BARBARA GALLO / Associazionismo e lavorazioni complesse contro la crisi

Barbara Gallo, amministratore delegato Progind

Oltre ad essere l’amministratore delegato di Progind, azienda torinese specializzata nella costruzione di stampi e nella produzione in serie di parti plastiche, Barbara Gallo si è sempre dedicata con vigore all’associazionismo. Abbiamo parlato con lei della sua entrata nel consiglio direttivo di Ucisap, del mercato e della sua società. Che oggi sta crescendo grazie al fatto di aver puntato con maggior enfasi sulle lavorazioni ad alto valore aggiunto che risentono molto meno del rischio della delocalizzazione da parte dei committenti, tra cui l’In Mould Decoration (IMD) di alto livello estetico e prestazionale per interni di automobili, come ad esempio le mascherine di pregio dei climatizzatori.

Barbara Gallo è amministratore delegato di Progind, azienda di Azeglio (TO) che da oltre quarant’anni si occupa della progettazione e della costruzione di stampi (monomateriali, bimateriali e trimateriali, stampi tranciatura lamiera, costampaggio, IMD), della produzione in serie di parti plastiche e di assemblaggi. Un’azienda che guida con il giusto vigore per contrastare la crisi che ha colpito l’intera economia italiana nei terribili anni 2008 e 2009, tanto che il suo fatturato sta oggi crescendo di anno in anno recuperando il terreno allora perso. Merito delle scelte imprenditoriali effettuate, legate anche al fatto di aver puntato con maggior enfasi sulle lavorazioni ad alto valore aggiunto che risentono molto meno del rischio della delocalizzazione da parte dei committenti, tra cui l’In Mould Decoration (IMD) di alto livello estetico e prestazionale per interni di automobili, come ad esempio le mascherine di pregio dei climatizzatori. Barbara Gallo però, oltre ad essere un’accorta imprenditrice, è da sempre attenta alle tematiche legate all’associazionismo, ricoprendo importanti cariche in Confindustria e ora anche all’interno di Ucisap, l’unione dei costruttori italiani di stampi e di attrezzature di precisione, in qualità di membro del consiglio direttivo nominato nel corso della recente assemblea annuale dei soci. Ed è proprio di associazionismo, oltre che di mercato, della sua attività imprenditoriale e di IMD, che abbiamo parlato con lei per questa rubrica dedicata ai protagonisti del settore.

Progind dispone di un reparto per lo stampaggio dotato di venti presse con le quali realizza per conto dei suoi clienti tirature di piccole grandi serie impiegando gli stampi precedentemente sviluppati e costruiti

Qual è la ragione per cui da sempre dedica una parte del suo tempo, che a un imprenditore non basta mai, all’attività di associazione?

La mostrina per impianti di condizionamento di auto realizzata da Progind con tecnologia In Mould Decoration, co-stampando due polimeri (uno trasparente e uno nero) e applicando in un’unica lavorazione un foil serigrafato sul prodotto così ottenuto

Sono sempre stata attratta dall’associazionismo perché è un modo di entrare in relazione con persone che fanno il mio stesso lavoro di imprenditore e, nel caso di Ucisap, di imprenditori che operano in modo specifico nel settore degli stampi. È un modo per scambiarsi informazioni, per imparare, per crescere. Ma anche per cercare di costruire qualcosa insieme una volta compiuti i percorsi di conoscenza e fiducia che sono una parte integrante dell’associazionismo.

Il retro della mostrina. Si possono notare le cavità interamente scomposte in tasselli, in modo che non vi siano dispersioni di luce quando si accende una spia piuttosto che l’altra

Cosa intende per “costruire qualcosa insieme”?

Ci sono vari piani di collaborazioni possibili, a partire da quelli più “banali” che tuttavia senza questo genere di attività di associazione non sarebbe possibile attuare: come ad esempio partecipare insieme alle fiere, un’attività che stiamo già facendo, oppure predisporre percorsi formativi. Ed anche questa è un’attività che sto portando avanti proprio grazie all’associazionismo. La conoscenza e la fiducia che ho citato prima costituiscono il terreno fertile dal quale possono nascere anche iniziative più complesse, come la costruzione di un progetto imprenditoriale comune, partnership, joint venture e così via. Ci vogliono tempo e dedizione, ma credo che questi siano i fini veri di un’associazione.

In questo disegno di progetto si può vedere in alto il foil serigrafato, e in basso i due polimeri

Ma in un organismo così specializzato come Ucisap, popolato da aziende che fanno lo stesso mestiere e che possono essere anche in diretta concorrenza tra di loro, non ci sono timori e perplessità legate alla collaborazione e alla condivisione associativa?

Lo stampo progettato e costruito da Progind per la realizzazione della mostrina

Per quanto riguarda la mia esperienza, non vedo con paura o tensione il fatto di stare insieme a colleghi che possono anche essere concorrenti sul mercato. Sono del parere che è più importante quello che si ottiene dalla condivisione di quello che si potrebbe perdere dal fatto di collaborare. E dico di quello che si potrebbe perdere perché non è detto che accada, e anzi in tutto il mio percorso associativo non ho mai avuto alcun problema in questo senso. È in effetti vero che molte aziende non si avvicinano al mondo dell’associazionismo per la paura di dover condividere clienti, progetti, brevetti. Ma c’è modo e modo di avvicinarsi e le solide relazioni e conoscenze che forma il buon associazionismo permette agli  esponenti di aziende che possono essere concorrenti sul mercato di diventare in associazione colleghi e a volte amici con i quali si può discutere e progettare insieme senza alcun timore.

Parliamo della sua azienda e del mercato. Come stanno andando le cose?

