositamente per esaltare le esigenze di affidabilità, costanza di risultati e bassi consumi.

Ne è protagonista è l’Officina Mastrotto & C., realtà che conta 10 dipendenti e vanta 45 anni d’esperienza nella realizzazione di stampi a iniezione per materiali termoplastici, termoindurenti, silicone e gomma. L’azienda, la cui nuovissima sede produttiva è sita a Cassano Magnago, in provincia di Varese, esegue anche incisioni laser, realizza attrezzature speciali e teste per coestrusione cavi, produce minuteria e componenti per orologi di alta qualità, oltre che manopole e manufatti d’alta precisione. L’amministratore, Alfonso Mastrotto, racconta: «Nella nostra officina sono installate macchine di primissimo livello quali torni, centri di lavoro, elettroerosioni a filo e a tuffo, foratrici e marcatrici laser. Inoltre, sono presenti varie macchine manuali e anche una micropressa a iniezione. La nostra produzione è interamente votata all’alta qualità. Attualmente, una parte di essa si concentra nella realizzazione di stampi per manopole e componenti d’orologeria; lavoriamo anche nel campo del silicone, eseguendo stampi di grandi dimensioni, fino a una tonnellata di peso».

L’area di lavoro e il meccanismo AWF di infilaggio del filo della macchina Robocut Alpha-C400iA.
L’area di lavoro e il meccanismo AWF di infilaggio del filo della macchina Robocut Alpha-C400iA.

18 anni di matrimonio
Uno dei fornitori storici della Officine Mastrotto è la Fanuc, multinazionale giapponese specializzata in tecnologie industriali e, in particolare, nella produzione di robot, macchine di lavorazione del metallo e controlli numerici.

Mastrotto ricorda: «Era il 1998 e, poiché volevamo investire in una macchina d’elettroerosione a filo, stavamo sondando il mercato. Un mio collega, anch’esso titolare di un’impresa manifatturiera attiva nel settore degli stampi, mi riferì che, dopo diverse esperienze negative, si stava trovando molto bene con due macchine della Fanuc». Fu così che, dopo alcune indagini supplementari, Mastrotto non ebbe dubbi e decise di investire in una elettroerosione a filo della casa giapponese. «Rimanemmo immediatamente sorpresi – riprende – della bontà della macchina. Eseguiva tutte le lavorazioni alla perfezione, con assoluta precisione e facilità di programmazione, e senza mai un problema». A seguito di quell’acquisto, l’impresa lombarda decise di non abbandonare più Fanuc, tanto che negli successivi seguirono altri investimenti. La prima elettroerosione fu sostituita con una Alpha-1iC, più recente, di maggiori dimensioni e tutt’ora in uso; fu poi acquistato il centro di lavoro per asportazione truciolo Robodrill Alpha-D21LiA5 e, di recentissima installazione, una nuova macchina di elettroerosione a filo, la Robocut Alpha-C400iA. Ed è su quest’ultima che si concentra il nostro approfondimento.

La macchina d’elettroerosione a filo Fanuc Robocut Alpha-C400iA.
La macchina d’elettroerosione a filo Fanuc Robocut Alpha-C400iA.

La scelta giusta
Quali sono stati i motivi che vi hanno spinto all’acquisto di Robocut Alpha-C400iA? Mastrotto: «A noi serviva una elettroerosione a filo di estrema precisione e che garantisse un ottimo rapporto tra costo e prestazioni. Inoltre, volevamo che fosse dotata di un asse aggiuntivo in continuo, cioè con tavola rotante supplementare, e di “divisore” comandato da CNC». Il “divisore” controllato, in particolare, avrebbe permesso di eseguire multi-lavorazioni in automatico con grande risparmio di tempo e costi. Mastrotto aggiunge: «Abbiamo scelto Robocut Alpha-C400iA senza nemmeno averla provata. Ci è bastata osservarla in funzione presso una fiera di settore per capire immediatamente che era la macchina giusta per le nostre esigenze. E poi, ormai, il nome Fanuc è per noi assoluta garanzia di qualità e affidabilità».

Gualtiero Seva, Sales Manager RM di Fanuc Italia S.r.l. (Arese, MI), entra nel dettaglio tecnico della scelta: «Alpha-C400iA, con un’area di lavoro pari a 370 x 270 mm sugli assi X e Y, e a ± 60 mm sugli assi U e V, è l’elettroerosione più compatta della serie Robocut. Si tratta di una macchina che assicura estrema precisione, grazie alle elevate prestazioni del suo controllo e degli azionamenti, e che dunque ben si addice alla realizzazione di manufatti di alta qualità come stampi a iniezione, stampi trancia, inserti, elettrodi, ecc. Nella versione acquistata da Officine Mastrotto, cioè con l’aggiunta della tavola rotante e del divisore, permette di eseguire anche multi-lavorazioni e di realizzare particolari ancora più particolari e complessi».

