Bologna a scuola di manifattura

La città capoluogo dell’Emilia è soprannominata la dotta e dotta sarà anche in materia di automazione industriale e macchine utensili grazie all’apertura del primo centro di formazione in Italia di Haas aperto sul finire dello scorso novembre all’istituto tecnico Aldini-Valeriani Sirani.
Saranno il centro di lavoro verticale per stampisti della serie VF 2SS e il tornio di nuova generazione della linea ST 10 prodotti ed esportati dalla californiana Haas Automation a orientare il futuro di una nuova leva di operatori emiliani e italiani della produzione manifatturiera di qualità. Le due macchine sono il fulcro del primo Htec (Haas technical education center o Centro di formazione tecnico Haas) che l’azienda ha aperto nel nostro Paese presso lo storico istituto Aldini-Valeriani Sirani nel pieno centro della dotta Bologna.
Con una capacità produttiva di 1.200 articoli al mese vendute in oltre cento nazioni l’azienda ha saputo mostrarsi sin qui efficace anche in fase di espansione territoriale delle sue strutture di training. Il programma Htec è stato avviato oltre cinque anni fa e si è imperniato sulla collaborazione con i Factory outlet del marchio e i suoi distributori e con strutture didattiche e ministeri dell’istruzione di una varietà di Stati europei. Le bandierine del produttore statunitense sono in quest’ambito piantate in 70 località diverse e con il benestare e la partecipazione fattiva di governi quali quello svedese, quello portoghese, quelli romeno e russo. Numerosi i presidi; una sola è la filosofia che ne ha guidata e ne guiderà l’evoluzione: provvedere a dotare delle «competenze necessarie in materia di lavorazione Cnc» una stirpe di «giovani di talento e motivati che accedano al settore dell’ingegneria di precisione», recitano i documenti aziendali. Obiettivo degli Htec è garantire agli studenti skill «trasferibili» e dunque non necessariamente connessi ai macchinari di Haas offrendo loro infine «migliori prospettive e opportunità di lavoro». Su un altro versante e cioè dal punto di vista delle imprese che a dispetto della crisi continuano a essere affamate di eccellenze tecniche (la conferma viene dall’intervista al dirigente scolastico dell’istituto felsineo Salvatore Grillo nel riquadro di pagina xx) i vantaggi sono altrettanto evidenti: «I centri Htec», ha fatto sapere Haas Automation, «sono una risorsa per le aziende di ingegneria a livello locale e nazionale grazie all’aumento dell’offerta di apprendisti con una buona formazione».
«Investire in formazione e hi tech per recuperare competitività»
È stata però la sorpresa la nota dominante i primi passi della presentazione del Htec bolognese da parte dell’amministratore delegato della multinazionale Alain Reynvoet: «Stupisce pensare», ha detto Reynvoet, «che questo polo italiano sia arrivato così tardi data la grande tradizione che la Penisola vanta nella manifattura e nell’industria meccanica. Ma con l’obiettivo di supportare l’istruzione e la crescita professionale dei giovani siamo convinti di poterne aprire molti altri qui». Giunta per il tramite dell’esclusivista regionale Moreno Macchine Utensili Haas ha mostrato con le parole del suo Chief executive officer di non difettare affatto di realismo: «Molti di voi», ha detto rivolgendosi agli studenti presenti al taglio del nastro, «ambiscono forse a lavorare per uno fra i molti costruttori più sexy della zona come Ducati o Ferrari. Ma ho una notizia da darvi: la manifattura è alla base di tutto compresi i prodotti più attraenti e sviluppare conoscenze in ambito manifatturiero significa anche avere maggiori chance per passare agilmente da un settore all’altro». Vuol dire anche estendere il proprio personale know how ad ambienti come quello dell’informatica dati i progressi compiuti dai sistemi di controllo per le macchine utensili che nel caso di Haas e dei suoi Htec si ritrovano installate in 1.400 esemplari in un totale di 800 complessi scolastici europei. Oltre al futuro dei cittadini in età scolare il vendor nordamericano è parso però pensare giustamente all’avvenire macroeconomico dell’Occidente: «Il cuore dell’industria si sta spostando non solo verso l’Oriente Estremo», ha detto Reynvoet, «ma anche nelle più vicine Polonia, Romania, Slovacchia e Cechia che stanno sviluppandosi rapidamente e otterranno entro breve livelli di specializzazione simili ai nostri. Ma Paesi come l’Italia hanno il dovere di investire in tecnologie per la produzione in modo da poter riconquistare quella parte di competitività che ha ora perduto».