Dal 2008 ad oggi abbiamo sostanzialmente seguito l’andamento di tutta la filiera e, più in generale del Sistema Paese. Il 2008 e il 2009 sono stati anni di grande contrazione, con una ripresa che è iniziata a partire dalla seconda metà del 2010 e che è ancora in corso. Siamo quindi riusciti a recuperare quello che abbiamo perso, pur non avendo ancora raggiunto i livelli precedenti alla crisi del 2008. Le previsioni di crescita a breve sono incoraggianti soprattutto per quanto riguarda la nostra attività di progettazione e costruzione di stampi, mentre per quella di stampaggio la ripresa sembra più lontana. I numeri, in questo caso, sono ancora bassi ed estremamente variabili anche all’interno di programmi precedentemente definiti. La mancanza di pianificazione introduce un elevato livello di criticità nelle nostre lavorazioni, soprattutto in quelle in cui gestiamo processi industriali complessi per conto dei nostri clienti, che richiedono di interagire con altri fornitori. Un modo di lavorare che rende indispensabile un’elevata flessibilità a livello di tutti gli anelli della catena.e costruiti

Il sistema di iniezione della mostrina

Qual è la ragione per cui, nonostante il momento congiunturale difficile, Progind sta tutto sommando reggendo bene?

Puntiamo sempre di più sulle lavorazioni ad alto valore aggiunto, quelle che risentono meno dei rischi di delocalizzazione perché difficilmente replicabili. Abbiamo un’elevata specializzazione nell’automotive e manteniamo viva questa nostra peculiarità fornendo prodotti sempre più qualificati dal punto di vista tecnologico, come ad esempio quelli che devono combinare un elevato livello estetico con le prestazioni tipiche dei prodotti automobilistici, soggetti a sollecitazioni rilevanti dal punto di vista del calore, della luce e così via. In questo mercato tutte le lavorazioni che sono trasportabili altrove si possono perdere, ma quando si tratta di prodotti complessi da realizzare per motivi tecnici, logistici e gestionali questo rischio è ridotto.

Avete pensato di mettere a frutto il vostro know-how in lavorazioni complesse, in settori differenti da quello automobilistico che rappresenta gran parte del vostro mercato di riferimento?

Certo. Le stiamo proponendo con forza anche a quello dell’elettrodomestico ad esempio, ma un settore che stiamo approcciando proprio in questi mesi e che ci sembra molto interessante è quello medicale, delle strumentazioni che sempre più spesso vengono acquistate anche dalle famiglie e che richiedono anche un certo appeal estetico. Siamo alla continua ricerca di settori dal grande potenziale di crescita, al quale possiamo proporre le nostre lavorazioni ad alto valore aggiunto.

A proposito di lavorazioni complesse, recentemente state puntando molto sull’In Mould Decoration (IMD), la tecnica che consente di inserire all’interno di uno stampo un film già serigrafato per realizzare prodotti plastici dalle caratteristiche estetiche di alto livello, difficilmente ottenibili con altre tecniche di stampaggio. Ha un prodotto di spicco da raccontarci?

Dettaglio della mascherina: tutte le consuete indicazioni che fanno parte di un pannello clima per auto sono state serigrafate sul film applicato alla mostrina direttamente da Progind nel corso della stessa lavorazione

Abbiamo realizzato, per fare un esempio, il comando del climatizzatore di un’automobile, costituito da un foil serigrafato applicato a due polimeri costampati su una pressa a iniezione. Il prodotto esce finito dalla pressa con una resa estetica elevatissima grazie al film su cui sono state serigrafate le icone tipiche di un climatizzatore, sovrapposto agli inserti trasparenti in prossimità dei quali verrà predisposta la retroilluminazione. Ogni icona serigrafata coincide con cavità stampanti interamente scomposte in tasselli, in modo che non vi siano contaminazioni tra l’accensione di una luce e l’altra. In questo caso si tratta di una bi-iniezione, ma siamo attrezzati anche per la tri-iniezione.

Come la stampate?

Questa mostrina, alta 70 millimetri e lunga 235 millimetri, viene realizzata mediante una pressa Arburg 520S con tavola rotante, nel cui stampo sono iniettati il polimero scuro e quello trasparente, rivestiti nel corso dello stesso processo con un foil serigrafato Extraform di MacDarmid. Il tutto con un tempo di ciclo di soli 50 secondi, senza dover ricorrere a strutture esterne o altri reparti, come avviene per altri casi in cui servono finiture di pregio. Lo stampo, progettato e costruito da noi ha due cavità per l’utilizzo con tavola rotante. Per evitare ogni problema di deformazione del pezzo o di lavaggio della serigrafia è stato predisposto un condizionamento intensivo della cavità dello stampo e delle piastre porta stampo. Inoltre i movimenti dello stampo avvengono a secco, senza quindi il ricorso a lubrificanti. L’iniezione avviene con sistema a canale caldo con doppia piastra di distribuzione e iniezioni dirette.

Quali sono i processi che gestite per la realizzazione di stampi di questo genere e la produzione interna del componente?

La progettazione dello stampo avviene con i sistemi CAD/CAM di Vero International). Effettuiamo analisi CAE, con simulazioni sia per lo stampo sia per il sistema d’iniezione, analizzando congiuntamente i risultati). I processi interni comprendono il collaudo delle attrezzature, la gestione di svariate finiture estetiche, eventuale laseratura e tampografia dei componenti, l’assemblaggio dei componenti e la gestione automatica dei processi tramite sistemi di monitoraggio in tempo reale. Le attrezzature di cui siamo dotati sono CNC tradizionali, CNC High speed da 6.000 – 50.000, EDM tuffo AGIE Charmilles / Sodick, EDM filo AGIE Charmilles, trattamenti termici adeguati per raggiungere gli standard di durezza desiderati, assemblaggio e collaudo stampo su centri di lavoro Arburg.

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