Cardiogramma a tutto tondo

Enzo Guaglione
Enzo Guaglione

In medicina il polso, espresso in battiti al minuto, è un valore che si riferisce all’attività di pompa del cuore per
convogliare il sangue in tutto il corpo; il polso è anche la zona dell’avambraccio dove si appoggiano le dita per esaminare, appunto, il battito cardiaco.

Forse per questo motivo, polso è anche segnale di forza fisica, e più spesso morale, quindi di energia, di autorità; tant’è che si dice “Dirigere con polso fermo”, “Un uomo di polso”, “Un’azienda che ha polso” e via dicendo. Ecco, un’azienda che ha polso mi piace. Ma cosa significa?

Le tre colonne portanti della filosofia aziendale diretta con polso fermo sono: evitare gli sprechi, aumentare i rendimenti, soddisfare i clienti. Obiettivo: consegnare lo stampo al cliente, per consentirgli di avviare rapidamente il processo di stampaggio e di creazione del valore.

E qui entra in ballo l’equipaggiamento in macchine utensili e dintorni; l’attrezzeria deve possedere l’infrastruttura necessaria per ogni singola fase di lavorazione. Ma non basta: anche le professionalità si trasformano insieme all’evoluzione della fabbrica, tant’è che l’università deve avere polso e adeguarsi ai tempi, per esempio associando alla meccanica l’elettronica e l’informatica.

Ma ancora non basta: oggi occorrono competenze di visione e di gestione del cambiamento. Come dire: polso a tutto campo quindi vigore, ingegno, cognizione e, ovviamente, disponibilità finanziaria. In realtà, ci troviamo a un bivio già da qualche anno; lo vediamo nelle macchine utensili e nei nuovi materiali: l’iper-tecnologia sfida la tecnologia.

Una prerogativa dell’operatore contemporaneo – il vecchio tornitore con i baffi – è essere collocato all’interno di un flusso comunicativo-informativo continuo ed esorbitante; agli stampisti e alle loro macchine si chiede sempre di più, la tecnologia non nasce fine a se stessa, ma è creata dall’uomo e dalla sua ambizione per fare sempre meglio.

Insomma, l’uomo di polso non si accontenta mai, e per appagare la sua velleità deve analizzare le prestazioni del sistema di produzione, perché è la macchina che cambia il mondo. E poi ci sono i nuovi materiali, che pungolano la creatività dei progettisti con artefatti che gravitano nel mondo della plastica, per esempio, e nel mondo fatato del bio. La plastica, infatti, può sostituire la lamiera nelle occasioni in cui leggerezza, resistenza chimica e alla corrosione, isolamento termico, acustico ed elettrico premiano; ci sono plastiche anche piuttosto muscolose, più dei metalli, e idonee alla bacchetta magica della stampa 3D.

Per garantirsi queste opportunità, occorre mettere in atto programmi di formazione di polso, per ottimizzare i processi nell’ottica della “Lean production”, filosofia che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli.

Ecco che Tecniche Nuove scende in campo pure con i corsi, perché le imprese non possono fare tutto da sole e
non si può improvvisare per riscuotere successi; i corsi possono essere individuati nel sito www.tecnichenuove.
com.

Un’azienda di polso ottimizza anche con il Sapere e la Conoscenza i processi produttivi, ma soprattutto deve
mirare al miglioramento del polso dei clienti. Nel contesto produttivo, oggi si ripropone continuamente la stessa domanda: Come migliorare spendendo meno? Quest’obiettivo vale per tutti i comparti aziendali, dalla ricerca e sviluppo alle vendite, dai servizi all’amministrazione. Ciò vuol dire Polso con la P maiuscola.

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