«L’economia italiana dipende dagli studenti»
Gli Htec mirano così a creare conoscenza e portarla «a un livello superiore» ma per farlo è necessario che i giovani, ha affermato Alain Reynvoet, «vengano motivati e spinti alla manifattura». Per dirla con le parole del marketing supervisor di Haas Automation Bert Maes «l’economia italiana dipende dagli studenti» e l’azienda intende stimolarne la crescita «portando nelle scuole la vera tecnologia che anche sotto brand diversi sono destinati a usare nel mondo delle professioni». Naturalmente però l’incremento del «livello qualitativo delle strutture didattiche» non è che uno fra gli ingredienti della ricetta: «Importante è anche l’elemento-network», ha detto Maes, «perché la manifattura non può crescere senza che si coniughino istruzione e tecnologia e da questo punto di vista gli Htec sono un ponte fra la scuola e l’industria e nel caso odierno fra insegnanti e aziende». Queste ultime sono le stesse che di braccia e cervelli strutturati hanno bisogno adesso e necessiteranno anche nel prossimo futuro consce del fatto che nelle parole di Maes «anche le imprese di maggior successo hanno ben poche prospettive se prive di una manodopera qualificata». E quanto ancora agli studenti un motivo di appassionarsi ai centri di lavoro sta nella chance che offrono «di trasformare le idee e le iniziative creative di ognuno in una autentica attività di lavoro». Una filosofia condivisa d’altronde anche dal distributore Moreno Ugolini che ha ricordato il ruolo dell’Aldini Valeriani-Sirani nell’istruzione di tanti imprenditori meccanici della provincia; e dal sottosegretario del ministero per l’Istruzione, l’università e la ricerca Elena Ugolini. Questi ha sottolineato l’accordo sottoscritto dalla conferenza Stato-regioni circa il potenziamento dell’istruzione tecnica il 26 settembre 2012 e le partnership avviate con l’omologo tedesco del Miur: «L’Italia», ha detto Ugolini, «ha bisogno di giovani che meglio di noi sappiano inventare il futuro e auspichiamo per quest’anno l’apertura di almeno altri dieci centri di formazione sull’esempio degli Htec dato che in tutta la Penisola i modelli di scuole eccellenti non mancano». Basta valorizzarli appieno.
INTERVISTA
«Formazione e cultura d’impresa: un legame da consolidare»
Parla il dirigente scolastico dell’Istituto superiore Aldini Valeriani-Sirani Salvatore Grillo
Dell’inaugurazione del centro di formazione Htec di Haas Automation presso il polo didattico dell’Aldini Valeriani-Sirani di Bologna ha parlato a Stampi anche il dirigente scolastico Salvatore Grillo. Laureato in ingegneria elettronica il professor Grillo ha delineato per lo Htec una strategia che si estende ben oltre le aule e le mura dell’istituto bolognese: «Vorremmo che questa struttura servisse», ha detto, «sia alla formazione degli studenti provenienti da altri istituti della provincia di Bologna e perché no anche a studenti universitari delle facoltà tecniche che non sempre e per motivi di tempo riescono a compiere in ateneo i percorsi di aggiornamento che vorrebbero». Non solo: «Pensiamo che questa iniziativa possa rivelarsi utile», ha proseguito Salvatore Grillo, «anche per chi è rimasto momentaneamente senza lavoro oppure in un periodo di cassa integrazione e vorrebbe però acquisire nuove competenze professionali per poter tornare sul mercato del lavoro». Si concretizzerebbero così nel migliore dei modi quei concetti del fare rete e del networking ai quali hanno fatto riferimento gli stessi rappresentanti di Haas Automation nel corso delle loro presentazioni inaugurali. Anche perché il concetto di sistema non è estraneo all’istituto né a Grillo: «Sono convinto che il legame fra la cultura produttiva delle imprese e le scuole debba essere rafforzato», ha detto il dirigente scolastico, «e in parte riallacciato. Ma dal canto nostro abbiamo tessuto nel tempo relazioni strette con le eccellenze del territorio. Da Ducati a Ima, Sacmi o Marchesini Group, aziende che per la formazione scolastica hanno sempre avuto occhi di riguardo». Grazie anche a tali cooperazioni a 360 gradi che hanno condotto all’apertura presso l’Aldini di laboratori di eccellenza dalle prerogative simili a quelle degli Htec l’istituto felsineo è realmente in grado di dare un futuro ai suoi iscritti: «La richiesta di diplomati nella zona supera persino la nostra capacità d’offerta», ha detto Grillo, «e mentre il 40% dei nostri ex-studenti si iscrive all’università gli altri trovano un’occupazione consona entro 4 mesi e dopo tre anni la maggior parte è ancora in azienda a testimonianza così dell’alta qualità del bagaglio di conoscenza che acquisiscono in aula». Pronto a cooperare con gli altri Htec continentali con scambi culturali e di esperienze perché «l’integrazione europea dev’essere in primo luogo integrazione scolastica e formativa» Grillo ritiene anche che progetti come questo siano un buon modo per superare i tagli ai finanziamenti: «Rinnovare il parco macchine con una cinque assi in linea con la richiesta dell’industria era una necessità», ha detto, «e grazie all’intermediazione e alla proposta di Moreno Macchine Utensili vi siamo riusciti con gli strumenti di Haas creando vantaggi per tutte le controparti coinvolte”

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