Case history 3DZ: i diorami territoriali fotorealistici

S3DPPRO_3DZ_APEQuando si prova a chiedere a chi lavora nell’ambito della stampa 3D quali siano i campi di applicazione privilegiati per questa tecnologia la risposta è univoca, ed è che una risposta non c’è, perché la fabbricazione additiva offre un contributo prezioso nei settori più svariati. E anzi, apre nuove strade – e quindi nuove occasioni di business – ad aziende con un know how già consolidato, che va ad accrescersi e diversificarsi grazie alle nuove tecnologie.

È il caso di Corvallis, un’azienda di Information Technology con un’offerta ad alto valore aggiunto rivolta al mondo bancario, assicurativo, ai comparti industriali e di servizi, alle pubbliche amministrazioni che si declina in consulenza, software integration, prodotti, servizi applicativi e outsourcing, secondo un modello di business volto ad implementare soluzioni innovative a supporto del cliente. Sembra un mondo lontano da quello della stampa 3D? E invece no…

L’interesse per la stampa 3D è nato dall’attività di offerta di soluzioni e tecnologie per il governo e la conoscenza del territorio, che mette in campo competenze che integrano sistemi di indagine tradizionali con metodologie innovative di acquisizione, modellazione, gestione, analisi, diffusione dei dati geospaziali. L’esigenza dell’azienda era quella di realizzare modelli tridimensionali di elevata qualità e customizzabili da parte della clientela: da qui l’avvicinamento alla fabbricazione additiva.

GIANFRANCO CAUFIN, AD 3DZ TREVISO
Gianfranco Caufin, AD 3DZ Treviso

Il primo approccio è stato un workshop di 3DZ, rivenditori autorizzati 3D Systems, che affiancano all’attività di vendita “pura” un servizio di seria divulgazione dei vantaggi che la stampa 3D può offrire, attraverso seminari, eventi e presenza alle fiere. A raccontare i passi che hanno segnato la collaborazione tra Corvallis e 3DZ è Gianfranco Caufin, uno dei fondatori di 3DZ, che ha seguito in prima persona tutte le fasi. “A questo primo momento di conoscenza del workshop ha fatto seguito quello di approfondimento, ci siamo confrontati per valutare le esigenze di Corvallis e capire come poterle soddisfare. Lo step successivo, quello determinante, sono stati i test in cui si è passati dalle parole ai fatti, verificando la qualità dei modelli e la rispondenza alle aspettative di Corvallis. In pratica, Corvallis voleva capire verificare nella pratica quello che fino a quel momento era soltanto teoria”.

Anche queste verifiche che hanno dato risultati positivi e sono sfociate nell’acquisto della stampante ProJect 460 Plus di 3D Systems.

LUCA DEL SOLE, RICERCATORE DI CORVALLIS
Luca Del Sole, ricercatore di Corvallis

A spiegare i motivi della scelta è Luca Del Sole, amministratore delegato di Corvallis: “La scelta di 3D Systems quale fornitore per la stampa 3D professionale è stata dettata da un’approfondita analisi che ha riconosciuto nelle caratteristiche tecnico-prestazionali offerte da tale produttore le soluzioni adeguate alle proprie finalità progettuali.

Di sostanziale rilevanza ai fini della scelta è stata la possibilità di disporre di una linea di stampanti che utilizzi polimeri nanometrici per la realizzazione dei modelli. Infatti tale tecnologia consente di rispondere al meglio alle esigenze di una riproduzione fedele dei modelli tridimensionali sia per quanto concerne l’accuratezza dei dettagli morfologici, sia per quanto attiene alla possibilità di gestire un elevato numero di colori, fondamentale soprattutto per la riproduzione di modelli territoriali a grande scala”.

Il dato dei colori è fondamentale per gli obiettivi che si era prefissata Corvallis, ovvero la creazione di modelli tridimensionali di elevata qualità in ambito architettonico, urbano e territoriale a piccola e media scala, garantendo un’offerta completa sul piano della progettazione e customizzazione dei prodotti in funzione delle necessità e delle aspirazioni del cliente.

Corvallis ha scelto la stampante ProJet 460 plus e lo scanner Eva prodotti da 3D Systems e forniti da 3DZ.
Corvallis ha scelto la stampante ProJet 460 plus prodotto da 3D Systems e fornito da 3DZ.

Vediamo più da vicino il processo produttivo: Corvallis realizza stampe territoriali di tipo fotorealistico utilizzando la tecnologia dei prodotti Infogeo che si basano su tecniche di fusione di immagini telerilevate e dati vettoriali e si contraddistinguono per l’uso di codici cartografici poco specialistici, intuitivi e aperti a un’immediata interpretazione. L’obiettivo è l’immediatezza della percezione dei ‘luoghi’ rappresentati, consentendo di coinvolgere anche l’attenzione dei saperi non esperti. Non è un caso infatti che molti degli ambiti di applicazione dei diorami abbiano come comune denominatore l’attenzione agli aspetti divulgativi.

Per esempio, nel mondo dei beni culturali, rendono possibile la sperimentazione di nuove modalità di fruizione esperienziale delle opere d’arte grazie all’approntamento di riproduzioni fedeli di reperti altrimenti non manipolabili a causa della loro fragilità o unicità; nella promozione turistica possono rivelarsi utili per spiegare in forma tattile e volumetrica i connotati di un paesaggio, di una pianta di città, di un parco divertimenti, di uno spazio espositivo, di un’infrastruttura alberghiera o di un edifico storico; nella didattica, in molti settori, per semplificare il processo di apprendimento attraverso l’uso di modelli esplicativi tridimensionali.

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Lo scanner Eva.

E se, visti i tempi brevi, non ci sono ancora dati precisi concreti che possano dare un feedback sul ritorno dell’investimento, è già percepibile l’accoglienza molto positiva verso questa tecnologia da parte dei clienti. Una fiducia confermata anche dai progetti di ampliamento dell’attrezzatura dell’azienda, che ha acquisito lo scanner 3D Eva) e una stampante Cube Pro per avere una maggiore gamma di prodotti da offrire sul mercato.

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