Operatore in fase di programmazione dell’elettroerosione grazie al CNC Fanuc 31i-WB.
Operatore in fase di programmazione dell’elettroerosione grazie al CNC Fanuc 31i-WB.

Risultati oltre le aspettative
Robocut Alpha-C400iA è entrata in funzione all’interno dello stabilimento di Cassano Magnago lo scorso giugno. Cinque mesi sono un tempo brevissimo, eppure già sufficienti a rendere il suo acquirente più che soddisfatto. Mastrotto: «La nuova macchina è perfetta. Risponde al 100% a tutti i requisiti da noi inizialmente richiesti, in quanto ci permette di elettroerodere qualsiasi manufatto in velocità, con precisioni notevolissime e qualità superficiali eccellenti. Il controllo numerico, la cui interfaccia utente è a noi già nota essendo utilizzatori di altre macchine Fanuc, è ancora più intuitiva e semplice rispetto al previsto. E in ogni caso, qualora vi siano dubbi, l’assistenza tecnica di Fanuc Italia è sempre tempestiva nell’indicarci la soluzione migliore di utilizzo».

L’amministratore della ditta varesina conclude con una nota sull’affidabilità: «In appena cinque mesi non è possibile giudicarne il livello, tuttavia non ho dubbi che l’elettroerosione Robocut Alpha-C400iA si comporterà come tutte le altre macchine Fanuc in nostro possesso. Garantirà cioè affidabilità che non ho problemi a definire straordinaria. In 18 anni gli interventi di cui abbiamo necessitato si contano sulla punta della dita, il che significa risparmio di tempo e abbattimento dei costi».

Altro stampo realizzato dalla Officina Meccanica Mastrotto; al centro il manufatto stampato (maschera in silicone).
Altro stampo realizzato dalla Officina Meccanica Mastrotto; al centro il manufatto stampato (maschera in silicone).

Se il circolo è virtuoso
Tutte le macchine Robocut e i relativi componenti (controlli, azionamenti, motori) sono costruite per interno degli stabilimenti Fanuc in Giappone il che è sinonimo sia di totale controllo della tecnologia, sia di massima affidabilità. Gualtiero Seva: «In caso di problema a un qualsiasi componente della macchina, Fanuc è l’unico responsabile e interlocutore. Ciò è garanzia di velocità nell’assistenza e di successo in caso di problemi in qualsiasi ambito: meccanico, elettronico e informatico». Inoltre, poiché il controllo, gli azionamenti e i motori vengono montati, con le dovute differenziazioni, anche sulle altre macchine d’elettroerosione così come sulle fresatrici, sui robot, ecc. della Fanuc, i numeri in gioco sono tali da consentire un notevole abbassamento dei prezzi.

Un altro aspetto importante è che, per la sua produzione, la casa giapponese utilizza le macchine (robot, centri di lavoro, elettroerosione, presse di stampaggio, ecc.) e il CNC di propria costruzione. «Ciò vuol dire che Fanuc è nel contempo sia fornitore sia utilizzatore. La conoscenza completa e specifica – puntualizza Seva – nell’utilizzo di tali tecnologie pone Fanuc “al di sopra delle parti”. Ogni aspetto legato all’utilizzo della macchina è stato dunque testato e, in caso di criticità, risolto e migliorato, proprio per non avere problemi in fase di produzione».

Nel caso specifico della Robocut, e più in generale dell’elettroerosione, Gualtiero Seva tiene inoltre a sottolineare che «anche il generatore e la testa sono tutte sviluppate da Fanuc. Questo significa che in caso di nuovi materiali da lavorare, la casa madre riesce ad aggiornare velocemente la tecnologia e a metterla a disposizione dei propri clienti, i quali sono in questo modo sempre tutelati potendo rimanere al passo con i trend applicativi. Questo è sicuramente un valore aggiunto per gli utilizzatori stampisti».

Gualtiero Seva, Sales Manager RM di Fanuc Italia S.r.l. (Arese, MI).
Gualtiero Seva, Sales Manager RM di Fanuc Italia S.r.l. (Arese, MI).

Carta d’identità
Alpha-C400iA è una macchina compatta ed ergonomica che consente di eseguire lavorazioni complesse e profili a forma libera, caratterizzate da grande accuratezza ed elevatissima qualità superficiale. La macchina è controllata dal CNC Fanuc 31i-WB, controllo che permette di gestire fino a 7 assi (6 simultaneamente), e di programmare le lavorazioni con grande velocità e semplicità, grazie a schermate chiare e comandi intuitivi. «Il controllo è uno dei punti di forza della nostra tecnologia – spiega Gualtiero Seva –. Assicura alta efficienza energetica, autodiagnosi veloci, autocorrezioni affidabili, manutenzioni preventive, programmazioni automatiche, interpolazioni nanometriche con sequenze di comandi a passi di 0.001 μm, oltre che altissima risoluzione dei movimenti degli assi, delle conicità e delle distanze radiali».

Le altre principali caratteristiche della macchina sono: l’alta precisione e stabilità grazie alla struttura simmetrica in ghisa e alla tavola a croce; l’utilizzo ottimale dello spazio con pulizia e manutenzione facilitata in virtù del sistema di chiusura a tenuta autopulente e al rivestimento della vasca in acciaio inossidabile lucidato; il generatore potenziato Fanuc PCD per le applicazioni d’elettroerosione più esigenti, che permette di lavorare anche materiali a bassa conducibilità. Seva: «Un altro fattore da mettere in risalto è l’esclusiva e brevettata tecnologia AWF che assicura l’inserimento automatico del filo, che può essere sottile fino a 0,05 mm di diametro, in appena 10 secondi e in assoluta sicurezza».

Segnaliamo infine che la macchina può essere personalizzata mediante l’adozione di alcuni optional, come per esempio l‘asse rotativo adottato da Officine Mastrotto. Gualtiero Seva: «La tavola, che è leggera, compatta e monta servomotori Fanuc ed encoder rotanti, permette di lavorare, con sei assi controllati simultaneamente, pezzi rotanti complessi, senza esercitare su di essi forze meccaniche. Si tratta di un’ottima alternativa alla lucidatura o alla tornitura con speciali dischi lucidatori o utensili, ed è perfetta per la produzione di pezzi di diametro molto piccolo».

Alfonso Mastrotto, amministratore dell’Officina Meccanica Mastrotto & C., nel nuovissimo stabilimento di Cassano Magnago (VA).
Alfonso Mastrotto, amministratore dell’Officina Meccanica Mastrotto & C., nel nuovissimo stabilimento di Cassano Magnago (VA).

Il rientro delle produzioni in Italia
La visita presso lo stabilimento produttivo di Cassano Magnago è anche l’occasione di scambiare con i nostri ospiti alcune parole sull’attuale andamento di mercato. Secondo Alfonso Mastrotto, «negli ultimi anni molti clienti hanno deciso di far realizzare i loro stampi in Cina, a costi ovviamente inferiori, ma a scapito della qualità. Noi abbiamo “subito” questo fenomeno senza tuttavia “cedere” sulla qualità per abbassare i prezzi. Certo, abbiamo ridotto i costi e reso più efficiente la nostra produzione, ma abbiamo piuttosto deciso di diversificare la nostra attività, entrando anche in settori diversi rispetto a quello degli stampi». Oggi alcune aziende stanno tornando a far realizzare i loro stampi in Italia, «e noi siamo ben contenti perché vuol dire che la qualità, alla lunga, paga. Oggi, in alcuni casi, ci tocca “riprendere” alcuni stampi realizzati in Cina, in quanto sono spesso pieni di errori esecutivi o prodotti in maniera non adeguata. Del resto, la cultura meccanica in Italia ha pochi eguali al mondo».

Gualtiero Seva conferma: «Noi, in qualità di fornitori di tecnologie per stampisti, osserviamo il fenomeno da un punto di vista privilegiato, ed effettivamente stiamo assistendo a un rientro delle produzioni in Italia. I motivi sono sostanzialmente due: il primo è che i manufatti e gli stampi fabbricati in Italia sono di qualità incomparabile rispetto a quelli realizzati nei Paesi cosiddetti “low cost”. E tale qualità permette di evitare errori di produzione, scarti, usure precoci, riprese, ecc., per cui il maggior costo iniziale alla lunga viene completamente recuperato. Il secondo motivo è puramente “d’immagine”. Un manufatto “Made in Italy” ha un grande appeal sul mercato internazionale, tanto più se confrontato a un “Made in China”. Più in generale, il mercato è in salita, nonostante alcuni fattori esterni che ogni tanto ne condizionano l’andamento, per cui siamo molto fiduciosi».

Il futuro? Lo stampaggio del silicone
La partnership tra Officine Mastrotto e Fanuc non è solo commerciale ma anche condivisione di know-how e fonte di ispirazione per progetti futuri. Gualtiero Seva: «Per Fanuc è molto importante essere fornitori di un’azienda come Officine Mastrotto la quale, pur non essendo un’impresa di grandi dimensioni, esegue lavorazioni di eccellenza e della massima qualità. Clienti come Mastrotto ci danno la carica e le motivazioni giuste per migliorare continuamente i nostri prodotti». Alfonso Mastrotto rilancia: «Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà quello di dotarci di una macchine per stampaggio del silicone, al fine di realizzare prodotti “nostri”, cioè non per conto terzi. Credo che i tempi siano maturi e per questo stiamo cominciando a valutare con molta attenzione le presse a iniezione presenti sul mercato, in particolare quelle della Fanuc».

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